Come Gestire al meglio le Mangiatoie all’interno del Pollaio

Oltre che ad una corretta alimentazione è fondamentale che all’interno del pollaio siano presenti gli accessori più idonei e di miglior qualità affinché le galline possano nutrirsi durante la giornata.

A seconda del tipo di cibo che viene loro somministrato, che si tratti di frutta, verdura, granaglie o frumento, esistono diversi tipo di mangiatoie adatte per ogni evenienza.

Nel caso del mangime a granaglie è importante utilizzare una mangiatoia che impedisca alle galline di razzolarci dentro causando uno spreco di cibo e la contaminazione dello stesso attraverso le zampe. L’eventuale mangime che viene sparso a terra può inoltre essere motivo di attacco al pollaio da parte di roditori e uccelli, attirati dall’odore di cibo.

Un altro fattore di particolare importanza è il numero di mangiatoie a disposizione degli animali all’interno del pollaio in funzione al numero di esemplari esistenti. Questo per la legge gerarchica che determina l’ordine di beccata secondo la quale gli esemplari dominanti beccano per primi e, solo successivamente, possono poi beccare tutti gli altri. Per ovviare a questo problema è dunque opportuno aumentare il numero di mangiatoie in maniera tale da non creare troppa affluenza in un unico dispositivo e assicurare cibo per tutti i capi.

Se la zona in cui vengono riposti mangiatoie ed abbeveratoi è potenzialmente esposta ad eventuali precipitazioni bisogna considerare che il cibo deve rimanere sempre asciutto e pulito e dunque nel caso è utile spostarle oppure riparare la zona di ristoro con teli antipioggia.

Nel caso si valuti di acquistare una mangiatoia a ciotola è importante che questa abbia il bordo un poco rialzato, che sia realizzata con un materiale non troppo leggero e che sia posizionata sopraelevata dal terreno. Anche nel caso della mangiatoia a tramoggia, granaglie e mangimi sono contenuti in un recipiente dal quale scendono per gravità in una vaschetta di raccolta sottostante. Esse sono sicuramente un’ottima soluzione: economica, igienica e anti-spreco. Hanno inoltre il vantaggio di garantire una presenza costante di granaglie e mangime anche per un periodo abbastanza prolungato.
La mangiatoia per galline a sifone la si trova solitamente in commercio in plastica o in lamiera zincata. Sono serbatoi a forma di tronco di cono che poggiano su una base circolare di contenimento con i bordi più alti del livello del mangime che scende per gravità.
Questo tipo di mangiatoia può essere sia appoggiata su una cassetta o altro supporto a parete, sia montata sospesa. Anche la mangiatoia a sifone è una soluzione economica, igienica e anti-spreco, e garantisce una presenza costante di granaglie e mangime.

Per tutelarsi da “furti di cibo” notturni, da parte soprattutto dei roditori, consigliamo di utilizzare una mangiatoia a pedale che si apre soltanto nel momento in cui la gallina sale sulla pedana, e rimane aperta affinché la gallina mangi, richiudendosi solo quando l’animale scende da essa. Inizialmente sarà necessario aiutare le nostre galline a prendere confidenza col meccanismo, ma poi risulterà semplice e comodo anche per loro.

È una soluzione un po’ meno economica rispetto alle mangiatoie che abbiamo visto in precedenza, ma è certamente igienica, anti-spreco ed è un ottima soluzione per tenere i predatori distanti dalle galline: viene chiamata per questo motivo mangiatoia anti-saccheggio.
Le caratteristiche principali della mangiatoia a pedale sono:

·        Possibilità di alimentazione di due animali in contemporanea;

·        Coperchio con pieghe diamantate per evitare il ristagnamento dell’acqua nella parte superiore della mangiatoia;

·        Pedale forato per evitare che si sporchi dando la possibilità all’animale di mangiare nel pulito e su una base stabile;

·        Possibilità di regolare il pedale;

·        Piedini di appoggio in plastica in modo da isolare la lamiera dall’umidità del terreno;

·        Regolazione della ghigliottina di fuoriuscita del mangime con manopole zigrinate;

·        Griglia antispreco in nylon;

·        Sul fondo, griglia anti-goccia per evitare che l’acqua entri in contatto con il mangime

·        Disponibile in diverse dimensioni e capienze di serbatoio da 11lt a 28lt

 
Numerose soluzioni le trovi nel nostro shop Il Verde Mondo, corri a vederle!!

 

 

Le principali differenze tra Acaro e Pidocchio: Polvere di Diatomee per Sconfiggerli

Molto frequentemente vengono confusi tra loro i pidocchi e gli acari: parliamo in particolar modo di pidocchio pollino ed acaro rosso.
A seconda che si tratti dell’uno o dell’altro, esistono prodotti specifici da somministrare alle galline.

Vediamoli ora da vicino elencandone le principali caratteristiche e differenze:

L’acaro rosso è un acaro ematofago. Non vive sulle galline ma negli angoli e nelle crepe del pollaio. Esso attacca gli animali la notte, quando questi dormono. Viene definito come un parassita “Resistente” in quanto può vivere anche per oltre 9 mesi senza nutrirsi.
Sono di colore rosso intenso quando hanno fatto il pasto di sangue altrimenti sono grigi.
Eliminarlo è molto difficile in quanto durante il giorno si nasconde nelle crepe rendendo necessari più trattamenti e inoltre è resistente agli antiparassitari. La maggior parte dei prodotti adatti a combatterlo sono prodotti che vanno cosparsi nel pollaio senza la presenza degli animali perché possono essere tossici per loro.

Il pidocchio pollino è un mallofago che si nutre di penne, squame, frammenti di penne e sangue. Vive per tutto il tempo sull’animale, in mezzo al suo piumaggio ed è meno pericoloso dell’acaro rosso. Dopo 5 giorni, se non riesce a nutrirsi dall’animale muore.
Per trovarlo basta spostare le penne dell’animale: se è infestato si vedranno delle bestioline che corrono sul corpo della gallina.
Il pidocchio pollino ha una forma allungata con la testa triangolare ed è di colore marroncino. A differenza degli acari, sono facili da eliminare e spesso, in base al prodotto scelto, basta un solo trattamento o spruzzata sull’animale per eliminarli.
I prodotti utilizzati non sono nocivi per le galline ma è bene non consumare le uova durante il trattamento.

I prodotti adatti per prevenire questi due indesiderati parassiti si suddividono in due categorie:

–         Prodotti per l’ambiente: come ad esempio Neo-Predisan e Quatersan, nocivi per gli animali e da utilizzare soltanto dopo aver allontanato gli esemplari dal pollaio;

–         Prodotti per gli animali: come spray antiparassitario, Apaderm Plus, Fitomite e Green Tonic.

Un altro prodotto fondamentale per entrambi i parassiti è la POLVERE DI DIATOMEE, completamente naturale e non nociva per gli animali: questa polvere, chiamata anche “diatomite” è una roccia friabile composta da resti fossilizzati di alghe diatomee. E’ un prodotto naturale che viene raffinato senza trasformazioni di tipo chimico.
Questa singolare terra è ricca di biossido di silicio e di numerosi oligoelementi quali: boro, manganese, titanio, rame, zirconio, sodio, magnesi, calcio che apportano il beneficio di rafforzare il metabolismo nelle galline e la durezza del guscio delle uova a base di farina fossile e composto da diatomee, agisce in modo efficace contro i parassiti, molto comuni in estate nei pollai e nelle cucce dei nostri amici animali. Oltre all’acaro, questo prodotto è estremamente efficace anche contro pulci e formiche.
I parassiti muovendosi sulla polvere ne vengono cosparsi e muoiono in poche ore per disidratazione.
Per un’ottima applicazione è consigliato di utilizzare anche il Polverizzatore per Polvere di Diatomee.
Durante il trattamento è sempre possibile raccogliere e consumare le uova prodotte dal pollaio.

Nel nostro shop on-line Il Verde Mondo troverai tutte le soluzioni sopra indicate con i relativi video illustrativi per una corretta somministrazione!

Il Cane Carlino

Il carlino è una razza canina molossoide originaria della Cina riconosciuta dalla Federazione Cinofila Internazionale.
È un’antica razza canina che è stata raffigurata in numerosi dipinti e sculture cinesi sin dal 400 a.C. e si è poi diffusa nel Seicento in Europa occidentale, in particolare nei Paesi Bassi e in Gran Bretagna, grazie al successo ottenuto nella 
Casa d’Orange e nel Casato degli Stuart.
Il carlino ha tratti fisici peculiari che lo rendono unico nel suo genere e differente da tutti gli altri cani ed è considerato uncane da compagnia.

L’origine del nome di questa razza è ancora oggi sconosciuta e per questo motivo sono presenti diverse interpretazioni: secondo alcuni deriva dall’Inghilterra, dove, il carlino è conosciuto come Pug che deriva dalla parola latina pugnus, che significa «pugno chiuso» con chiaro riferimento all’aspetto del muso tipico della specie; secondo altri invece il termine Pug deriverebbe dalla parola «folletto» o semplicemente dall’espressione «piccolo cane».
Altri nomi che identificano la razza sono: Mops, MopsHond, MopsHund e Mopsi, in Svezia, nei Paesi Bassi, in Germania e in 
Finlandia. La radice comune a tutti e quattro i casi deriva dalla parola in lingua olandese moppen, che significa «aspetto arcigno», e da quella inglese e tedesca mops, che significa «annoiarsi» e «brontolone».
È certa, invece, l’origine del nome in Francia, Carlin, ed in Italia, Carlino, dove la razza deve il proprio nome all’attore 
Carlo Bertinazzi per via della sua interpretazione di Arlecchino al Théâtre de la comédie italienne, con indosso una maschera nera ritraente tratti simili al muso del cane.

Il carlino è un cane da compagnia molossoide di piccola taglia brachicefalo, ovvero col muso schiacciato. In generale, questa razza presenta un aspetto piuttosto robusto e compatto ed è solita muoversi con le gambe parallele ed un passo dondolante. Il mantello è corto, liscio, morbido e lucente. In particolare, queste due ultime caratteristiche si ravvisano negli esemplari la cui alimentazione è equilibrata.
La testa è, nel complesso, grande, rotonda e massiccia mentre il muso è corto, rugoso, rotondo e presenta un tartufo nero sporgente. Le orecchie, sempre nere, piccole e sottili, vellutate al tatto, possono essere “a bottone” o “a rosa”. Gli occhi sono sporgenti, espressivi, rotondi, grossi e di colore scuro lucente.
Il naso è corto e molto schiacciato, mentre la coda è arricciata e arrotolata sul dorso.
L’altezza al garrese, ridotta nel tempo tramite accurate selezioni, è compresa tra i 25 e i 30 centimetri e non supera i 32. Il suo peso ideale oscilla tra i 6,3 e gli 8,1 kg.

Tra un carlino maschio e uno femmina non vi sono grandi differenze: i carlini maschi di solito sono leggermente più grandi e possenti rispetto alle femmine. La maturità sessuale viene raggiunta dopo il primo anno di età. Il parto può risultare difficoltoso a causa dell’impossibilità al passaggio dei cuccioli nell’apposito canale, ed è spesso necessario il taglio cesareo.

La speranza di vita è di tredici anni e due mesi negli esemplari di sesso femminile, di dodici anni e otto mesi in quelli maschili.

I colori più diffusi sono l’argento, l’albicocca, il fulvo e il nero.

Il carlino è un cane molto attivo, esuberante, vivace e per nulla aggressivo. Questa razza canina ama far parte del nucleo familiare in quanto necessita di affetto e calore e, per questo motivo, odia essere esclusa. Si stanca facilmente specie nel periodo estivo e propende ad ingrassare. È, inoltre, un esempio molto raro di «cane da grembo» e possiede un codice comunicativo comprendente una serie di sbuffi, grugniti e versi nasali per via della canna nasale molto corta.
È noto per la fedeltà che dimostra, giorno per giorno, al proprio padrone tanto da diventarne quasi l’«ombra»: ciò rende il carlino particolarmente indicato per persone anziane, che possono trovare vantaggio terapeutico nella sua compagnia. Può essere estremamente geloso, se non irascibile, quando il proprietario coccola altri cani in sua presenza. Malgrado questo aspetto, il carlino non è, tuttavia, di indole nervosa ma anzi è decisamente allegro e socievole con altri esemplari.

  

Le Galline Volano?

Un dubbio diffuso tra gli allevatori è: le galline volano o non volano? 
In generale possiamo dire che le galline non sono in grado di volare ad eccezione delle razze più leggere e rustiche, che possono volare per dei tratti medio-lunghi.
La propensione o meno al volo dipende sicuramente dal peso della gallina ma anche dalla sua indole.

Questa azione non rientra tra le loro abilità principalmente perché non ne hanno l’esigenza e quando la mettono in atto, lo fanno essenzialmente per bisogno come ad esempio per saltare all’esterno del recinto, per appollaiarsi su un ramo o per fuggire da un predatore.
Molto spesso questa loro capacità di effettuare brevi voli si traduce in un rischio, infatti, in contesti di pollai domestici, il saper volare si trasforma in una “fuga dal pollaio” che le espone a rischi imprevedibili, come predatori, malintenzionati soprattutto incidenti stradali.
Tutte le galline hanno le ali di forme e caratteristiche diverse ma per volare queste non bastano: c’è bisogno infatti di ossa leggere e cave, di un sistema respiratorio eccezionalmente efficiente, di muscoli specializzati per controllarne il battito e di nervi che collegano ogni muscolo al cervello, programmato per controllare tutti questi sistemi simultaneamente, automaticamente e con precisione.

Le galline sono troppo pesanti per la dimensione di ali che hanno, e ad appesantirle è anche la tipologia di ossatura, che non è cava come quella degli uccelli.
Nel corso dell’evoluzione la gallina ha perso la necessità di volare e ha quindi sviluppato maggiormente la capacità di camminare.
L’antica pratica dell’allevamento di galline ha poi ancor di più accelerato e incanalato questo tipo di evoluzione, sia perché la gallina ha via via trovato sempre più cibo a terra, senza dunque la necessità di spostarsi, sia perché l’uomo è intervenuto direttamente in questo processo selezionando razze sempre più robuste e pesanti, con un’attenzione particolare anche alla capacità di deposizione delle uova allo scopo di cibarsene.

Alcune razze più leggere di galline nane e galline campagnole sanno comunque di fatto volare molto meglio delle “razze pesanti”; tra queste sono ad esempio buone volatrici le galline Livornesi, le Mericanel, le Olandesi, le Phoenix, le Sebright, le Tournaisis, le Fleche nane e molte altre.

In determinati contesti la capacità di spiccare il volo delle galline rappresenta una condizione di totale libertà di movimento ed è sinonimo di benessere, ma in molti altri casi questa capacità si trasforma in un vero e proprio problema, che necessita di trovare una soluzione, come ad esempio la chiusura a 360° del pollaio con reti anti-fuga. In base alle dimensioni da recintare può non essere necessario procedere anche alla chiusura del ‘tetto’ ma in questo caso è bene anche prestare attenzione alla presenza di eventuali “trampolini di lancio” all’interno dell’area recintata, che potrebbero rendere vana anche la più alta recinzione, come ad esempio travetti, rami e muretti. 
Se non è possibile eliminare tali “trampolini”, dovrebbe essere presa in considerazione la chiusura del ‘tetto’, che inoltre può avere la funzione di proteggere il cibo dalle incursioni di altri volatili ed evitare gli attacchi da predatori del cielo.
Un’altra possibile soluzione è la cimatura delle ali, ovvero la “spuntatura” delle penne remiganti, che renderebbe impossibile lo spiccare del volo.
La cimatura delle ali in generale è un metodo efficace e non stressante per evitare di far volare le galline ma sicuramente ha una controindicazione importante, ovvero l’incapacità per l’animale di spiccare il volo anche laddove fosse necessario, ad esempio per sfuggire ad un predatore.
Le penne remiganti sono la parte più importante del piumaggio dell’ala proprio perché sono indispensabili per volare e rispetto alle altre penne sono più lunghe, più rigide, più strette e hanno il profilo ben definito, per fornire la spinta necessaria al volo ed effettuare manovre.
Le penne remiganti sono anche estremamente utili alla chioccia per la cova, e anche di questo c’è da tenerne di conto, infatti la gallina con le penne accorciate farà più fatica a coprire tutte le uova e a scaldarle uniformemente.
Il taglio delle remiganti deve essere eseguito su una sola delle due ali perché lo scopo è quello di sbilanciarne il volo e deve essere eseguito prestando attenzione a non recidere le penne troppo vicino all’attaccatura, altrimenti si correrebbe il rischio di rendere difficile la muta successiva al taglio. E’ necessario anche prestare attenzione a non tagliare le remiganti nella fase di ricrescita dopo la muta, perché durante questa fase le penne sono molto irrorate e il taglio potrebbe provocare forti emorragie.

 

I Nuovi Allevamenti Avicoli

Gli allevamenti avicoli investono da tempo sull’innovazione per garantire standard tecnologici e strutturali degli allevamenti sempre migliori e garantire il massimo benessere animale.
Nonostante questa intenzione, la filiera continua ad essere troppo spesso oggetto di fenomeni non rappresentativi di un settore all’avanguardia.

Da più di mezzo secolo, i polli italiani non vengono più tenuti in gabbia ma si allevano solo a terra, protetti all’interno di capannoni, nel rispetto di stringenti normative che stabiliscono parametri microclimatici ben precisi, come umidità, temperatura, ricambio d’aria, illuminazione e densità di allevamento, tali da permettere benessere e sviluppo dei comportamenti naturali dell’animale.
Nelle tipologie di allevamento all’aperto o biologico, le strutture sono dotate anche di ampi spazi esterni recintati e ricchi di vegetazione, dove gli animali sono liberi di muoversi e di razzolare nelle ore di sole.
Sicurezza e benessere animale sono fondamentali così come l’impegno costante che mira a ridurre sempre più l’utilizzo dei farmaci. I dati di oggi mostrano che solo 1 pollo su 5 viene trattato con antibiotici e solamente se strettamente necessario, arrivando al traguardo di riduzione degli antibiotici di oltre l’82% rispetto agli anni scorsi.
Questo è stato possibile grazie all’aumento del benessere degli animali con tutti i nuovi strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione, attraverso una ristrutturazione degli ambienti di allevamento e una gestione innovativa e scrupolosa.

Oggi, gli allevamenti moderni sono dotati di sofisticati sistemi digitali che consentono di impostare tutti i parametri microclimatici dell’allevamento, monitorandoli costantemente e adattandoli alle esigenze degli animali nelle varie fasi di crescita.
Un elaborato sistema segnala inoltre la quantità esatta di mangime da somministrare, in base all’età e al peso degli animali e attraverso tablet o smartphone gli allevatori possono tenere tutto sotto controllo e se necessario intervenire tempestivamente, anche da remoto, per modificare le condizioni.

Anche la densità negli allevamenti, che viene spesso giudicata in modo negativo dalla collettività, viene stabilita dalla legge sulla base di valutazioni scientifiche.
In particolare, la normativa europea sul benessere dei polli è la più rigorosa al mondo e prevede un limite massimo di 33 kg di animali per metro quadrato di superficie. Tale limite può arrivare a 39 kg in presenza di condizioni di allevamento ottimali in termini di benessere, valutate dai servizi veterinari competenti.
Questi parametri non sono stati stabiliti a caso, ma definiti in modo da porre gli animali in un ambiente ottimale a soddisfare le loro esigenze etologiche, fondandosi esclusivamente su evidenze scientifiche e sui pareri autorevoli dell’Autorità Europea sulla Sicurezza Alimentare, istituzione scientifica indipendente, chiamata ad esprimersi anche sulle questioni in materia di sicurezza e igiene degli alimenti.

Non solo il consumatore ma anche soprattutto gli allevatori stessi hanno a cuore il benessere dei polli che vendono, in quanto la loro attività commerciale e il loro guadagno dipende proprio dalla sostenibilità e dalla reputazione dell’intera filiera avicola.

 

Pet-Toys: come evitare che le Galline si Annoino durante la Giornata

Il pollaio, in legno o in ferro, serve alle nostre cocche come ricovero notturno e come luogo di cova.
Durante il resto della giornata è bene offrire loro la possibilità di razzolare all’esterno in un’area sicura a distante da eventuali attacchi di predatori.
Ogni gallina infatti dovrebbe poter disporre di almeno 10 mq di area di pascolo in cui razzolare e muoversi liberamente nelle ore di luce.

Le galline sono animali molto curiosi ed intelligenti che amano esplorare e mantenersi continuamente occupate. Molto spesso, stando sempre nello stesso spazio cominciano ad annoiarsi e a manifestare fenomeni di stress come ovofalgia, pica e perdita di piume. A questo punto è consigliabile di inserire all’interno del recinto o zona scoperta dei giochi a loro dedicati che possono essere utilizzati come passatempo. In questo modo, oltre che ad essere impegnate durante la giornata, stimolano le loro attività cognitive ed apprendono in modo più rapido.

Vale la pena dire che il gioco migliore in assoluto è la nostra compagnia: passare del tempo ogni giorno a stretto contatto con le nostre amiche cocche le stimola molto, le incuriosisce, le diverte e trasmette loro il nostro affetto. In questo modo diventeranno molto più fiduciose verso l’essere umano, si avvicineranno senza timore e si faranno prendere facilmente in braccio.
Oltre a questo possiamo dare loro:

·        Frutta e verdura appesa al pollaio come ghirlande, oppure strette in una cordicella legata ad un ramo;

·       Mucchio di foglie secche con del terriccio così che potranno passare delle ore a spargere le foglie e cercare piccoli insetti e vermetti nel terriccio. Questa occupazione può anche servire per dare un po’ di “tregua” e di sollievo all’erbetta che magari cerca di spuntare, e che invece è costantemente distrutta dal raspare delle galline con le loro potenti zampe;

·        Realizzare, con qualche piccolo barattolo vuoto leggero in latta o in plastica una sorta di dispensatore di sementi “fai da te”, che le galline potranno far rotolare sul terreno dandogli dei calci e dunque ottenere la fuoriuscita del cibo durante il rotolamento;

·        Bagno di sabbia che è per loro assolutamente necessario fare dei “bagni di polvere” in modo da proteggersi da 
acari e parassiti;

·        Altalene e rami per arrampicate;

·        Tronchi di albero per dare loro la possibilità di arrampicarsi e appollaiarsi su vari rami.

Esistono poi tantissimi altri giochi e passatempi da utilizzare nel pollaio, l’importante è che siano funzionali per gli animali.
Provandoli si scoprono nuove attitudini e preferenze delle nostre cocche!

Nel nostro shop Il Verde Mondo, disponiamo di accessori adatti per queste attività. Corri a vederli!

Come Prevenire fenomeni di Cannibalismo all’interno del Pollaio

Il cannibalismo delle galline è un comportamento di origine nervosa che spinge le galline a beccarsi tra loro rabbiosamente sulle ali, sul dorso, sul collo e nella zona anale.
Il fenomeno appare inizialmente limitato, ma spesso i polli manifestano un comportamento imitativo e il vizio si propaga in breve tempo arrivando a interessare tutti i capi dell’allevamento.
Il comportamento si manifesta prevalentemente in animali tenuti in ricoveri ristretti, in presenza di sovraffollamento e quando le mangiatoie non sono sufficienti: la causa scatenante è infatti sempre la competizione.
La vista del sangue degli animali feriti o beccati stimola poi la curiosità di altri capi, che degenera nel cannibalismo vero e proprio. Gli animali perseguitati si riducono in uno stato pietoso, che favorisce l’insorgere di infezioni e malattie secondarie.
Per prevenire questo comportamento consigliamo di adottare i seguenti accorgimenti: 

–        consentire il pascolo agli animali, possibilmente in un ambiente diversificato;

–        isolare gli animali con ferite accidentali che possano suscitare curiosità e conseguentemente cannibalismo;

–        distribuire le granaglie sulla lettiera e al pascolo per stimolare gli animali alla ricerca del cibo, distogliendoli da inutili competizioni per l’alimento;

–        adeguare il numero di mangiatoie a quello degli animali allevati e mantenere distanze di almeno 2-3 metri tra le mangiatoie e gli abbeveratoi. In questo modo si riducono le occasioni di zuffe per il cibo, costringendo gli animali ad allontanarsi dalle mangiatoie per andare a bere;

–        assicurare le classiche norme di benessere delle galline come la presenza del bagno di sabbia che è un vero e proprio antistress;

–        limitare la somministrazione di mais e alimenti troppo energici introducendo l’avena;

–        appendere dei foraggi freschi o secchi, in modo tale che distolgano l’attenzione dai compagni;

–        evitare di tenere la luce accesa la sera in quanto l’eccessiva illuminazione innervosisce gli animali.

Questo vizio può assumere forme e intensità diverse: il danno può limitarsi all’estirpamento di qualche penna o a qualche escoriazione sul dorso, oppure, può degenerare in una zuffa sanguinaria con lacerazioni in varie parti del corpo e con perforazioni della carcassa in prossimità della coda.
Per prevenire questo comportamento è possibile aggiungere sale da cucina nelle miscele e distribuire bietole rosse trinciate.

I polli e le galline sono animali dal forte istinto sociale e vivono in branco, formando una gerarchia sociale, dove il più forte prevale sul più debole. Ciò vuol dire che ogni componente del gruppo cede il posto a quello che lo supera di grado, che a sua volta si procura la precedenza su quelli che gli sono inferiori.
I comportamenti anomali come la pica (strappare/strapparsi le piume e mangiarle) e il cannibalismo si instaurano quando è sbagliata la gestione del pollaio. In una situazione di forte stress e competizione lo scontro comune delle galline si trasforma fino ad arrivare ad un più alto livello di aggressività. 

 

Dal Mondo dei Roditori: il Criceto Dorato

Il criceto dorato appartiene alla famiglia dei roditori ed è conosciuto per essere un esemplare socievole e adatto per la famiglia.

Ha origini nelle regioni desertiche, aride e temperate dell’Asia Minore.
Il suo mantello può essere di moltissimi colori e sfumature dal bianco al crema, dal marrone al grigio fino al nero. Esistono varietà a pelo corto, molto rare e delicate, e a pelo lungo.
Su ciascun fianco i maschi hanno una ghiandola, molto più sviluppata che nella femmina, ricoperta di pelo. La ghiandola secreta un liquido che è utilizzato dal roditore per marcare il territorio. Se il pelo sopra la ghiandola appare umido vuol dire che il criceto è venuto a contatto con una femmina pronta ad accoppiarsi.

Essi vivono in media da due a tre anni, ma possono vivere anche più a lungo se ben accuditi.
Questo roditore è un animale solitario: appare dolce e affettuoso ma in realtà in natura è abituato a vivere da solo e non vuole i suoi simili nelle vicinanze. Anzi, in presenza di un altro esemplare della sua specie il criceto dorato attacca e difende aspramente la sua solitudine.
Solo durante l’accoppiamento questo animaletto accetta la presenza di un altro criceto nella sua tana, ma subito dopo la riproduzione i due si separano immediatamente e vanno divisi e la femmina provvederà in solitudine ad allevare i suoi piccoli.

Il criceto dorato è un animale notturno: di giorno quindi per lo più dorme al sicuro nella sua tana, mentre di notte esce a cercare il cibo.
Il cibo che trova lo inserisce nelle due ampie tasche guanciali, che gli consentono di trasportare il cibo fino alla tana. In cattività la sua attività notturna può variare e limitarsi alla sua tana dove si muoverà energicamente giocando e comunque trasportando cibo.

Si distingue come abile scavatore e riesce infatti a costruire profonde tane sotterranee composte a numerose gallerie e stanze dove si riparerà e dove nasconderà il cibo reperito la notte.

Per allevare i criceti dorati bisogna organizzare bene la loro tana che essi devono sentire sicura, spaziosa e confortevole.
Ideali per il criceto sono le gabbiette formate da più piani, con scalette e tunnel che permettano loro di muoversi in libertà e fare tanti passi. In natura il criceto dorato viaggia molto nel deserto. All’interno della gabbia si consiglia dunque di inserire vari su cui arrampicarsi, rametti da rosicchiare consentendo così al criceto di fare attività e di tenerlo occupato.
E’ importante anche inserire nella gabbia una casetta o una scatolina che costituisca il rifugio dell’animaletto. Lasciando a sua disposizione all’interno della gabbia del fieno, pellet di tutolo di mais, pellet di carta riciclata, trucioli di legno, carta a pezzi il criceto si potrà costruire la sua tana.
I criceti fanno i propri bisogni sempre nello stesso posto: si consiglia dunque, una volta individuato il luogo, di inserire un piccolo contenitore di materiale assorbente facilitando così la pulizia della gabbia.

La gabbia deve essere inoltre foderata con dei panni: possibilmente usare lenzuola o magliette vecchie che offriranno tepore al criceto dorato durante l’inverno
Una volta a settimana bisogna provvedere alla pulizia di tutti gli accessori contenuti nella gabbia: per pulirli usare semplicemente acqua calda e sapone strofinando bene con una spazzola e poi risciacquare con cura.
Tutti i giorni bisogna invece provvedere alla pulizia quotidiana: eliminare i resti di cibo, cambiare l’acqua nel beverino e pulire la zona dove va a fare i bisogni.

I criceti sono animali asociali in natura, segnano il proprio territorio che difendono anche con lotte feroci e non tollerano la presenza di loro simili. Non soffrono la solitudine anzi è fondamentale che in ogni gabbia ci sia solo un solo criceto dorato, altrimenti inizierebbe una lotta fino alla morte di uno dei due esemplari.

I criceti sono in natura onnivori quindi si nutrono sia di vegetali come piante e tuberi e frutta sia di alimenti animali come alcuni insetti, ma soprattutto sono granivori, amano cibarsi di semi.
Per vivere a lungo e sano anche il criceto dorato ha bisogno di una corretta alimentazione che sia variata e bilanciata che non si limiti ad uno solo alimento.
In cattività si consiglia di alimentare il criceto dorato sia con prodotti confezionati adeguatamente studiati per loro sia con prodotti freschi.
Gli alimenti preparati per i criceti contengono sia proteine vegetali, proteine animali e grassi.
L’alimento ideale è il cosiddetto mangime in pellet fatto di farina di pesce e semi tritati e poi compattati in piccoli bastoncini.
Un criceto dorato consuma circa 12 gr di cibo al giorno, soprattutto nelle ore notturne. L’abitudine di questo animaletto è di fare pasti piccoli, ma frequenti. Quindi devono avere sempre cibo a disposizione.
Inoltre, è consigliato dare al criceto del cibo da rosicchiare per evitare che i suoi denti diventino lunghissimi.

I criceti dorati possono riprodursi tutto l’anno e raggiungono la maturità sessuale a 32-42 giorni. L’accoppiamento avviene solitamente verso i 2-3 mesi di età. La gravidanza dura 16 giorni e in questo tempo la femmina deve avere a disposizione abbondante materiale per fare il nido e una scorta di cibo sufficiente.
I cuccioli partoriti sono in media 5-9 e non vanno toccati per i primi sette giorni di vita: la mamma non va toccata e non va ripulita nemmeno la gabbia durante questi primi giorni.

Come Nutrire i Pulcini nei Primi mesi di Vita

La parola “pulcino” deriva dal termine latino pullicenus diminutivo di pullus e significa letteralmente piccolo di animale.

Il pulcino è per definizione il piccolo di gallina appena uscito dall’uovo.
Esso viene al mondo da uova feconde covate in natura dalla mamma chioccia oppure inserite all’interno di incubatrici artificiali.

Si trovano all’interno di un uovo, dal guscio molto sottile mineralizzato di calcite, che protegge adeguatamente l’embrione del pulcino durante il suo sviluppo. Oltre alla sua funzione protettiva, la sua parziale dissoluzione dall’interno durante l’incubazione delle uova fecondate o durante la cova naturale, serve come fonte di calcio necessaria per la mineralizzazione dello scheletro del pulcino appena nato.

In questo articolo analizzeremo tutti i consigli e suggerimenti utili per allevare al meglio un pulcino dalla nascita fino ai 3 mesi di vita, età nella quale potrà essere spostato all’interno del pollaio.

Se i pulcini sono venuti alla luce all’interno di una incubatrice, per le prime 48 ore di vita non devono essere tolti della macchina, e questa non deve essere aperta e nessun pulcino deve essere preso in mano. Durante queste prime ore di vita i pulcini devono essere lasciati nel loro ambiente dentro all’incubatrice aumentando l’areazione e diminuendo la temperatura, per asciugare bene il piumino, riprendersi dal grande sforzo della nascita e assestare il proprio metabolismo. Per quanto riguarda l’alimentazione essi traggono energie grazie ai lipidi molto nutrienti presenti nel tuorlo dell’uovo.
Anche nel caso in cui i pulcini nascano dalla chioccia vale quanto detto sopra e l’unico accorgimento è quello di assicurarci che la chioccia abbia a disposizione cibo e acqua per nutrirsi.

Passate le prime 48 ore di vita, il pulcino è pronto per cominciare a nutrirsi autonomamente e dunque, nel caso sia nato all’interno dell’incubatrice, va tolto da questa e messo all’interno di una gabbia o scatola più grande con una ciotola d’acqua anti-annegamento e un altro recipiente con del mangime idoneo per pulcini.
L’alta percentuale di proteine è fondamentale in un mangime per pulcini in quanto deve sostenere la rapida crescita del piccolo.
La scatola dovrà essere posta al riparo dal freddo e dall’eventuale pericolosissimo attacco dei topi.
Se la temperatura esterna non è abbastanza calda, fondamentale aggiungere alla pulcinaia una lampada scaldante.

Nei primi giorni di vita è consigliabile l’osservazione della cloaca del pulcino, perché è molto frequente che si formi un tappo di feci secche che ostruisca il passaggio, problema questo che può causare anche la morte dell’animale.
Frequenti in questi giorni anche dei brevi riposini, che li aiutano a riprendersi dalla fatica nella schiusa e a immagazzinare le energie necessarie.

Il primo mese di vita del pulcino, soprannominato anche “il primo periodo”, serve al piccolo
per stare insieme alla mamma chioccia ed essere nutrito con del mangime specifico.
Nel nostro shop on-line IlVerdeMondo, è disponibile una linea di mangimi a loro dedicata e mirata allo svezzamento dei primi mesi di vita.
Il MANGIME PRIMO PERIODO è composto da Granturco, Farina di Soia Decorticata, Farina Glutinata di Granturco, Farinetta di Frumento, Semi di Soia Tostati, Pula Vergine di Riso, Farinetta di Granturco, Carbonato di Calcio Fosfato Bicalcico, Cloruro di Sodio, oltre che COCCIDIOSTATICO, fondamentale per la tutela della salute dell’animale: questo ingrediente è infatti importantissimo per stabilire la corretta flora intestinale evitando che possano ammalarsi di coccidiosi, malattia frequente e letale per i pulcini.
Questo tipo di mangime assicura la crescita robusta ed armonica dei pulcini e si può utilizzare fino al 35mo giorno dalla nascita.
Successivamente continuare con il MANGIME SECONDO PERIODO, ideale per l’alimentazione degli avicoli dal 36° giorno di vita fino all’età adulta. Questo tipo di mangime assicura la crescita degli animali in modo che possano vivere in salute durante tutti gli stadi di crescita.

La Consanguineità Tra Galline

La consanguineità è uno strumento utile a selezionare le varie razze che alleviamo. Grazie a questo fattore, è stato possibile fissare le caratteristiche volute in un gruppo di animali.
Vista spesso con timore da parte degli allevatori che temono di potersi ritrovare con grossi problemi di produttività e salute tra gli animali. Questo porta gli appassionati a cercare di rinsanguare spesso il proprio gruppo di animali con soggetti esterni, non sempre con i risultati sperati.

In linea generale, per essere certi di allevare animali forti e produttivi, dobbiamo solo tenere come riproduttori gli animali più vigorosi e che ci piacciono di più. In questo modo la variabilità genetica sarà sempre moltissima e il nostro gruppo di animali potrà crescere senza problemi per molte generazioni.
Se invece decidiamo di allevare polli di razza le cose cambiano, e oltre a selezionare vigore e produttività, dovremo tener conto anche di determinati parametri estetici tipici della razza che ci interessa.

Ogni pollo che alleviamo ha un proprio patrimonio genetico che lo rende unico, e questo patrimonio viene ereditato per metà dal padre e per metà dalla madre. Per la maggior parte dei geni quindi, ogni individuo erediterà una copia dal gallo e una dalla gallina che lo hanno generato: queste coppie di geni potrebbero essere uguali, oppure essere formate da sequenze diverse.
Quando un pollo eredita due copie uguali di un determinato gene, una da ciascun genitore, il carattere dovuto a quel gene si dice presente in omozigosi; quando invece riceve due copie diverse di quel gene dai genitori, il carattere viene detto in eterozigosi.

Quello che l’allevamento di selezione fa, è cercare di fissare le varie caratteristiche dei polli, e questo è possibile portando in una condizione di omozigosi la maggior parte dei geni che codificano le caratteristiche che desideriamo. Perché ciò accada, viene quindi usata proprio la consanguineità stretta, che permette di fissare velocemente la maggior parte delle doti desiderate.
Talvolta la consanguineità ha un risvolto negativo e tende a portare in omozigosi anche caratteri recessivi indesiderati o potenzialmente dannosi, che prima venivano nascosti dalla loro condizione di eterozigosi. Per questo motivo l’allevatore sarà quindi attento a studiare l’aspetto delle nuove generazioni per capire quali caratteristiche recessive siano nascoste nel patrimonio genetico dei genitori, ed eventualmente non far riprodurre i soggetti che ne sono portatori.

La consanguineità stretta ha poi un altro svantaggio: generazione dopo generazione, se non si pone attenzione a ciò che si fa, i polli perderanno produttività, forza e vigore.

Possiamo dire che esistono due principali vie per ottenere i risultati che ci prefissiamo: la selezione massale, e la consanguineità stretta: nella selezione massale ci limitiamo ad allevare molti animali di una razza, non consanguinei, senza mai seguire gli accoppiamenti e i riproduttori. La maggior parte degli animali manterrà una qualità media delle caratteristiche, una parte le mostrerà di qualità inferiore mentre solo una piccola parte dei nuovi nati sarà qualitativamente superiore.
In questo modo il grado di parentela tra i riproduttori rimane sempre piuttosto basso, ma la qualità media degli animali cresce molto lentamente. Molte razze domestiche sono state selezionate proprio in questo modo.
Al contrario, la riproduzione in consanguineità stretta prevede di conoscere molto bene le caratteristiche genetiche dei singoli soggetti e di tracciare costantemente una sorta di pedigree degli animali. Questi vengono accoppiati tenendo conto del grado di parentela in maniera tale da ottimizzare e velocizzare al massimo l’ottenimento delle caratteristiche desiderate.