Traffico Illegale di Cani dall’Est Europa

L’Italia e i Paesi come la Spagna, la Francia e il Belgio sono il punto di arrivo di migliaia di cuccioli di cane provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania e Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti. Questi “allevatori”, mostrano agli ignari acquirenti finali presunti esemplari “made in Italy” e propongono anche il pedigree a pagamento, falso come la restante documentazione che accompagna i cuccioli.
Alcuni di questi animali sono trasportati in piena clandestinità, senza la documentazione necessaria per essere movimentati a fini commerciali all’interno dell’Unione Europea.
Il Regolamento (CE) n.998 del 26 maggio 2003 relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti di carattere non commerciale di animali da compagnia, che modifica la direttiva 92/65/CEE, istituisce l’obbligo del passaporto europeo per i cani, i gatti e i furetti provenienti dall’estero, secondo quanto disposto dalla Decisione 2003/24.
Il passaporto per animali domestici deve riportare i dati anagrafici dell’animale, il numero del microchip, l’attestazione della vaccinazione antirabbica e deve essere rilasciato da un veterinario abilitato dall’autorità competente.
I cuccioli destinati alla vendita devono inoltre essere muniti di un certificato rilasciato da un veterinario autorizzato attestante, a seguito di un esame clinico effettuato 24 ore prima della partenza, la buona salute e l’idoneità ad affrontare il trasporto.
Altro requisito fondamentale per essere movimentati è il certificato TRACES (Trade Control and Expert System) per tutta la partita (Regolamento 599/2004/CE e Decisione 2003/24/CE).
Il certificato, timbrato e corredato dalla firma di un veterinario autorizzato del paese speditore, deve sempre essere in originale, in doppia lingua e comunque sempre nella lingua del paese di destinazione, con indicazione della data e dell’ora di partenza, il numero e la tipologia di animali d’allevamento o da compagnia e il numero del passaporto.                                

In base alle stime, allevare un cucciolo costa circa una cinquantina di euro e viene rivenduto sul mercato occidentale ad almeno 500 euro in alcuni casi arrivano anche ad oltre mille euro attraverso annunci o i negozianti.
Oltretutto va ricordato quanto sia pericoloso acquistare un cucciolo proveniente dal mercato dei paesi dell’Est: non solo per il rischio di essere truffati ma molto spesso i cuccioli possono presentare dei problemi di salute e comportamentali molto gravi.
Animali allevati in condizioni igieniche precarie, reclusi nelle gabbie e condannati a crescere al buio nei loro escrementi. Le riproduttrici vengono sfruttate fino allo sfinimento, imbottite di farmaci e ormoni per stimolare artificialmente la loro fertilità.
Secondo un’indagine condotta in Repubblica Ceca, spesso gli allevamenti illegali sono in prossimità delle frontiere con la Germania o l’Austria dove i cani di razza costano di più e vi sono molte possibilità per passare la frontiera senza controlli.

Per gli esperti si tratta di vere e proprie aziende dell’orrore con cuccioli allontanati troppo presto dalle loro madri. Di norma per uno sviluppo sano è necessario che lo svezzamento avvenga a 90 giorni in modo che ci sia anche la fase di socializzazione del cucciolo che avviene con la madre e il gioco con i fratelli: se viene a mancare questa fase, non solo il cucciolo a causa delle condizioni in cui è allevato soffrirà di problemi di salute, ma anche comportamentali: può diventare pauroso, aggressivo, soffrire di attacchi di ansia o essere iperattivo.
Purtroppo, ad essere complici di questo sistema di sfruttamento non sono soltanto allevatori e commercianti senza scrupoli, ma anche gli stessi acquirenti.

Negli ultimi anni, le organizzazioni animaliste nei paesi dell’Est stanno facendo pressione sui governi in modo da tutelare gli animali e controllare il mercato.
Il governo della Repubblica Ceca ha pertanto introdotto recentemente una sanzione per il traffico e gli allevamenti illegali e dal 2020 sarà obbligatorio il microchip con il primo vaccino del cane.
Quello che lascia sconcertati è una carenza da un punto di vista del quadro europeo. Si rivela necessario uniformare i paesi e sicuramente realizzare un’anagrafe canina europea. Di sicuro, queste misure non fermano il traffico illegale ma potrebbero in parte contenerlo.
Ecco perché viene chiesto a gran voce un sistema di registrazione obbligatorio nel quale gli allevatori e i venditori non solo sono registrati, ma sono anche obbligati a mostrare il loro numero di registrazione quando viene venduto un animale online.

 

Il Cigno Reale

Il cigno reale è un esemplare di uccello acquatico appartenente alla famiglia Anatidae, originario dell’Eurasia ma introdotto anche in America Settentrionale, Oceania e Africa Meridionale. In Europa è più comune a nord del 46° parallelo mentre in Italia è presente d’inverno e nidifica con poche centinaia di coppie.
Diffuso come specie ornamentale dei laghetti di parchi e giardini, allo stato selvatico nidifica in zone umide ricche di vegetazione emergente e sommersa.
E’ un uccello acquatico dal portamento elegante, provvisto di lungo collo e di una maestosa apertura alare. Il suo piumaggio è candido e il becco giallo-arancio con un evidente rigonfiamento carnoso di colore nero.
Si alza in volo dopo aver preso faticosamente la rincorsa sull’acqua: è un animale silenzioso, ma il suo battito d’ali produce un sibilo metallico.
A differenza delle anatre, i cigni non presentano dimorfismo sessuale, anche se di solito i maschi sono più grandi delle femmine; si distinguono però i giovani, grigio-bruni con il becco color piombo.

È un uccello stanziale, molto legato al proprio habitat: solo le popolazioni che vivono alle latitudini più settentrionali si riuniscono in stormi per scendere a svernare nelle regioni dove il clima è più mite.
Il cigno reale è noto anche come “cigno muto” poiché vocalmente silenzioso rispetto ad altre specie di cigni; normalmente, infatti, emette solo versi gutturali poco udibili simili a gargarismi, raramente ad un volume percepibile a distanza dall’uomo. Questo fatto si presta a rendere facilmente fraintendibili o sottovalutate le sue reali condizioni e il suo umore, infatti, a volte il cigno è costretto ad attaccare fisicamente chi, uomo o animale, ignori i suoi avvisi di stare alla larga.

In genere quando si sente minacciato il cigno reale emette dei “soffi” nei confronti della possibile minaccia che avverte, simili a quelli dei gatti quando rizzano il pelo in vista di una lotta, e sempre similmente ai gatti contestualmente tende a ritrarre le ali aumentando visivamente di dimensione; altro segnale che il cigno reale è in stato di allarme viene dal suo eventuale ritrarre totalmente il collo appiattendo il capo fino all’attaccatura con il busto.
Quando è fortemente in allarme, ritrae completamente il capo fino a far combaciare totalmente il collo con il dorso; in tale circostanza gonfia anche le ali e il piumaggio del collo tende a diventare irto.

Come gli altri cigni, il Cigno Reale spesso nuota con una zampa sola, di solito quando molto rilassato, ponendo l’altra sul dorso o tenendola piegata sotto il piumaggio dell’ala.

In analogia con ciò, anche quando è in piedi, sulla terra ferma o in acque particolarmente basse, a volte il cigno si regge su una zampa sola, mantenendo l’altra nascosta sotto l’ala, e in questa curiosa posizione può anche dormire; il più delle volte, tuttavia, dorme comunque accovacciato a terra o galleggiando in acque calme e sicure.
Nel camminare in acque basse, e soprattutto sulla terraferma, è molto cauto e procede più lentamente di quanto potrebbe fare, ciò al fine di ben esaminare il terreno prima di calpestarlo, poiché caricare di slancio su una sola zampa tutto il suo peso, lo esporrebbe al rischio di lesioni al tessuto adiposo tra le dita se posato su eventuali particolari asperità.

Come molti volatili, e particolarmente i volatili acquatici quali gli anatidi, il cigno reale dedica assidua cura alla pulizia del piumaggio, cosa molto importante poiché, oltre ad essere funzione utile per mantenere il corpo privo di sporcizia potenzialmente dannosa per la salute, comprende il rendere idrorepellente il piumaggio stesso.
I cigni sono principalmente erbivori e si nutrono in natura di piante acquatiche ed erbe dei terreni adiacenti agli specchi d’acqua da loro frequentati.
Qualora si voglia fornirgli alimentazione amano molto l’insalata a foglia larga, patate lessate, pastoni di cereali idonei e 
mais spezzato per volatili.
Il cibo dovrebbe essere gettato sull’acqua in modo che possano nutrirsene inghiottendo sempre acqua con esso, ammorbidendolo.

A seconda della coppia, la deposizione delle uova inizia con l’arrivare della primavera per concludersi anche a maggio/giugno; la femmina depone mediamente dalle 5 alle 7 uova che vengono covate prevalentemente da lei – con la collaborazione del maschio – per circa 34/38 giorni. Il periodo di schiusa e nascita dei cignetti è variabile quindi tra maggio e luglio a seconda di quando è terminata la deposizione di tutte le uova.

 

La Gallina Moroseta: Origini, Carattere e Curiosità

La Moroseta è una razza di pollo ornamentale originaria dell’Asia ad oggi conosciuta ed allevata in tutto il mondo.
Si tratta di una razza unica al mondo grazie a due caratteristiche che la rendono unica: pelle nera e piumaggio setoso, simile al pelo dei mammiferi.

L’esatto luogo di provenienza e della nascita della razza sono sconosciute, anche se la maggior parte delle fonti attribuiscono alla Cina la paternità, mentre altre fonti ipotizzano un’origine nel Sud-est asiatico. Le prime fonti scritte che parlano di un pollo simile alla Moroseta risalgono ai diari di Marco Polo, il quale scrisse nel XIII secolo di aver visto dei polli con piumaggio simile a lana durante i suoi viaggi in Asia.
L’esploratore vide questi polli nel Reame di Fugiu, che corrisponde all’attuale provincia del Fujian che ha per capoluogo Fuzhou, e più precisamente nella città di Quenlinfu.

I polli Moroseta arrivarono in Occidente grazie alla Via della seta, e inizialmente vennero commercializzate come incroci tra polli e conigli, dando il via a molti miti riguardanti la razza. Negli Stati Uniti d’America vennero ufficialmente riconosciute nel 
1874 con la pubblicazione del primo Standard of Perfection. Tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo la Moroseta conquistò rapidamente le simpatie degli avicoltori di tutto il mondo, diventando una delle razze avicole ornamentali più diffuse e allevate.

Oggi la Moroseta è spesso allevata come animale da compagnia, grazie al suo carattere docile e affettuoso, e anche come balia per specie avicole più delicate. Le femmine sono infatti ottime chiocce, capaci di sostenere più di una covata nel corso di un anno.

La Moroseta è un pollo leggero, più piccolo delle razze considerate leggere, perciò potrebbe essere considerata una semi-nana.
Il peso nel maschio è di 1,8kg mentre nella femmina è di 1,3kg. La loro caratteristica principale è il piumaggio serico, simile al pelo di alcuni mammiferi e alla consistenza della seta: questa peculiarità è dovuta all’assenza degli uncini nelle barbule del piumaggio, che negli altri uccelli formano un piumaggio compatto. Altra caratteristica fondamentale è la pelle nera, il cui 
melanismo si estende anche a ossa e carne.
Inoltre, la Moroseta, a differenza della maggior parte delle razze, presenta cinque dita invece di quattro, particolare tipico di pochissime razze di pollo. La razza ha un ciuffo di penne sul capo e zampe piumate, ed è presente una sotto razza con barba, dove i bargigli sono quasi assenti. La colorazione più comune e allevata è la Bianca, la quale, più di ogni altra, permette di evidenziare la caratteristica pelle nera grazie a contrasto cromatico tra pelle e piumaggio. Altre colorazioni piuttosto comuni sono la Nera e la Fulva. Colorazioni più rare sono Blu, Grigio Perla, Rossa, Selvatica e Selvatica argento.

Gli allevatori continuano nella selezione di nuove varietà di colore, dato il successo della razza. In Belgio sono state create la colorazione Betulla e quella Bianco Columbia, la quale è stata presentata nel 2008 a Bruges, all’interno dei Campionati Europei dedicati alla Moroseta.

I polli di razza Moroseta sono generalmente di un carattere docile e amichevole, e si lasciano facilmente addomesticare dai loro padroni. Solo alcuni galli possono essere aggressivi durante la stagione riproduttiva, per difendere il gruppo.
Grazie al loro temperamento mansueto, si adattano a vivere in giardino e in spazi confinati, e possono avere un’ottima interazione con i bambini. Nel caso di una possibile convivenza con altre razze di polli, è bene assicurarsi di non scegliere soggetti aggressivi che potrebbero attaccare e soggiogare i Moroseta. L’attitudine alla cova nelle femmine Moroseta è talmente sviluppata che le galline di questa razza sono considerate delle vere e proprie “incubatrici viventi”. Sono capaci di sostenere diverse covate all’anno, e in molti casi covano perfino durante l’inverno. Oltre che covare le proprie uova, le Moroseta vengono utilizzate come balie sia per altre razze di pollo sia per altre specie di uccelli, come fagiani, quaglie, pernici, anatre.

Se nei paesi occidentali è conosciuta solo come razza ornamentale e da compagnia, in quelli asiatici la Moroseta è molto apprezzata anche per la sua carne. In Cina soprattutto, la carne della Moroseta viene considerata una prelibatezza, dotata di qualità curative. Da molti secoli la sua carne viene cucinata in molti modi, principalmente in zuppa, sia in Cina sia nei paesi dove la cucina cinese è diffusa.

 

Il Pollaio Sociale: un Pollaio che ha a cuore la Salute delle Galline e di Chi le Cura

E’ nato da poco un nuovo progetto che prende il nome di Pollaio Sociale. Di che cosa si tratta? Parliamo di una realtà che offre lavoro ai ragazzi disabili facendo loro accudire delle galline che verranno poi adottate in cambio di 250 uova l’anno: è questa l’idea voluta dalla Sea Coop che ha dato il via al progetto.

Il procedimento è semplice, si tratta di adottare una gallina al costo di 95 euro l’anno (cifra che sostiene il mantenimento dell’animale e la gestione del progetto) per poi ricevere le uova fresche durante l’anno. Ad accudire le galline, ragazzi disabili tra i 20 e i 40 anni, seguiti dal centro occupazionale La Tartaruga, da anni impegnato nella ricerca di un lavoro per le persone affette da disabilità.
In questo modo, i ragazzi apprendono un mestiere e superano i propri limiti attraverso lo stretto contatto con gli animali. Una sorta di pet therapy che aiuta i meno fortunati e fa bene anche all’attività.
Trecento metri di pollaio, una struttura in legno con paglia, erba e terra e massima libertà: questi gli elementi che caratterizzano il Pollaio Sociale, una realtà che contribuisce a fare luce sull’importanza degli allevamenti estensivi, aperti, dove gli animali convivono in armonia e depongono le uova senza costrizioni o tempi ristretti.
Ad ogni ragazzo viene affidata una mansione: chi si occupa della pulizia, chi del mangime, chi della raccolta e chi del confezionamento in scatole personalizzate.

L’allevamento rispetta i criteri del benessere animale e prevede che non vengano somministrati antibiotici e che le galline vengano alimentate con mangimi naturali e con gli scarti dell’orto del centro stesso. La dieta delle galline è integrata naturalmente anche con erba e insetti che si trovano nelle aree in cui razzolano, per questa ragione vengono predilette galline di razza rustica più adatte all’area del pollaio.
La naturalità e il rispetto delle caratteristiche delle galline fa sì che anche la produzione vari in base al fotoperiodo e alle temperature ambientali: si stima, infatti, che ciascuna gallina produca 250 uova all’anno, ma non in maniera costante e regolare. Ci saranno, dunque, periodi in cui le consegne saranno regolari e altri in cui c’è un fisiologico rallentamento.

La cooperativa promotrice del progetto è convinta che sia vincente, come dimostrano i numeri che hanno portato, da un lato, alla crescita della popolazione di galline del Pollaio sociale e, dall’altro, il coinvolgimento nel progetto anche di un secondo pollaio sociale.

Ad oggi, infatti, sono ben 75 le galline ospitate in strutture di legno circondate dall’area di pascolo, recintata e sicura.
Questo progetto si può esportare per dare vita, anche altrove, a strutture capaci di promuovere la sostenibilità ambientale, il rispetto dell’ambiente e la valorizzazione dell’integrazione sociale.

 

 

Cibi Vietati ai Nostri Amici a 4 Zampe

I cani, di natura, sono molto incuriositi dal cibo e amano assaggiare qualsiasi cosa si trovi alla loro portata.
Nonostante ciò, è molto importante fare attenzione a ciò che mangiano o assaggiano perché ci sono cibi e sostanze che sono molto pericolose per la loro salute.
A volte capita di far assaggiare al nostro amico a quattro zampe alcuni alimenti che usiamo consumare abitualmente ma che per loro possono essere dannosi: ecco di seguito una lista di alimenti da evitare assolutamente per i cani. Paliamo di caffè, the, cioccolato, bibite gassate e alcool.
È molto importante fare attenzione che questi alimenti non siano accessibili in casa infatti i cani, soprattutto cuccioli, sono molto curiosi e potrebbero ingerirli accidentalmente.
Oltre a questi, fra gli alimenti vietati ai cani troviamo anche: cipolla, aglio, uva, uva passa e avocado. 

Quando si adotta un cucciolo bisogna prestare molta attenzione a ciò che viene lasciato in casa in quanto soprattutto nei primi mesi di vita, il cane ama curiosare e istintivamente assaggiare qualcosa il cui odore o colore possano attirarlo in qualche modo.
Detersivi, detergenti, liquidi ecc. possono essere leccati o ingeriti accidentalmente perché il cane è stato attirato dal loro odore o colore.

Per vivere in salute il cane ha bisogno di un’alimentazione corretta e bilanciata che possa garantirgli tutto l’apporto nutrizionale di cui ha bisogno considerando anche la sua età e il suo peso.
Durante i pasti è normale far assaggiare il nostro cibo al cane ma dobbiamo fare molta attenzione perché ciò che per noi è innocuo può non esserlo per lui. 

Di seguito analizzeremo alcuni tra i cibi “veleno” indicati qui sopra per i nostri cani:

1.     GLI ALCOLICI: potrebbe risultare banale, ma è comunque necessario ricordare che gli alcolici, anche quelli leggeri come il vino e la birra, rappresentano un pericolo per i nostri cani. L’etanolo in essi contenuto, infatti, può provocare nausea, vomito e difficoltà motoria;

2.     IL CIOCCOLATO: ormai è risaputo che il cioccolato e il cacao non sono salutari per gli animali. Questi alimenti, infatti, contengono alcaloidi che vengono difficilmente metabolizzati dall’organismo del cane. Inoltre, più il cioccolato è fondente e più gravi saranno i sintomi: ipertensione, tremori, iperattività e, nei casi più complicati, insufficienza cardiaca;

3.     SNACK SALATI: proprio come per gli esseri umani, anche per gli animali il consumo eccessivo di sale può risultare dannoso, soprattutto se il piccolo amico soffrisse di una malattia cardiocircolatoria. Nel caso in cui il cane ingerisca un alimento di questo tipo, come delle patatine, assicuratevi che abbia abbondante acqua da bere a disposizione, in modo che possa idratarsi;

4.     DOLCI: premiare il proprio cane con un prodotto dolciario è una pratica molto comune ma questa tipologia di alimenti è assolutamente da evitare. Il gelato, per esempio, causa al cane mal di pancia, mentre caramelle e dolciumi possono portare al diabete, all’aumento di peso e danni ai denti. Anche i biscotti possono rappresentare un problema: l’organismo dei cani, infatti, digerisce difficilmente il lattosio. Per incoraggiare il cane in caso di comportamento positivo, è meglio comprare dei prodotti creati appositamente per gli animali, privi quindi di sostanze nocive;

5.     FUNGHI E AVOCADO: molte tipologie di funghi sono nocive anche per l’uomo e, di conseguenza, potrebbero esserlo anche per gli animali. Questi alimenti, infatti, possono portare a problemi digestivi e sintomi da avvelenamento in quanto contengono fungicida, una tossina presente anche nell’avocado; 

6.     NOCI, NOCCIOLE E UOVA: questi tre alimenti sembrerebbero totalmente innocui per i nostri piccoli amici, ma non è così. Noci e nocciole, infatti, contengono delle tossine che potrebbero provocare tremori, febbre e spossatezza. Le uova, invece, vanno assolutamente evitate se crude: il rischio di salmonellosi è infatti presente anche per gli animali;

7.     CIBO PER GATTI: molte persone pensano che, in caso di necessità, il cibo per gatti vada bene anche per i cani. Assolutamente no: il cibo per i piccoli felini è molto proteico e potrebbe quindi sovraccaricare i reni dei cani;

8.     OSSA COTTE: l’assunzione di piccole o grandi quantità di ossa cotte, è sempre da ritenere pericolosa, soprattutto se queste sono di dimensioni discrete.
La loro struttura, dopo cottura muta radicalmente, diventando di fatto una possibile minaccia di perforazione soprattutto per l’intestino;

9.   PASTA DI PANE E PASTA LIEVITATA CRUDA: la possibilità che fermenti all’interno dello stomaco e che quindi possa farlo gonfiare, è di per sé un motivo per evitare la somministrazione, considerando la conseguente possibilità di torsione.
La presenza di lieviti inoltre può dare ulteriori problemi a livello cutaneo.

Il Quarter Horse: Quarto di Miglio per Eccellenza

I Quarter Horse sono cavalli di origine americana, derivanti da incroci tra Mustang e Purosangue Inglesi, selezionati nel 1800 dai cowboy per lavorare con il bestiame.
Il nome “Quarter Horse” deriva da “quarto di miglio”, ovvero dal primato di essere la razza più veloce a questa distanza. Gli esemplari di questa razza non si caratterizzano da un vero e proprio standard e possono presentare piccole variazioni tra gli esemplari destinati alla corsa, al lavoro o alla gara.
Si tratta di un cavallo dalla longevità media tra i venti ed i trent’anni che viene allevato molto anche in Italia.

Si presentano con testa piccola e fronte spaziosa, su cui si trovano due occhi grandi ed espressivi, due piccole orecchie dritte e delle ganasce piuttosto marcate.
Lo si riconosce anche dal collo ben definito e muscoloso, leggermente arcuato e dal garrese scolpito. Il petto è ampio e muscoloso mentre il dorso è corto e ben dritto oltre che decisamente possente.
La groppa è robusta e presenta l’attaccatura della coda piuttosto bassa. Le spalle sono inclinate e lunghe mentre i piedi sono piccolini rispetto alla massa del cavallo ma assicurano pur sempre forza e stabilità per corsa, agilità e lavoro.
Il loro mantello può avere colori molto diversi tra loro: esistono infatti esemplari rossicci e marroni ma anche neri, morelli, ramati e biondi.
L’altezza del Quarter Horse è molto variabile, viste le diverse tipologie riscontrabili all’interno della razza: possiamo trovare esemplari alti 150 cm al garrese e cavalli di 165 cm.

Il Quarter Horse è un cavallo che, in America, viene descritto come “Good Mind”. Questo significa che ha un carattere intelligente, socievole e disponibile, propenso all’addestramento.
È costante ed affidabile ed è la razza migliore per chi inizia a praticare equitazione: quando il cavallo entra in confidenza con l’umano non disdegna momenti di gioco e di coccole a dimostrazione del fatto che tende a fidarsi sebbene voglia delle prove per cui l’umano meriti la sua fiducia.

Visto il fisico atletico e massiccio il Quarter Horse è un cavallo versatile per lavori, discipline sportive e galoppo su brevi distanze. Viene spesso impiegato nelle scuole di ippoterapia per il suo carattere docile ma può avere anche una interessante presenza in tutte le attività agonistiche a cavallo molto in voga negli Stati Uniti.
Tra le specialità sportive in cui è coinvolta questa razza: reining, western pleasure, barrel racing, ranch sorting, team penning, 
pole bending, cutting e roping.

 

 

Il Petauro dello Zucchero

Il Petaurus Breviceps, dal latino “acrobata con la testa corta”, viene anche soprannominato Scoiattolo Volante.
Questo esemplare appartiene alla famiglia dei Petauridi ed è un piccolo marsupiale.

Essendo originario della foresta pluviale e costiera di Australia e Nuova Guinea, va considerato a tutti gli effetti come un animale esotico. Rispetto a quanto si possa immaginare, il petauro dello zucchero si presenta come un animale tendente alla socializzazione. Desidera sempre la compagnia, per questo spesso si suggerisce di acquistarli in coppia.

Negli ultimi anni si sta diffondendo sempre più come animale domestico, pur richiedendo particolare cura ed attenzione nell’allevamento.
E’ lungo fino a 30 cm, compresa la coda che può essere lunga quanto tutto il corpo e misura dai 15 ai 25 cm. Quest’ultima è molto importante perché rappresenta un ottimo strumento per raccogliere il cibo o reggersi sugli alberi.
Viene chiamato scoiattolo volante non a caso: vola e salta fino a 60/70 metri di altezza.
Queste acrobazie sono consentite dalla presenza di una membrana denominata Patagio, che attraversa tutto il corpo nella parte inferiore, estendendosi dalle zampe posteriori a quelle anteriori.

Il petauro ha un peso di circa 115 grammi per le femmine e di 140 grammi per i maschi.
Il sesso maschile si distingue da quello femminile grazie ad una piccola zona priva di pelo sulla testa.
Il pelo è grigio, folto e corto, caratterizzato da strisce più scure. La pancia è completamente bianca e le femmine, proprio come i canguri, hanno un marsupio per accogliere i cuccioli.
La testa ha una forma triangolare, con occhi grandi e orecchie molto piccole che riescono a captare la presenza della preda al buio. 
L’età media è di 10 anni, alcuni esemplari più longevi vivono anche 14 anni.

Per quanto riguarda il suo carattere è molto diffidente e si lascerà accarezzare soltanto dopo aver guadagnato la sua fiducia. Non è indicato per i bambini in quanto non può essere trattato come un pupazzo essendo particolarmente delicato.
Questi esemplari sono dotati di denti e unghie affilati ma non sono di indole aggressiva e morderanno solo nel momento in cui percepiranno si essere minacciati e in pericolo.

Per garantirgli un ottimo confort è importante munirsi di una gabbia abbastanza grande che favorisca tutti i suoi movimenti. L’ideale è una soluzione alta almeno 2mt in cui andranno inseriti anche gli accessori necessari come mangiatoia, abbeveratoio ad alcuni giochi per evitare che si annoino. La posizione ideale è in un luogo buio, non esposto a sbalzi termici.

Per quanto riguarda l’alimentazione, trattandosi di un animale notturno è opportuno garantirgli sempre una scorta di cibo. Si nutrono principalmente di vegetali, frutta e insetti. In aggiunta dovrà essere somministrato anche un integratore a base di calcio per rafforzare l’ossatura.

I Porcellini Peruviani, Nuovi e Graziosi animali da Compagnia

Il porcellino peruviano è un roditore originario delle Ande, abituato a vivere in climi secchi e con temperature non troppo elevate.
Al giorno d’oggi è diffuso nelle nostre case come animale da compagnia, grazie alla sua indole tranquilla ed affettuosa.
Richiede poche cure ma è importante conoscere le sue esigenze etologiche per garantirgli il massimo benessere.
In natura questi esemplari vivono in gruppi di 5-10 animali e per questo motivo soffrono se allevati da soli.

Possono essere cresciuti ed allevati in casa purché sistemati in spaziose gabbiette dotate di acqua e cibo dalle dimensioni sufficienti per favorire la libertà nei loro movimenti.
Durante l’arco della giornata è comunque consigliato lasciare loro del tempo per stare all’esterno della gabbia, liberi di muoversi in un ambiente sicuro e privo di predatori.

La caratteristica più evidente e riconoscibile di questi esemplari è il loro pelo lungo.
Pur creando un grazioso manto, è preferibile controllare la crescita del pelo tagliandolo periodicamente e spazzolato con costanza un paio di volte al giorno.
I colori più diffusi sono marrone, bianco e nero. Solitamente il manto presente un unico colore ma esistono alcuni esemplari che presentano due tonalità cromatiche.
Gli esemplari a pelo non lungo non sono propriamente di razza peruviana. Si tratta di esemplari a pelo raso, conosciuti anche come “inglesi”.

Questi animali tendono ad essere docili, timidi, schivi e paurosi di fronte a situazioni nuove e sconosciuti. Sono comunque molto abili a comunicare emettendo svariati tipi di suoni a seconda delle situazioni in cui si trovano.

Vengono considerati animali “loquaci” grazie alle numerose vocalizzazioni che sono in grado di emettere e raramente mostrano comportamenti aggressivi.
Solitamente tendono ad attivarsi di mattina e di sera, evitando di muoversi durante le ore centrali della giornata. Questo aspetto è importante per capire quali sono le tipiche e naturali abitudini di questi simpatici animaletti.

In casa i porcellini richiedono un’alimentazione equilibrata e adatta al proprio dispendio energetico. Inoltre, è importante garantire il consumo di alimenti freschi che favoriscano il consumo dei denti, che continuano a crescere per tutta la vita. Segue una dieta del tutto vegetale essendo un animale strettamente erbivoro.
Devono avere a disposizione cibo sia di giorno che di notte poiché amano mangiare in qualsiasi momento della giornata.
È importante però che gli alimenti siano ricchi di fibre ma poveri di calorie, oltre al fieno e ai semi, si possono far consumare vegetali, meglio se ricchi di vitamina C: questi animali, infatti, possono presentare delle carenze in tal senso.
La presenza di acqua fresca e pulita va assicurata ogni giorno magari con gli appositi abbeveratoi a goccia.

Vivono mediamente 4-5 anni ma possono raggiungere anche i 7 anni di vita se cresciuti in condizioni ottimali.

Solitamente questi animali non richiedono alcuna vaccinazione e non sono soggetti a pulci, come invece accade per 
cani e gatti. Nonostante ciò, prima di adottare un porcellino peruviano è comunque opportuno informarsi sulla presenza di un 
veterinario esperto che possa prendersi cura dell’animale in caso di necessità.

 

I Gatti Anallergici: Quali Sono?

Una buona parte della popolazione è allergica ai gatti.
La maggior parte di questa percentuale, è allergica alla proteina Fel D1, prodotta dalla saliva, dalla pelle e dagli organi degli animali. Non è quindi sufficiente adottare un gatto senza pelo per risolvere questo problema in quanto questa proteina vi darà comunque disturbo.
Anche l’urina dei gatti contiene la Fel D1; quindi, azioni quotidiane come pulire la lettiera creano molti problemi a chi è allergico.

Nonostante ciò, esistono alcune razze anallergiche, che consentiranno ai meno fortunati di potersi godere la compagnia e l’affetto di un micio senza incorrete in starnuti, lacrime e reazioni cutanee.
I gatti anallergici semplicemente producono una quantità molto bassa della proteina Fel D1, riuscendo così a non dare problemi alla maggior parte dei soggetti allergici.
Oltre a questo, ci sono poi altri fattori che influenzano la carica allergica dei gatti come gli ormoni: sia il testosterone, l’ormone dei gatti maschi, sia il progesterone, prodotto dalle gatte durante la gestazione e l’ovulazione, stimolano la produzione della proteina Fel D1.
Ovvio dunque che un micio castrato e una micia sterilizzata scateneranno molte meno reazioni allergiche.

Vediamo quali sono le razze anallergiche:

·        Il gatto siberiano, gatto anallergico per eccellenza: infatti è la razza che produce meno Fel D1 in assoluto. Il bellissimo pelo lungo e un carattere docile lo rendono il compagno perfetto per un amante dei gatti che ha problemi di allergia;

·        Il norvegese delle foreste, proprio come il siberiano, produce una quantità quasi nulla di Fel D1 ed è indubbiamente maestoso ed affascinante;

·        Il gatto balinese, conosciuto anche come siamese a pelo lungo, produce una bassa quantità di Fel D1 ed è amante della compagnia del suo padrone;

·        Il blu di Russia, altra ottima scelta per chi soffre di allergia, questo gatto non solo produce poca Fel D1, ma i suoi allergeni tendono a restare nel sottopelo, diffondendosi quindi in misura minore;

·        Il bengala, considerato uno dei gatti più belli del mondo per il suo caratteristico pelo leopardato, è adatto a chi soffre di allergia perché non produce una grande quantità di allergeni.

Questi sono i 5 gatti adatti a chi soffre di allergia, ma non sono gli unici a produrre piccole quantità di Fel D1: si aggiungono alla lista anche il Devon Rex, il Giavanese e il gatto Orientale a pelo corto.

Nonostante ciò è fondamentale considerare il tipo di gravità dell’allergia: nonostante questi esemplari producano meno Fel D1, se l’allergia è ad alto livello, questi gatti potrebbero comunque creare disturbi nel padrone, anche se in minima parte.
Per contrastare la comparsa di sintomi da allergia
può essere utile evitare che il gatto circoli negli ambienti dove si dorme, eliminare i tappeti che possono raccogliere quantità abbondanti di allergeni, pulire spesso la lettiera e curare maggiormente l’igiene del nostro amico a quattro zampe.

 

Il Border Collie: Origini, Carattere e Curiosità

Il Border Collie è una razza canina di origine scozzese che risale al 1700.
Questa razza ha lavorato con i pastori nella zona di confine tra la Scozia e l’Inghilterra per centinaia di anni, allevati esclusivamente per le loro capacità lavorative.
Il nome “border” deriva dalla loro origine, a confine tra la Scozia e l’Inghilterra mentre l’etimologia della parola “collie” è, invece, incerta: secondo alcuni deriverebbe da “coleius” che significa fedele, in gallese, secondo altri da “coley” che significa nero, e infine, secondo una terza ipotesi, da “colley”, una razza di pecore scozzesi.

Questo cane è ancora oggi usato nelle greggi per controllare le pecore. Effettivamente, il border collie può essere considerato l’emblema del cane conduttore e a livello mondiale, sia nella pratica dello sheepdog che nella vera e propria pastorizia è la razza più utilizzata, per la sua intelligenza, obbedienza e rapidità di movimento.

Il Border collie è un cane ben proporzionato dall’aspetto armonioso e atletico e ha, in genere, una coda moderatamente lunga, attaccata bassa, e ricca di peli.
Il colore più diffuso è il bianco-nero.
Le orecchie sono di taglia e di tessitura media portate erette o semierette; il cranio è piuttosto largo, con apofisi occipitale non pronunciata.

È un cane robusto e longevo che può vivere anche fino 15 anni che non ha bisogno di cure particolari. Delle spazzolate regolari sono sufficienti per mantenere in buone condizioni il mantello; le spazzolate dovranno essere più frequenti nel periodo della muta: una volta l’anno (primavera/estate) per i maschi, due volte l’anno (in corrispondenza dei periodi di estro) per le femmine.
Sia nella varietà con pelo di media lunghezza, sia in quelle a pelo corto, il manto è fitto e di media tessitura, con sottopelo morbido per una buona resistenza alle intemperie.

È ritenuto estremamente intelligente, addirittura la razza canina più brillante e sveglia, soprattutto perché impara molto in fretta, per questo bisogna prestare attenzione a non commettere errori nell’educazione: il cane imparerà velocemente qualcosa di sbagliato e non sarà semplicissimo correggere l’errore

Nel border collie è chiaramente visibile la vicinanza degli atteggiamenti del cane da pastore col comportamento tipico del lupo in caccia; l’animale si approccia alle pecore nello stesso modo con cui il lupo si avvicina ad un branco di prede, creando tensione nel bestiame e spingendolo quindi a raggrupparsi, per poi partire di corsa e con rapide e abili mosse dividere il gregge in gruppetti più piccoli

Nel 2004 l’ENCI ha contato 1204 cuccioli iscritti ai libri genealogici, contro i 1139 dell’anno prima, i 1130 del 2002 e i 959 del 
2001, ma la sua diffusione è in costante aumento in confronto ai 107 soggetti del 1995. Nel 2012 invece i soggetti iscritti sono stati 2538.

I Border Collie sono sempre pronti a lavorare, attenti, svegli, responsabili e intelligenti. Di grande docilità e propensi a formare un legame molto stretto con il proprietario e la famiglia ma, a meno che non abbiano tempo per fare attività fisica, non sono animali domestici ideali per una famiglia con bambini molto piccoli, perché è nella loro natura spingere tutto ciò che si muove.
Per il Border Collie è molto importante l’allenamento: il loro mancato esercizio può comportare che il Border sviluppi problemi comportamentali o che li rendano difficile da gestire.