Articolo scritto il 17 Marzo 2022 da Animalissimo Staff

Traffico Illegale di Cani dall’Est Europa

L’Italia e i Paesi come la Spagna, la Francia e il Belgio sono il punto di arrivo di migliaia di cuccioli di cane provenienti dai Paesi dell’Est, in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania e Repubblica Ceca, importati in modo truffaldino falsificando i documenti. Questi “allevatori”, mostrano agli ignari acquirenti finali presunti esemplari “made in Italy” e propongono anche il pedigree a pagamento, falso come la restante documentazione che accompagna i cuccioli.
Alcuni di questi animali sono trasportati in piena clandestinità, senza la documentazione necessaria per essere movimentati a fini commerciali all’interno dell’Unione Europea.
Il Regolamento (CE) n.998 del 26 maggio 2003 relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti di carattere non commerciale di animali da compagnia, che modifica la direttiva 92/65/CEE, istituisce l’obbligo del passaporto europeo per i cani, i gatti e i furetti provenienti dall’estero, secondo quanto disposto dalla Decisione 2003/24.
Il passaporto per animali domestici deve riportare i dati anagrafici dell’animale, il numero del microchip, l’attestazione della vaccinazione antirabbica e deve essere rilasciato da un veterinario abilitato dall’autorità competente.
I cuccioli destinati alla vendita devono inoltre essere muniti di un certificato rilasciato da un veterinario autorizzato attestante, a seguito di un esame clinico effettuato 24 ore prima della partenza, la buona salute e l’idoneità ad affrontare il trasporto.
Altro requisito fondamentale per essere movimentati è il certificato TRACES (Trade Control and Expert System) per tutta la partita (Regolamento 599/2004/CE e Decisione 2003/24/CE).
Il certificato, timbrato e corredato dalla firma di un veterinario autorizzato del paese speditore, deve sempre essere in originale, in doppia lingua e comunque sempre nella lingua del paese di destinazione, con indicazione della data e dell’ora di partenza, il numero e la tipologia di animali d’allevamento o da compagnia e il numero del passaporto.                                

In base alle stime, allevare un cucciolo costa circa una cinquantina di euro e viene rivenduto sul mercato occidentale ad almeno 500 euro in alcuni casi arrivano anche ad oltre mille euro attraverso annunci o i negozianti.
Oltretutto va ricordato quanto sia pericoloso acquistare un cucciolo proveniente dal mercato dei paesi dell’Est: non solo per il rischio di essere truffati ma molto spesso i cuccioli possono presentare dei problemi di salute e comportamentali molto gravi.
Animali allevati in condizioni igieniche precarie, reclusi nelle gabbie e condannati a crescere al buio nei loro escrementi. Le riproduttrici vengono sfruttate fino allo sfinimento, imbottite di farmaci e ormoni per stimolare artificialmente la loro fertilità.
Secondo un’indagine condotta in Repubblica Ceca, spesso gli allevamenti illegali sono in prossimità delle frontiere con la Germania o l’Austria dove i cani di razza costano di più e vi sono molte possibilità per passare la frontiera senza controlli.

Per gli esperti si tratta di vere e proprie aziende dell’orrore con cuccioli allontanati troppo presto dalle loro madri. Di norma per uno sviluppo sano è necessario che lo svezzamento avvenga a 90 giorni in modo che ci sia anche la fase di socializzazione del cucciolo che avviene con la madre e il gioco con i fratelli: se viene a mancare questa fase, non solo il cucciolo a causa delle condizioni in cui è allevato soffrirà di problemi di salute, ma anche comportamentali: può diventare pauroso, aggressivo, soffrire di attacchi di ansia o essere iperattivo.
Purtroppo, ad essere complici di questo sistema di sfruttamento non sono soltanto allevatori e commercianti senza scrupoli, ma anche gli stessi acquirenti.

Negli ultimi anni, le organizzazioni animaliste nei paesi dell’Est stanno facendo pressione sui governi in modo da tutelare gli animali e controllare il mercato.
Il governo della Repubblica Ceca ha pertanto introdotto recentemente una sanzione per il traffico e gli allevamenti illegali e dal 2020 sarà obbligatorio il microchip con il primo vaccino del cane.
Quello che lascia sconcertati è una carenza da un punto di vista del quadro europeo. Si rivela necessario uniformare i paesi e sicuramente realizzare un’anagrafe canina europea. Di sicuro, queste misure non fermano il traffico illegale ma potrebbero in parte contenerlo.
Ecco perché viene chiesto a gran voce un sistema di registrazione obbligatorio nel quale gli allevatori e i venditori non solo sono registrati, ma sono anche obbligati a mostrare il loro numero di registrazione quando viene venduto un animale online.

 

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