Tutti i Consigli per una perfetta gestione dello Spazio esterno

Lo spazio, per chi tiene le galline in un ambiente urbano, è uno degli aspetti più vincolanti.

I recinti infatti, devono avere le dimensioni giuste per il tipo e il numero di volatili da inserire all’interno ed essere abbastanza resistenti e sicuri per garantire tranquillità agli animali.

Le galline utilizzeranno molto volentieri tutto lo spazio disponibile, che nella maggior parte dei casi risulta essere scarso e proprio per questo motivo, il compito dell’allevatore è quello di assicurarsi che le galline siano protette e che abbiano molte alternative per mantenersi attive ed impegnate durante tutto il giorno.

Se le galline riescono a scappare dal recinto significa che la struttura è inadeguata a contenerle.
Considerando che gli avicoli, di natura, non volano molto, se riescono ad uscire dal recinto significa che la rete non è abbastanza alta e solida.
Per un contenimento efficace, la recinzione dovrà essere alta almeno 2mt, sostenuta da pali ben conficcati nel terreno o ancora meglio stabilizzati nel cemento.
Da valutare anche l’elettrificazione: un cavo elettrico posto alla base, a metà e in cima, costituisce la misura anti-predatore perfetta.

Eventuali buchi nel fondo del recinto potrebbero essere causati dai predatori, ma anche dalla stesse galline.
Quest’ultime sono infatti molto brave a scavare, con lo scopo di fare dei veri e propri bagni di polvere, aumentando quindi gli scavi nelle zone più asciutte del recinto, sotto al pollaio e alla 
base di arbusti e cespugli.
Affinché il numero dei buchi formato dalle galline non sarà eccessivo non sarà un problema, ma se i buchi sono fatti dai ratti sarà necessario eliminare immediatamente il problema.
I ratti infatti, non solo possono diffondere malattie all’interno del gruppo, ma causeranno anche danni strutturali al pollaio, creando infiltrazioni di acqua e spifferi.
I segni di terreno raspato e scavato all’esterno della recinzione sono un segnale che alcuni predatori come volpi, donnole e faine hanno tentato di irrompere nel recinto e in questo caso significa che la rete elettrificata o il prolungamento sotterraneo non sono sufficienti all’impedimento.

Le galline, d’istinto, temono molto i predatori dal cielo, come falchi ed altri rapaci e hanno sempre bisogno di una copertura sopra la testa, sia per una sicurezza maggiore che per essere riparate dal forte sole estivo.
Se il recinto è spoglio, i volatili faranno in modo di trovarsi un rifugio che potrebbe essere anche un arbusto, se si tratta dell’unica cosa disponibile.
Proprio per questo, se all’interno dell’area non vi è la presenza di alberi ed arbusti, è consigliabile realizzare semplici ripari utilizzando delle balle di fieno, cancelletti in rete metallica o fogli di compensato.

Il terreno asciutto che si trova alla base di molti arbusti, può rendere queste zone dei luoghi perfetti per i bagni di polvere: se non desiderate che questo accada, dovrete fornire alle vostre galline un’alternativa realizzando un grosso contenitore dai bordi bassi riempito per metà con un miscuglio di terreno asciutto o con della sabbia pulita.
I bagni di polvere sono una parte importante nella vita quotidiana delle galline poiché le aiutano a contrastare l’attività di parassiti come i pidocchi e gli acari.

 

 

 

E’ nato prima l’Uovo o la Gallina?

Il paradosso dell’uovo e della gallina può essere riassunto nella domanda retorica: «È nato prima l’uovo o la gallina?»

Secondo la scienza, è l’uovo ad avere il titolo di primogenito: le prime uova di uccello infatti risalgono a 200 milioni di anni fa, mentre le uova fossili più antiche ritrovate appartenevano a rettili e sono state deposte ben 350 milioni di anni fa dal gruppo di rettili più primitivo.

Questa risposta si basa sulla semplice constatazione che le galline depongono le uova e che quindi l’uovo non può esistere senza la gallina che l’ha deposto.
Dalle stesse uova nascono altre galline e non possono perciò esistere galline senza l’uovo. Ripetendo il ragionamento all’infinito, si giunge all’impossibilità di stabilire chi possa aver avuto origine per primo tra l’uovo e la gallina, in quanto nessuno dei due soggetti può esistere in assenza dell’altro. 

Questo quesito, divenuto proverbiale, viene infatti utilizzato per enfatizzare l’inutilità o la futilità di un discorso o di una discussione, o in alternativa, l’incapacità di giungere a una conclusione concreta.

Il paradosso veniva già citato dagli antichi filosofi greci come Aristotele e Plutarco.
 
Ma il primo che lo formulò nel modo in cui lo conosciamo oggi fu Ambrogio Teodosio Macrobio in una delle sue opere in cui provò a darne una risposta motivata:

«”È nato prima l’uovo o la gallina?” …si ritiene, a ragione, che l’uovo sia stato creato per primo dalla natura.
Infatti per primo ha origine ciò che è imperfetto e per giunta informe e attraverso qualità e tappe progressive prendono forma le aggiunte (intese come le caratteristiche dell’individuo adulto): dunque la natura cominciò a formare l’uccello da materia informe e produsse l’uovo, nel quale non vi è ancora la specie di animale: da questo a poco a poco ha origine una specie perfetta di uccello in seguito a un progressivo effetto di maturazione.»

Da un punto di vista strettamente scientifico, considerando che il quesito parla di “uovo” in senso generale, e non dell’uovo di gallina, la risposta alla domanda da cui scaturisce il paradosso è piuttosto semplice, e non può essere altro che “l’uovo”.

Per comprendere questa risposta, occorre considerare che, da un punto di vista evoluzionistico, gli uccelli (e dunque anche le galline) derivano da determinati ceppi di rettili, animali a sangue freddo dotati della capacità di deporre uova.
Il diretto predecessore degli uccelli, perciò, deponeva già le uova, pur non essendo ancora, in senso stretto, un uccello né tanto meno una gallina. 
Ne consegue che la prima gallina, nata dall’uccello che si è mutato in gallina, è nata da un uovo, il primo della sua specie, che viene quindi prima della gallina.

 

Acaro Rosso: Il Nemico per eccellenza dei Nostri animali

Prima o poi tutti gli allevatori avranno a che fare con i parassiti.
Per i principianti sarà difficile accorgersi immediatamente di queste minuscole creature perché non sono sempre facili da riconoscere.
I parassiti possono essere interni o esterni all’animale, ad eccezione dell’acaro rosso, che si nutre della gallina di notte e vive nel pollaio di giorno.

E’ di fondamentale importanza imparare a riconoscere e a combattere i parassiti in fase iniziale, considerando che difficilmente un unico trattamento sarà sufficiente e nella maggior parte dei casi saranno necessarie ripetute applicazioni del rimedio prescelto.

Le galline mediamente riescono a mantenere dei livelli molto bassi di attività dell’acaro rosso, ma se il numero dei parassiti raggiunge il livello di infestazione, la notte si può rivelare un calvario per le nostre galline.

Primo campanello d’allarme che segnala la presenza dell’acaro rosso all’interno del pollaio è la comparsa di polvere grigia simile alla cenere nei posatoi.

volatili colpiti dall’acaro rosso presentano un evidente stato di insofferenza fisica e psicologica.

Il piumaggio si presenta scomposto, le piume frammentate e deteriorate a causa del tentativo di lenire il prurito causato dai morsi e dal movimento degli acari tra le piume.

Gli acari non attaccano solo i soggetti adulti ma quando ne hanno la possibilità attaccano anche i pulcini nei nidi e spesso utilizzano proprio l’imbottitura come luogo per vivere, nascondersi e riprodursi.

La lotta questo comune nemico non è affatto facile poiché queste minuscole creature si riproducono a ritmo accelerato e sono difficili da raggiungere con vari spray e trattamenti adatti. Grosse quantità di acari rossi su un volatile possono succhiare sangue rendendo le galline anemiche e provocando loro la morte.
Per avere qualche probabilità di interrompere il loro ciclo vitale bisognerà applicare il trattamento ogni circa cinque giorni, considerando che gli acari maturano e sono in grado di riprodursi dopo soli sette giorni dalla schiusa.

Durante l’applicazione del trattamento è importante che il prodotto venga spruzzato in tutti gli angolini e le fessure in cui gli acari potrebbero annidarsi e nascondersi. Utile anche smontare parzialmente il pollaio rimuovendo i nidi, i posatoi e i pannelli del tetto per una pulizia maggiormente accurata.

Esistono due problemi fondamentali associati al trattamento dell’acaro rosso: il primo è che i prodotti disponibili nel mercato si concentrano sulla loro efficacia quando gli acari sono individuabili all’aperto, ma è quasi inutile per quelli nascosti durante l’applicazione del prodotto; l’altro problema è che sempre più prodotti acaricidi si rivelano inefficaci.
Per questi motivi è di fondamentale importanza rivolgersi a dei fornitori specializzati sul trattamento più efficace e seguire alla lettera tutte le istruzioni riportate sulla confezione.
Nessun trattamento è da considerare come unico, sarà necessario applicare regolarmente il prodotto in maniera molto scrupolosa ed accurata.

 

Anatre, Oche e Tacchini

Pur non disponendo di grandi aree dedicate all’allevamento avicolo, potrete includere nel vostro pollaio anche anatre, oche e tacchini.

Andiamo ora ad esaminare le principali caratteristiche, curiosità e il temperamento di queste tre specie animali:

Le Anatre:

Nonostante alcuni affermino che le anatre si accontentino soltanto di un po’ d’acqua dove poter immergere la testa, perché siano davvero contente avrete bisogno di uno stagno o di un corso d’acqua sempre pulita.
Le esigenze vitali degli anatidi sono molto più elementari di quelle dei polli: tutto ciò che serve loro è uno stagno, un alloggio asciutto con paglia e una piccola cassettina da imballaggio per la deposizione delle uova.
Per quanto riguarda la produzione di uova, è noto che queste contengano numerose impurità. In effetti i gusci sono molto porosi e quindi se vengono deposte nel fango intorno allo stagno potrebbero contaminarsi con l’acqua sporca.
Se invece vengono deposte in un ambiente sano e si presentano buone e pulite, possono essere consumate tranquillamente. Il modo migliore per avere questo risultato è quello di tenere le anatre chiuse nella loro casetta fino alle dieci del mattino, orario entro il quale deporranno le loro uova.
Per quanto riguarda l’alimentazione basterà loro della semplice erba, dei cereali e qualche dose di ortaggi e scarti di verdure.

Le Oche:

Se avete a disposizione un vasto frutteto o un pezzo di prato dove possono pascolare, le oche sono la scelta più economica.
Un fattore molto importante da considerare è che sono molto rumorose e aggressive con chi non conoscono. Questo si può considerare sia come un vantaggio sia come uno svantaggio ma ciò che a noi interessa è che possono fungere da ottime guardiane contro i predatori.
Le oche, così come le anatre, non hanno grosse esigenze per il mantenimento: richiedono soltanto un piccolo ricovero che possa ospitarle nella notte.
La loro dieta primaria è a base di erba, preferibilmente di media lunghezza, ma amano anche i cereali e gli ortaggi. Bevono enormi quantità d’acqua ed è quindi fondamentale che abbiano una fonte sempre fresca e pulita per dissetarsi, possibilmente con un contenitore piuttosto fondo, dato che per bere immergono tutta la testa!
Le uova delle oche sono più grandi e molto più sostanziose di quelle delle anatre e si può prevedere di avere circa 100 uova all’anno da ogni animale.
Nel momento della riproduzione ci mettono un po’ di tempo per scegliere il loro compagno, e in un’ipotetica covata di circa 10-20 uova, raramente riuscirete a vedere la schiusa di tutte in un unico momento.

I Tacchini:

Questi animali sono quelli che vengono allevati con più difficoltà a causa delle loro esigenze.
I tacchini sono infatti soggetti ad una malattia soprannominata “Enteroepatite” se entrano a contatto con i polli e quindi non possono essere tenuti nello stesso spazio.
I cibi moderni per i tacchini contengono al loro interno l’antibiotico che combatte questa malattia e quini non dovrebbe sorgere questo problema, a patto che vengano nutriti con dei pellet idonei.
Il loro alloggio è simile a quello dei polli e amano la presenza di posatoi, preferibilmente robusti e solidi, capaci di sostenere il loro peso.
Le uova di tacchino sono molto difficili da far schiudere e il rischio principale è quello che possano romperle inavvertitamente a causa del loro sostenuto peso.
In questi casi è quindi meglio servirsi di una chioccia, se possibile, che può covare circa 6-8 uova oppure, alternativamente, di utilizzare un’incubatrice tenuta ad una temperatura regolare e costante di circa 38°C.

 

 

 

Alcuni tra i più diffusi Problemi Comportamentali delle Vostre galline

L’allevamento avicolo è un’attività che richiede cure quotidiane e particolare attenzione nei dettagli.

Uno dei segreti per un buon allevamento è lo sviluppo della capacità di riconoscere i segnali problematici in modo da poterli risolvere il prima possibile.
Questo, però, implica la necessità di imparare a conoscere i normali comportamenti delle galline in modo da essere consapevoli dei cambiamenti.

I polli sono animali molto abitudinari e dunque bruschi cambiamenti comportamentali hanno sempre una giusta causa: sviluppando la capacità di individuare queste deviazioni e identificando le cause più probabili, diventerete degli allevatori avicoli esperti!

Tra i problemi comportamentali più diffusi troviamo:

1)     Non riesco a prendere le mie galline per portarle nel pollaio

Esistono due ragioni fondamentali legate a questo problema: una scarsa tecnica da parte dell’allevatore e una mancanza di abitudine degli avicoli ad essere dominati e maneggiati.

E’ essenziale che riusciate a prendere, tenere e controllare le galline: si tratta di un compito da effettuare con una certa regolarità per poterne valutare la loro salute generale individuando eventuali anomalie.
Effettivamente questa “maneggiabilità” è condizionata dal temperamento di ogni animale come ad esempio le razze avicole leggere che sono molto più nervose e intrattabili rispetto alle razze più pesanti e gli ibridi.

La cosa più importante è quella di abituare le galline fin da piccole ad essere toccate.

L’approccio più semplice è quello di prendere i volatili dall’interno del pollaio mentre dormono di notte ma se per caso ci fosse la necessità di compiere questa manovra di giorno consigliamo di muoversi lentamente senza spaventarli e appena vi troverete vicini all’animale di azionare una presa decisa e sicura mettendo una mano sul dorso della gallina e l’altra sul fondo per sollevarla ed avvicinarla a voi.

2)     Il gallo è molto aggressivo

Il comportamento litigioso e aggressivo nei maschi può essere legato alla loro razza ma anche ad un determinato periodo stagionale.

I galli di natura si presentano molto più aggressivi delle galline e spesso questo loro comportamento si verifica nella stagione dell’accoppiamento.

Questa aggressività si manifesta raramente come violenza nei confronti delle galline, ma è quasi sempre rivolta all’allevatore o a chiunque altro decida di avvicinarsi troppo alla loro area.

Per chi alleva i volatili nell’ambiente famigliare con bambini piccoli che amano il contatto diretto con gli animali questo potrebbe essere un problema da non sottovalutare. Sarà quindi utile separare i galli quando saranno maturi per evitare indesiderati scontri.

3)     Una gallina è stata attaccata dalle altre

I polli sono attirati dalla vista del sangue e in molte occasioni anche le galline potrebbero trasformarsi in delle vere e proprie aggreditrici.

Degli attacchi occasionali, stabiliti in base all’ordine di beccata all’interno del gruppo, non sono da considerarsi preoccupanti a meno che non ci sia la comparsa di sangue: un volatile ferito fino alla lacerazione della pelle, verrà sicuramente aggredito dagli altri compagni senza alcuna pietà.

Qualsiasi avicolo ferito dovrà essere separato dal resto degli altri animali e isolato per ragioni di sicurezza e di cure immediate. 
Questi attacchi immotivati potrebbero essere causati da un esagerato sovraffollamento, dalla noia degli animali, dalla mancanza di cibo e da un ambiente per loro poco stimolante. Per cercare di evitare questi comportamenti è bene fornire loro del mangime ricco di tutte le proprietà necessarie, aggiungendo anche eventuali integratori ad hoc e, per ridurre la noia, appendendo degli ortaggi freschi nel recinto all’altezza della testa dei volatili che si divertiranno a beccare e raspare.

Come gestire i pulcini durante le prime settimane di vita

Il tempo trascorso ad osservare le galline non è mai sprecato, indipendentemente dalla loro età.
L’abitudine di farlo nei primi mesi di vita è fondamentale: si può capire moltissimo sullo sviluppo dei pulcini anche solo osservando il loro comportamento.

I pulcini sono animali vulnerabili nelle prime settimane di vita ed è quindi molto importante garantire loro un ambiente sicuro, pulito e comodo nel quale poter crescere e svilupparsi.

Il tipo di allevatrice scelta sarà importante in quanto come per la fase di incubazione, la temperatura è un fattore fondamentale nella crescita dei piccoli nati.

Non esistono linee guida specifiche sulla capacità delle allevatrici rispetto al numero di piccoli ma è comunque necessario considerare di dover evitare il sovraffollamento dando modo ai pulcini di muoversi, nutrirsi e bere con facilità.
Una pulcinaia efficace può essere realizzata con una scatola di cartone resistente o con una buona struttura di legno. Nella maggior parte dei casi, gli allevatori utilizzano un contenitore aperto per i pulcini appena nati, utilizzando una rete di copertura per evitare la fuga o l’ingresso di eventuali predatori. Gli allevatori che incubano per hobby o quelli alle prime armi possono avvalersi di pulcinaie apposite che possono trovare all’interno del sito IlVerdeMondo.

Un aspetto fondamentale da rispettare è il mantenimento della giusta temperatura all’interno dell’allevatrice tramite l’utilizzo di una fonte di riscaldamento.
La scelta più frequente è quella di utilizzare una lampada riscaldante a infrarossi o una lampada opaca a calore che non emana luce chiamata chioccia artificiale.
Questo consentirà all’allevatore di creare una sorte di schema naturale di luce diurna e notturna, utile per la crescita e per lo sviluppo dei neo-nati.

Tutti i pulcini, fin dal primo giorno di vita, hanno bisogno di una fonte di calore ben regolata per sopravvivere. L’unico modo per capire se i piccoli sono soddisfatti dell’ambiente è osservare come sono disposti.
Se un giorno li troverete rannicchiati sotto alla fonte di calore, significherà che hanno freddo e quindi che la temperatura deve essere controllata e regolata affinché riescano a scaldarsi.
Se invece li troverete distribuiti sul perimetro dell’allevatrice, significherà che hanno troppo caldo.
Quando si mostreranno ben distribuiti nell’area e saranno svegli, attivi e in costante movimento significherà che la temperatura raggiunta e mantenuta è quella ideale.

La temperatura dovrebbe aggirarsi inizialmente intorno ai 37,5°C (come quella dell’incubatrici in cui sono nati) e dovrebbe essere mantenuta costante per i primi 2 giorni.
Successivamente potrà essere ridotta da 3°C a 5°C ogni settimana.
Questo ritmo può essere utilizzato per circa quattro settimane affinché la temperatura non raggiungerà i 18°C e a questo punto i pulcini dovrebbero aver sviluppato le piume e potranno essere spostati dalla fonte di calore.

E’ sempre doloroso quando i pulcini muoiono, specialmente se le morti potrebbero essere evitate.

Motivo frequente di queste scomparse premature è il sovraffollamento nell’allevatrice: spesso i pulcini più piccoli e indifesi vengono spinti negli angoli per essere successivamente soffocati dagli altri animali.

I piccoli di gallina hanno la tendenza di radunarsi negli angoli, ma se sono troppi, la pressione sui piccoli intrappolati può essere fatale.

Un buon modo per evitare questi spiacevoli eventi è quello di arrotondare gli angoli delle allevatrici quadrate con dei cartoni curvi che possano impedire loro il passaggio.

Importantissimo prevenire questo sovraffollamento pur mancando ad oggi regole ben definite sulla superficie necessaria per un determinato numero di pulcini. Sarà quindi di fondamentale importanza il vostro buon senso.

Problemi di salute delle galline: come Curarli e Prevenirli

Le galline sono creature straordinarie, fornendo loro gli elementi essenziali per la salute e il benessere, vi ricompenseranno di una gestione senza problemi e di una fornitura di uova sane e fresche.

Questi volatili sono molto suscettibili allo stress che causa una conseguente riduzione alla loro resistenza a infezioni, malattie batteriche, ed altri attacchi di parassiti interni ed esterni.

Facendo in modo che le galline siano sane, assicurerete sicuramente loro felicità ed equilibrio.

Andremo ora a vedere alcuni consigli ed accorgimenti da avere nel caso in cui gli animali manifestassero sintomi e comportamenti preoccupanti: agendo in maniera rapida ed adeguata riuscirete a salvare la loro vita evitando di farli soffrire senza motivo.

  •           Rigonfiamento duro alla base del collo

Il gozzo ostruito è solitamente piuttosto facile da individuare maneggiando il volatile.

Al mattino, quando le galline vengono fatte uscire dal pollaio, non dovrebbero esserci segni di gonfiore nel gozzo: se questi sono presenti occorre intervenire subito ispezionando l’animale.

Il fatto che le galline non possiedano denti implica che la triturazione del cibo si basi completamente all’azione meccanica della muscolatura del ventriglio ma, questo sistema, non è infallibile.
Infatti gli animali che si nutrono di erba lunga e dura, di trucioli e di paglia, potrebbero scontrarsi con alcuni problemi come la formazione di un groviglio duro nel gozzo.
Questo blocco impedisce dunque il passaggio di acqua e cibo causando una notevole perdita di peso e feci bianche.

I volatili che soffrono di questo problema avranno bisogno di cure immediate. Potrete somministrare del bicarbonato di sodio, circa un cucchiaio per 4,5lt, oppure una piccola quantità di olio di oliva.
Consigliabile anche un delicato e leggero massaggio del gozzo, per ammorbidire e spezzare il groviglio interno facendolo così scendere.
Se questa procedura non funziona, l’unica soluzione è quella chirurgica. Il blocco dovrà quindi essere rimosso dal veterinario, tramite un buchino sulla parete del collo e del gozzo.

  •          I pulcini non riescono più a camminare

Questo doloroso sintomo può essere la conseguenza della mattia di Marek, infezione virale erpetica.

La malattia può manifestarsi in diversi modi, con una serie di sintomi neurologici come la paralisi delle zampe e delle ali, o con la comparsa di tumori agli organi vitali come cuore, ovari e polmoni.
Il tasso di mortalità di questa malattia è altissimo in quanto i volatili colpiti sono molto suscettibili ad altri problemi, a causa della loro minore resistenza.
Altri sintomi evidenti potrebbero essere la perdita di peso immotivata, grigiore delle iridi e pelle sollevata.

Purtroppo ad oggi non esiste una cura vera e propria per le galline infettate dalla malattia di Marek: la soppressione è l’unica soluzione umana.

Gli allevamenti moderni vaccinano i pulcini di un giorno contro questa malattia, e, a seconda del fornitore potrete sapere o meno con certezza se i polli sono trattati.

Consigliabile richiedere il libretto dei vaccini somministrati all’animale prima dell’acquisto.

  •            Occhi acquosi e naso che cola

Entrambi sono segnali di una malattia chiamata micoplasmosi, che include bolle acquose agli angoli degli occhi e secrezioni dalle narici.
Altri sintomi potrebbero essere le piume arruffate, starnuti, canto alterato nei maschi, minore produzione delle uova e gorgoglii.

A seconda dello stato di salute degli animali il problema potrebbe rivelarsi fatale per alcuni e meno grave per altri.

Certo che il fatto che la malattia rimanga all’interno del gruppo può rappresentare un problema per le galline nuove mai contagiate. Le nuove arrivate tenderanno a soccombere nel giro di un paio di settimane, mentre il resto del gruppo rimarrà apparentemente sano e in forma.

La malattia può diffondersi tramite la lettiera contaminata ed essere trasportata da un recinto all’altro su scarpe, vestiti, mangiatoie e abbeveratoi, anche se l’agente infettivo non sopravvive all’aperto per più di qualche giorno.

La riduzione del potenziale livello di stress e il mantenimento di buone pratiche di gestione sono i modi migliori per prevenire la diffusione di questa malattia.

I rimedi della nonna più efficaci per aiutare le galline a mantenere un sistema immunitario forte sono l’aggiunta di aglio o aceto di mele all’interno dell’acqua.

  •       Rigonfiamento sulla zampa

 A seguito della lacerazione della pelle delle zampe potrebbe innescarsi una terribile infezione riconducibile ad una malattia chiamata pododermatite ulcerativa.

E’ quindi fondamentale identificare il problema prima che peggiori ulteriormente. La pododermatite purtroppo è una malattia destinata soltanto a peggiorare, se non curata correttamente, diventando sempre più dolorosa e debilitante.

Il primo campanello d’allarme è solitamente una gallina zoppicante: a questo stadio l’infezione è già estesa e dolorante.

Potrete incidere a questo punto il rigonfiamento, con un bisturi, in modo da poter eliminare la raccolta infetta. Nei casi peggiori, oltre al pus è probabile che si sia formato anche un nucleo solido al centro del rigonfiamento e in questi casi sarà necessario l’intervento del veterinario.

Dopo aver eseguito l’operazione l’animale dovrà essere separato dal resto del gruppo e dovrà posare su dei trucioli di conifera puliti. La ferita dovrà essere lavata con molta cura e trattata con un antisettico o con una soluzione salina fino alla guarigione.

    

La Deposizione delle Uova: tutto quello che serve sapere

La maggior parte degli allevatori alle prime armi è da sempre attirato da questo hobby con la prospettiva di una fornitura regolare e continua di uova fresche.

Una produzione genuina di uova è sicuramente collegata al benessere delle galline, che godono di un ambiente piacevole e rilassato.

Esistono però molti fattori che potrebbero sconvolgere il loro ritmo di deposizione, dalle molestie di altri animali, alle pressioni ambientali come il sovraffollamento.

Nonostante ciò, una volta trovato il giusto equilibrio, le galline ricompenseranno sicuramente i vostri sforzi con una produzione costante di uova.

In realtà non tutte le uova saranno perfette, alcune di queste potrebbero infatti avere dei difetti che segnaleranno delle carenze nell’alimentazione del volatile.
Gli allevatori, infatti, devono sempre prestare molta attenzione a questi innocui particolari, osservando anche il comportamento di deposizione poiché le uova deposte all’esterno del nido potrebbero rompersi con molta facilità, causando l’indesiderata abitudine del consumo delle uova da parte delle galline.

Succede spesso che le galline appena acquistate non depongono subito uova perché il momento di inizio è regolato dalla loro età.
Di norma le galline iniziano a deporre uova al raggiungimento delle 24 settimane di vita: questo è il momento in cui le galline raggiungono la loro maturità sessuale e di conseguenza anche la capacità di riprodursi.
Per quanto riguarda questo aspetto, i nuovi allevatori dipendono sempre dall’onestà dei rivenditori. Non essendoci la possibilità di capire l’età della gallina, il fornitore potrebbe dare la colpa della mancanza di uova allo stress del volatile causato dallo spostamento in un nuovo ambiente.
La soluzione migliore è quindi quella di acquistare galline pronte a deporre da un allevatore di fiducia, che vi fornisca pollame dell’età corretta e in buone condizioni di salute.

Contrariamente alle credenze popolari, le galline non depongono uova tutti i giorni e, per quanto brave possano essere, il loro corpo non è una macchina che produce uova.

Lo scopo principale nella vita delle galline è quello di produrre una covata di uova (generalmente 7/8) nel nido, per poi covarle fino alla schiusa.
Il fatto che noi togliamo le uova tutti i giorni fa sì che le galline continuino a deporre ma i loro organismi non sono fatti per una produzione senza sosta. In media, la maggior parte delle galline deporrà un uovo al giorno per sei giorni, riposandosi per un giorno consentendo una ripresa del sistema corporeo.
Ogni uovo impiega circa 26 ore per svilupparsi e c’è sempre un intervallo più o meno breve fra la deposizione di un uovo e l’inizio dello sviluppo del seguente.
E’ proprio per questo motivo che l’orario di deposizione ritarda progressivamente di giorno in giorno.

All’inizio del ciclo di deposizione, le galline si adattano al processo tramite la produzione di uova minuscole e dalla forma strana.
Soprannominate “uova di pollastra”, queste piccole uova annunciano l’inizio della deposizione.
In genere la gallina produrrà solo alcune di queste piccole uova per poi passare alla vera e propria deposizione.
Questo fenomeno oltre che a verificarsi nelle galline più giovani, potrebbe anche capitare alle galline più anziane nel caso in cui subiscano qualche trauma o uno spavento.
Come per la galline giovani però, anche in questo caso, il problema dovrebbe risolversi in poco tempo, tornando ad una costante e abituale deposizione di uova dalle dimensioni abituali.

Anche se le galline non producono uova con gusci del colore previsto non c’è bisogno di allarmarsi, probabilmente questo è collegato ad preciso periodo dell’anno, come il cambio di stagione.

Diverse razze pure sono famose per la produzione di bellissime uova colorate.
Ne sono un esempio l’Auracana, che depone uova dal guscio verde, la Cream Legbar, dal guscio azzurro, e le Marans, dal colore marrone cioccolato.
Questi magnifici e rari colori però, non sono garantiti, ma vengono prodotti in genere dai migliori ceppi di ogni razza.
Vale quindi la pena sapere che il colore del guscio è sempre migliore all’inizio della stagione, e tenderà a sbiadirsi con il passare delle settimane e il consumo delle riserve del pigmento delle galline.

 

 

Razze Siberiana Calzata, Urshaki, Pawloff

In questo articolo troverai alcune tra le più importanti caratteristiche e curiosità delle Razze Avicole Siberiana Calzata, Urshaki e Pawloff.

Vediamo ora da vicino due principali caratteristiche che accomunano questi esemplari Avicoli:
– La loro provenienza dall’Asia Orientale Primitiva;
– La duplice attitudine che garantirà un ottimo allevamento sia come galline ovaiole che come polli da carne.

  •          SIBERIANA CALZATA

Questi avicoli si presentano con testa larga e rotonda e cresta a forma piramidale.
I loro orecchioni sono grandi e a forma di mandorla, riescono a raggiungere le mandibole scivolando nei loro occhi con iride di colore rossastro.
Collo corto e forte, addome e dorso largo, ali lunghe e coda ampia sono le principali caratteristiche di questa razza avicola.
Il peso corporeo oscilla tra i kg. 2,7 e i kg. 3 per i galli e kg. 1,8 e kg. 2,0 per le galline.
Le più diffuse presentano un ampio mantello bianco.

  •         URSHAKI

I segni particolari di questi esemplari avicoli sono la testa larga e rotonda con cresta ampia, gli occhi grandi di colore rosso brillante e il becco di media lunghezza ricurvo.
Gli orecchioni sono molto piccoli e quasi nascosti dalla barba.
Il collo è corto e la mantellina copre le spalle con ali lunghe e coda larga.
Corte sono invece le zampe, anche forti e nude.
Il peso corporeo è di circa kg. 3 per i galli e kg. 2 per le galline.
Tra le molteplici varietà di colore, le Urshaki più diffuse hanno il mantello nero, argentato e rosso.

  •          PAWLOFF

Grazie al suo pennacchio questa gallina assomiglia molto alle razze avicole Olandese Ciuffata e Padovana.
Le caratteristiche principali della Pawloff sono: testa stretta e lunga, becco forte e leggermente curvo, collo lungo, addome e dorso largo, ali di media grandezza, coda mediamente lunga e zampe forti e lunghe di colore bianco.
Il peso corporeo è di circa kg. 3 per i galli e kg. 2,5 per le galline.
Variano a seconda del loro colore, principalmente bianco, nero, dorato ed argentato.
A livello economico si possono definire come una razza avicola intermedia, di limitata incidenza per il mantenimento.

 

 

 

Pollaio e Recinto Anti-Predatore, Stop agli intrusi!

Chiunque abbia una catasta di legna, un capanno, o materiali edili riposti all’aperto offre probabilmente riparo ad eventuali predatori pronti all’attacco del nostro pollaio.

I pollai ben tenuti non dovrebbero essere un’esca per i roditori, le faine, le volpi ed altri predatori; è però importante essere pronti ad ogni eventualità, tenendo conto che questi sono considerati tra gli esseri animali più astuti ed agguerriti.

I predatori volanti sono di sicuro più pericolosi di quelli a quattro zampe e l’unico modo sicuro per evitare gli attacchi aerei è l’installazione di una copertura sopra al recinto.
Nel caso in cui la zona superiore da coprire sia troppo grande, è consigliata la riduzione della potenziale zona esposta al rischio di attacco aggiungendo alcuni ripari come arbusti e cespugli. 

Dei dissuasori di uccelli luccicanti e sventolanti possono essere utili, tanto quanto i buoni e vecchi spaventapasseri.
Anche introducendo un gallo nel pollaio potrete avere una buona sentinella: nel momento in cui individueranno un potenziale pericolo dall’esterno, inizieranno ad emettere dei suoni diversi dal solito per avvertire le galline di mettersi al riparo.

Capita molto spesso di trovare degli scavi alla base del recinto o del pollaio delle nostre galline.
Questo significa una cosa sola: un predatore sta tentando di raggiungerle.

Se il pollame viene rinchiuso in uno spazio ristretto, lo stiamo effettivamente mettendo in pericolo da predatori affamati e determinati ad entrare per approfittare di questa occasione.

Per molti allevatori avicoli, la volpe rappresenta il nemico per eccellenza.

Non sottovalutate mai la tenacia e la determinazione di questo predatore, impegnerà tutti i suoi sforzi per attaccare le galline.

Vista come predatrice naturale, la volpe, viene dipinta come un animale che è intenzionato a portare via le carcasse degli animali per poi conservarle all’interno della propria tana.
In realtà, però, molto spesso questo abile cacciatore non ha tempo per portare via tutti i volatili morti e dunque possiamo dire che a questa indomabile creatura piace particolarmente uccidere tante quante galline possibile.

La devastazione all’interno del ricovero avicolo viene spesso scoperta dall’allevatore dopo l’attacco e, appunto, non essendo riuscita a portare via tutti gli animali morti, la scena del massacro resta sempre scioccante.

Questo è e resterà sempre il temperamento di questo temibile animale, dobbiamo dunque proteggere i nostri avicoli con misure anti-volpe e anti-predatore in generale.

L’unico modo per evitare l’irruzione è la creazione di una barriera fisica che riesca a bloccare loro la strada per l’ingresso, estendendo la base del recinto o del pollaio.
Per fare questa operazione in maniera corretta è consigliato di scendere almeno di 60-80cm nel fondo o, in alternativa, si potrebbe estendere la rete in orizzontale sul terreno, perpendicolarmente alla base del recinto.
Considerando che l’istinto naturale del predatore è quello di cominciare a scavare alla base dell’ostacolo, il fissaggio di una rete larga almeno 100cm dovrebbe prevenirlo in maniera efficace.