Come Effettuare la Manutenzione nel Pollaio in Autunno

Le galline risentono subito dei cambi stagionali, in particolar modo dall’estate all’autunno: infatti le ore dedicate a razzolare diurno diminuiscono, mentre aumentano quelle trascorse nel ricovero notturno.
Le galline sono molto sensibili agli sbalzi di temperatura ed in particolar modo soffrono le correnti d’aria tipiche di questo cambio di stagione oltre che la forte umidità.
Questi sbalzi di temperatura possono generare stress nell’animale o addirittura delle vere e proprie malattie respiratorie, come ad esempio il raffreddore. 

In vista di tutto ciò, è fondamentale che nei primi giorni d’autunno si proceda ad una buona ed approfondita pulizia del pollaio, in modo tale che quest’ultimo possa risultare un ambiente sano per le nostre galline.

Solitamente, in questo periodo coincide anche il cambio della loro muta, ossia abbandonano la muta naturale estiva, per dare spazio alle piume idonee ad affrontare i mesi invernali più rigidi.

Questo particolare periodo dell’anno può considerarsi il momento ideale per decidere di apportare alcune modifiche all’aspetto e alla posizione del pollaio: l’ideale sarebbe posizionare il ricovero all’ombra nei mesi estivi ed esposto al sole nei mesi invernali.

La pulizia straordinaria fatta a cavallo delle due stagioni si basa in una vera e propria sanificazione mirata e precisa per evitare ed impedire eventuali infestazioni di parassiti e batteri, molto diffusi in questi mesi.
E’ qui che dovranno essere bene igienizzati a fondo il pollaio e tutte le attrezzature come nidi, posatoi, mangiatoie e abbeveratoi.
E’ possibile sia utilizzare antiparassitari naturali a base di oli essenziali o di estratti di varie piante, sia disinfettanti specifici per ambiente come Neopredisan e Quatersan (disponibili alla vendita nel nostro shop on-line www.ilverdemondo.it).
In questo caso le galline durante il trattamento andranno allontanate dal pollaio e tenute al riparo dalle sostanze tossiche utilizzate per sanificare l’area interessata.

Al di là dell’operazione di igienizzandone del pollaio, è assolutamente fondamentale seguire delle “buone pratiche” di gestione quotidiana, ovvero che l’ambiente coperto sia mantenuto asciutto e con lettiera sempre pulita.
Tra gli accorgimenti più importanti riteniamo utile segnalare che il posatoio e il ricovero notturno al di sotto del quale saranno concentrate e raccolte tutte le deiezioni notturne dovrebbero essere per quanto più possibile separati.

Tra gli aspetti positivi dell’inizio dell’autunno c’è sicuramente il rinvigorirsi delle aree destinate al pascolo. La maggiore umidità ambientale favorisce infatti, lo svilupparsi di nuova vegetazione erbosa, e giunge l’ora di tornare a prestare attenzione al 
prato erboso destinato al pascolo.
Se possibile, sarebbe ottimale prevedere spazi verdi da destinare alle galline in periodi alternati, in modo tale da consentire un utilizzo omogeneo del terreno e consentire alla vegetazione di rigenerarsi.
Qui si può agevolare il rinfoltimento e la ricrescita dell’erba anche gettando sul prato della vegetazione secca; il terreno, grazie al calore generato da questa copertura e dal processo di fermentazione dei vegetali appassiti, garantirà una rapida germinazione ad ogni piccolo seme.
Nel caso in cui si disponga di foglie secche rastrellate intorno casa, è consigliabile metterle a disposizione delle galline nell’area del pollaio in quanto esse amano “rovistare” nei mucchi di foglie alla ricerca di cibo e potrebbe rivelarsi per l’oro un’attività alternativa da svolgere come passatempo nel corso della giornata.

 

 

La Razza Frizzle, soprannominata Gallina Arricciata

La razza Frizzle è una razza avicola originaria del sud asiatico. La caratteristica principale di questa razza è il piumaggio arricciato dalla coda verso la testa, particolarità che la rende estremamente affascinante ed estrosa.
Gli esemplari di questa razza necessitano di essere protetti dalle precipitazioni in quanto il loro piumaggio arricciato non è impermeabile e non riesce a trattenere bene il calore corporeo: per questo motivo nei mesi invernali soffrono molto.

Furono menzionate nella letteratura inglese fin dal 1676, e apparvero poi anche in alcuni documenti tedeschi dalla prima metà del XVIII secolo.

Le galline di razza Frizzle, pur essendo allevate esclusivamente come avicoli ornamentali sono anche buone ovaiole, con una produzione di circa 150 uova all’anno.
Oltre ciò è una buona chioccia ed ottima madre e, per questa ragione, spesso viene utilizzata anche come “mamma adottiva” per pulcini di altre razze.
Sono una razza nota per essere amichevole e confidente con l’uomo e per questa ragione è adatta come animale familiare, perfetta per essere allevata anche in un pollaio domestico sistemato in giardino.

Una cosa a cui porre attenzione, e che andrebbe evitata, è quella di far accoppiare una gallina Frizzle con un gallo Frizzle.
Accoppiando infatti un maschio e una femmina di questa razza, c’è una probabilità del 25% di ottenere degli esemplari ‘Frazzle’. I ‘frazzles’ sono eccessivamente delicati, così tanto da essere quasi certamente destinati ad una morte prematura.
Le loro piume sono fragili anche soltanto al tatto, e vengono perdute con estrema facilità; questa mancanza di piumaggio sottopone il cuore ad un eccessivo sforzo e a numerosi altri problemi fisici, che spesso impediscono agli esemplari ‘frazzles’ di raggiungere la maturità.

Indichiamo di seguito tutte le specifiche e le caratteristiche delle quattro varietà di Frizzle riconosciute dalla FIAV:

GENERALITA’

Origine: sud dell’Asia. Menzionata nella letteratura inglese fin dal 1676, in alcuni documenti tedeschi dalla prima metà del XVIII secolo. Standardizzata nel 1874 negli Stati Uniti.

Uovo
Peso minimo g. 58
Colore del guscio: da bianco a bruno giallastro.
Anello Gallo: 20
Anello Gallina: 18

II – TIPOLOGIA ED INDIRIZZI PER LA SELEZIONE
Pollo comune, possente con portamento medio, ben strutturato e di forma ben arrotondata. A causa del piumaggio arricciato delle gambe, il portamento può sembrare visibilmente più basso.
Le penne, le più larghe si presentano nella mantellina, nel petto, sul dorso e sulle copritrici
delle ali, devono essere ben ricurve verso la testa. La struttura delle remiganti primarie appare difettosa. Le timoniere e le grandi falciformi sono leggermente ondulate. Di lato le timoniere superiori sembrano leggermente ricurve verso l’esterno.

III – STANDARD
Aspetto generale e caratteristiche della razza

1- FORMA
Tronco: forma un po’ compatta, larga e arrotondata, portato leggermente inclinato verso il dietro.
Testa: larga e ben arrotondata.
Becco: di media grandezza, ricurvo.
Occhi: grandi, iride di colore diverso a seconda delle colorazioni.
Cresta: semplice, di grandezza media; da quattro a sei denti; con lobo che segue la linea della nuca senza appoggiarvisi.
Bargigli: di grandezza media; ovali e simmetrici.
Faccia: rossa, di tessitura fine e non impiumata.
Orecchioni: allungati, lisci, rosso vivo.
Collo: di lunghezza media; pienamente impiumato o formante un colletto rotondo arricciato (gorgiera). Nella gallina la gorgiera, anche se meno sviluppata, deve essere il più abbondante possibile.
Spalle: larghe, un po’ arrotondate.
Dorso: di media lunghezza , appare più corto a causa della struttura del piumaggio; leggermente inclinato.
Ali: lunghe; a causa della struttura del piumaggio sembrano rivolte verso l’ esterno; portate un po’ cascanti e rilassate.
Coda: di media lunghezza; aperta a ventaglio; con piumaggio completo, falciformi e timoniere leggermente ondulate.
Petto: largo e pieno; portato alto e prominente.
Zampe: gambe nascoste dal piumaggio. Tarsi di media lunghezza, senza piume, di colore secondo la varietà. Quattro dita.
Ventre: largo e pieno.

2 – PESI

GALLO: Kg. 3,0 – 3,5
(Gallo Bantam: 680–790 g)
GALLINA: Kg. 2,0 – 2,5
(gallina Bantam: 570–680 g)

Difetti gravi:
nei due sessi portamento troppo basso; piume strette; formazione insufficiente di piumaggio arricciato; assenza delle barbe alle timoniere e remiganti; piumaggio serico; bianco negli orecchioni; tarsi impiumati.

3 – PIUMAGGIO
Conformazione: lungo e lanuginoso; ogni piuma rivolta in avanti. Piumaggio arricciato regolarmente e completamente, a causa della sua struttura sembra meno brillante.

IV – COLORAZIONI

NERA
GALLO e GALLINA
Nero intenso con il più possibile di riflessi verdi nella mantellina e nella groppa. In ragione della struttura del piumaggio, la faccia inferiore delle penne è visibile, la brillantezza ha meno valore che nelle razze a piumaggio liscio.
Becco di color corno scuro. Tarsi da grigio/ardesia a neri. Occhi da rosso brunastro a bruno scuri.
Difetti gravi: penne di altro colore; tracce farinose.

BIANCA
GALLO e GALLINA
Bianco puro.
Leggeri riflessi gialli ammessi nella mantellina e groppa.
Tarsi e becco gialli. Occhi da rosso/arancio a rosso.
Difetti gravi: forti riflessi gialli; piume di altro colore.

BLU
GALLO e GALLINA
Grigio/blu di tonalità media e uniforme; testa, mantellina e groppa più scuri nel gallo.
Tarsi e becco grigio ardesia. Occhi da rosso brunastro a bruno scuri.
Difetti gravi: piumaggio in generale fortemente marezzato; penne di altro colore; ruggine; tracce farinose.

SPARVIERO
GALLO e GALLINA
Colore di fondo nero con disegno grossolano sparviero grigio/bianco. Il gallo è nel suo insieme più chiaro della gallina.
Tarsi e becco grigio biancastro, color carne tollerato. Occhi da rosso/arancio a rosso.
Difetti gravi: disegno sparviero molto sfumato; ruggine; tracce farinose.

 

L’Anatra Muta: Origini, Curiosità e Caratteristiche

L’anatra muta è un animale che si contraddistingue per il suo unico e raro vociare e per il mancato periodo di muta nel corso della sua vita.
Viene soprannominata anche anatra muschiata e nel mondo scientifico assume il nome di Cairina moschata.
Si tratta di un uccello appartenente alla famiglia degli anatidi e ad oggi sembra sia l’unica specie nota del genere Cairina.
Per contraddizione rispetto al nome, l’anatra muta è una delle più chiassose, soprattutto le femmine. Il loro verso è uno dei motivi per cui sono state scoperta e riconosciute dai primi osservatori di uccelli in quanto non solo non sono mute, ma producono una ricchissima gamma di suoni sia a bassa intensità sonora sia simili a dei sibili, come se stessero respirando con affanno.

Gli esemplari di questa specie sono originari del continente sudamericano e sono diffusi al giorno d’oggi in varie zone dal Paraguay fino alle Guiane.
Negli anni sono arrivate anche in Europa ma tutt’ora continuano a non essere diffuse come invece lo sono altre anatre.

I maschi di anatra muta misurano in media 86 cm di lunghezza e pesano 5–6 kg, mentre le femmine sono a tutti gli effetti molto più piccole e minute, misurano in media 64 cm in lunghezza e pesano intorno i 3 kg. Entrambi hanno una spiccata dote al volo ma per scelta volano basso, planando sul terreno oppure sulla superficie dell’acqua.

Rispetto ad altre anatre, la specie muta ha le ghiandole dell’uropigio meno sviluppate, e dunque è dotata di un piumaggio meno untuoso: per questo motivo è più facile che le piume assorbano l’umidità esterna e si appesantiscano.
Nel maschio dell’anatra muta intorno all’occhio e sulle guance sono presenti delle caruncole molto evidenti caratterizzate da colori forti che possono variare dal nero al rosso. Il risultato a livello estetico è un effetto maschera sopra il becco che può essere sia nero, sia rosa, sia anche rosso cupo.
Le zampe invece sono palmate, di colore giallo arancione o nero, con unghie lunghe e taglienti.

Come molte sue compagne di volo, l’anatra muta sta dove c’è acqua e preferisce posti con un alto tasso di umidità anche perché il suo corpo ha un continuo bisogno di acqua.

Per quanto riguarda la loro dieta, si nutre principalmente di vegetali e foglie d’albero. Oltre a questi, amano cibarsi anche di piccoli insetti, molluschi e vermi che cacciano di persona negli stagni, nelle paludi o fra la vegetazione disponibile.

Lo stato d’animo di questo animale si può cercare di intuire anche guardando la sua coda che agita quando è spaventata o agitata.
Nel periodo di cova, depongono le uova che ad ogni nidiata possono essere di un numero variabile da 8 a 16 uova. Sono uova grosse di colore giallo verdastro di circa 90 grammi l’una. Oltre alla carne, anche le uova fornite dall’anatra muta costituiscono un motivo per allevare questa razza. Ogni anatra muta riesce a covare fino a 100 uova in un anno, di solito, e quando nascono gli anatroccoli sono piccoli e con poche piume ma in poco tempo arrivano a pesare circa 2kg.

 

Dalla Famiglia degli Anatidi: Il Germano Reale

Il germano reale, soprannominato anche Capo Verde, è un uccello che proviene dalla famiglia degli anatidi.

Vive nelle zone umide d’acqua dolce come paludi, stagni, laghi e fiumi delle regioni temperate e subtropicali dell’America settentrionale, dell’Europa e dell’Asia.
Solitamente durante l’inverno le popolazioni di Germano Reale si spostano al sud anche se, negli ultimi anni, alcuni esemplari tendono a non migrare ed in alcune regioni, come il Nord Italia, sono stanziali. Questo fenomeno sembra in aumento, particolarmente nelle città, dove essi riescono a trovare abbastanza cibo per sopravvivere durante il lungo inverno.
Al di fuori della stagione riproduttiva, i germani reali si riuniscono in stormi di centinaia di esemplari che tendono a partecipare alla stessa attività contemporaneamente. Ad esempio, l’intero stormo può nutrirsi, mettersi in mostra, nuotare o semplicemente riposare insieme. Una volta finito l’inverno, gli stormi si disperdono in gruppi composti da più coppie, ciascuno alla ricerca di un adeguato sito di nidificazione.

Questa specie viene considerata capostipite della maggior parte delle razze domestiche di anatidi ed è caratterizzata da uno spiccato dimorfismo sessuale: maschi e femmine sono molto simili nella forma, ma differiscono nel colore del piumaggio per buona parte dell’anno.
Il maschio compie nel corso di un anno solare ben due mute delle proprie piume:

1)     durante il periodo nuziale la sua livrea è facilmente riconoscibile. Il capo e la parte superiore del collo sono di color verde iridescente e uno stretto collare bianco a metà del collo separa la testa dal petto e dalla parte superiore del dorso che sono di un colore bruno-porporino. I fianchi e il ventre sono argentati, le spalle sono bianco-grigie, l’alto dell’ala è grigio e la parte inferiore del dorso grigio-nera;

2)     al termine della stagione riproduttiva, in estate, avviene la seconda muta del maschio. Le vecchie penne remiganti e timoniere indispensabili per il volo cadono per essere sostituite da nuove penne; anche l’appariscente abito nuziale viene cambiato con un nuovo piumaggio eclissato di colore bruno macchiettato marrone scuro che gli permette di mimetizzarsi meglio durante questo breve periodo in cui è impossibilitato a volare e vive perciò al riparo tra i canneti e le erbe alte lungo le rive dei corsi d’acqua potendo solamente camminare e nuotare.

La femmina invece ha colori mimetizzanti: macchiata di bruno e marrone scuro, becco bruniccio, sopracciglio marrone scuro, gola beige; i fianchi hanno una colorazione più chiara, beige chiazzato marrone; le penne timoniere sono beige rigate marrone, lo specchio è blu-violaceo bordato di bianco, le zampe sono di colore arancione spento, meno vivo rispetto a quelle del maschio.
Gli anatroccoli, che nascono privi di penne e piume, sono ricoperti di un soffice piumino bicolore, petto e ventre gialli, dorso e fianchi marroni con alcune macchie gialle, testa gialla con sopracciglio e chioma marroni. Verso il termine del primo mese di età, il giallo comincia a scurirsi per diventare grigiastro; stesso discorso vale anche per le gambe, che da nere mutano in un colore più chiaro.
Dopo due mesi, l’anatroccolo è da considerarsi un giovane adulto, mentre verso il terzo o quarto mese, con lo sviluppo dello specchio alare, l’individuo è ormai in grado di volare. Verso il decimo mese, infine, il germano reale raggiunge la sua definitiva maturazione nel cambiamento di colore, riscontrabile in particolar modo nel maschio.

Gli esemplari di Germano Reale si presentano con il corpo robusto, il collo corto, il becco largo e piatto, poco convesso e con la punta assai arrotondata; possiedono inoltre zampe di media lunghezza che si innestano alla metà del tronco, ali abbastanza lunghe e coda tondeggiante. Le zampe palmate gli permettono non solo di muoversi con agilità in acqua ma anche di immergersi facilmente tenendo a galla la parte posteriore del corpo grazie all’aiuto della coda.

La forma “a chiodo” della punta del becco viene utilizzata per staccare le piante dal suolo e cacciare delle piccole prede. Il germano reale può anche cibarsi di minuscoli animali filtrando l’acqua e il fango attraverso l’utilizzo di lamelle trasversali a forma di pettine presenti all’interno del becco.

La sua dieta è molto varia e può dipendere da diversi fattori quali l’età, il periodo della cova, e dalla diversa disponibilità di cibo. I germani reali si cibano in particolar modo di gasteropodi, insetti come mosche e libellule, e anche crostacei e vermi.
Durante la migrazione autunnale e l’inverno, questi uccelli basano la loro dieta sulle piante come il giavone, che crescono vicino all’acqua.

Per quanto riguarda le tecniche di corteggiamento, gli esemplari maschi, mentre tengono il petto rialzato e drizzano il collo, nuotano in prossimità delle femmine scuotendo il capo e la coda.
I germani reali sono soliti sollevare anche la punta delle ali, la testa e la coda mentre mantengono il collo proteso sopra il pelo dell’acqua.
Gruppi di quattro o cinque maschi si contendono la femmina esibendosi: arcuare il collo, fischiare, ma anche spruzzare l’acqua verso la compagna prescelta, utilizzando il becco, sono tipici modi di corteggiamento.
Una volta che la compagna viene attratta, il maschio le rimane vicino per evitare che si accoppi con altri pretendenti. Le femmine di germano reale tendono invece ad emettere un richiamo che incita i maschi ad attaccare gli altri contendenti o le altre femmine del gruppo; la finalità di tale comportamento è quello di osservare le loro performance e di valutarli come possibili compagni.
Per suscitare il corteggiamento da parte del maschio, la femmina nuota tenendo il collo rigido e disteso sopra la superficie dell’acqua. Una volta che il maschio si è avvicinato alla femmina, quest’ultima, muovendo rapidamente il becco all’indietro e verso il basso, emette dei suoni verso il compagno prescelto. Formatasi la coppia, i germani sono soliti pavoneggiarsi: alzano le ali, mostrando lo specchio alare, e nascondono la testa dietro il petto. Appena prima della copula, infine, il maschio e la femmina nuotano rivolti uno verso l’altro, mentre alzano e abbassano ripetutamente la testa.
Il numero di uova deposte può variare da 5 a 15. Sarà poi solo la femmina a covare per circa 26-28 giorni grazie alle sue piume che le permettono di mimetizzarsi al meglio tra la vegetazione circostante. Se il maschio l’aiutasse nell’incubazione, il nido sarebbe facilmente individuato dai predatori e distrutto: per questo, egli controllando la zona, si occupa di difendere quella zona.
Anche dopo la nascita, è ancora la femmina che si occupa degli anatroccoli. Questi sono in grado di lasciare il nido dopo appena 24 ore dalla schiusa, ma hanno comunque bisogno della protezione della madre che li conduce allo specchio d’acqua più vicino e insegna loro a nuotare e nutrirsi fino a che non siano in grado di volare in completa autonomia.

Volpino Italiano: il Cane Ideale per i più Piccoli

Il Volpino è un cane di piccola taglia molto vivace ed affettuoso con la famiglia e con i bambini.
È un buon cane sia da compagnia che da guardia in quanto è sempre vigile e abbaia spesso.

Nei secoli scorsi era molto diffuso in Italia, principalmente in Toscana, ma, pian piano, la sua popolarità è calata e ha addirittura rischiato di estinguersi prima di essere salvato da qualche allevatore appassionato.
Nonostante le sue piccole dimensioni, è un cane dal temperamento molto determinato ed energico. Allegro e giocherellone, è estremamente territoriale e temerario nel difendere le cose ritenute di sua proprietà.
Sempre attento e vigile, possiede una sorprendente intelligenza e può vivere tranquillamente in appartamento anche se necessita di uscire abbastanza spesso per sviluppare un carattere socievole con gli altri cani.
Il volpino, pur essendo molto versatile, è soprattutto un cane da compagnia, un tempo assai apprezzato in ambienti aristocratici. Adatto alla guardia, spesso accompagnava i carrettieri, difendendo il carro durante le soste, o i pastori, cui dava l’allarme in caso di pericolo per il gregge. È inoltre molto adatto ai bambini poiché, nonostante le piccole dimensioni, non è per nulla timoroso, si trova bene anche in contesti rumorosi ed è sempre pronto al gioco e alle affettuosità.
Non necessita di particolari accorgimenti alimentari o di altro tipo e il mantello non richiede cure particolari perché la tessitura vitrea del pelo lo preserva naturalmente dallo sporco, ma, nonostante ciò, va comunque spazzolato con delicatezza, specie dietro alle orecchie.
Il suo pelo è estremamente folto e abbastanza lungo con effetto “nuvola” molto scenografico che fa aumentare di taglia il cane. L’altezza media del Volpino Italiano rosso è di 27/32 cm nei maschi e di 25/30 nelle femmine, anche se, essendo una razza in via di recupero, è facile trovare soggetti di qualche cm più grandi.
Il peso indicativo è di 5 Kg. Il corpo è squadrato ma non massiccio, la sua lunghezza è uguale all’altezza al garrese, gli arti sono perfettamente in appiombo e paralleli, con una muscolatura ben sviluppata.
Il muso del Volpino Italiano rosso è appuntito, la canna nasale prosegue rettilinea fino al tartufo sempre nero e mai sporgente e la coda è sempre arrotolata sul dorso, di lunghezza media.

Per quanto riguarda la colorazione, il volpino italiano si declina in due varianti: volpino italiano bianco e volpino italiano rosso. Nella colorazione rossa ha avuto la sua massima diffusione nel sud Italia. È originario della Puglia dove veniva impiegato sia a guardia delle masserie con i cani di razza Corso che per vigilare le merci dei contadini sui carri. Da qui il nome di cane dei birocciai.
Può capitare poi che, oltre alle due tinte principali, il manto dei volpini italiani presenti delle macchie color marroncino o sfumature di color arancione/marrone. Più raro è invece il volpino di colore nero.
È una razza molto solida e longeva e, di solito, non presenta particolari problemi di salute.

Il Criceto Russo

Il criceto russo è un animale domestico, tra i più adatti della sua specie, alla convivenza con l’uomo.
Appartiene alla famiglia dei Cricetidi e in origine è di colore grigio-marrone.
Il criceto russo nasce in arre molto fredde dove la temperatura scende anche a -30 gradi. La Siberia, il Nord della Russia e l’Asia Centrale sono l’habitat originale di questo criceto.

In Europa, e nei climi temperati, i criceti russi arrivano portati dall’uomo negli anni ’30.
In Italia l’abitudine a tenere come animale domestico i criceti russi è molto più recente.
Il criceto russo è una specie di criceto molto docile ed affettuoso, per questo è consigliato come animale da compagnia anche in famiglie con bambini. Ama essere coccolato ed è molto docile, ma è anche un giocherellone, curioso e irrequieto che difficilmente sta fermo.

Ha un carattere particolarmente docile ed affettuoso e per questo è molto amato dai bambini.

In seguito a varie mutazioni, si possono oggi trovare criceti russi dai colori del pelo differente dalla specie originaria: può essere nero, argento, bianco, grigio. Il criceto russo è riconoscibile per la linea grigia scura o nera sulla schiena.

Esso ha una lunghezza massima di 11 cm e il suo peso è di circa 50 grammi.
Si presenta con un corpo rotondo, un musino paffuto con guance che riescono a contenere molti semi e zampe piuttosto corte, le anteriori sono dotate di sole quattro dita, mentre le posteriori di cinque.
Hanno lunghi baffi che rappresentano organi di senso tattile per quando si muovono al buio e i denti, due superiori e due inferiori, sono molto lunghi ed affilati

Come gli altri criceti non posseggono ghiandole sudoripare: temono dunque di restare disidratati e sono molto sensibili alle temperature alte.

Questo piccolo roditore difende il proprio territorio e sa difendersi bene diventando anche aggressivo. Soprattutto il maschio per difendere il territorio può essere aggressivo sia verso un simile sia verso altri animali o il padrone. Per questo motivo è indicato tenere un maschio per ogni gabbietta e non far mai convivere due esemplari dello stesso sesso e nemmeno un adulto maschio con un adulto giovane.

Il criceto russo caratterialmente è molto attivo, soprattutto la notte.  Per giocare e correre ha bisogno di spazio e quindi la sua gabbietta deve essere idonea e accogliente, fornita di quello che gli serve per svolgere qualsiasi attività.

Scegliere il criceto come animaletto domestico può essere un’idea per chi vuole l’affetto di un pet e ha poco spazio a casa, privo di spazio aperto. Nonostante ciò, accudire un criceto non è meno impegnativo di un qualsiasi altro animale domestico. L’unica differenza è che per via delle sue dimensioni non ingombra e non necessita di ampi spazi.

Il criceto russo è onnivoro ma predilige una alimentazione granivora, ovvero composta da semi: dai semi di soia ai semi di girasole. Esso adora sgranocchiare i suoi semi preferiti come semi di girasole, sorgo, calendola e soia.
Oltre ai semi prediligono anche cibi freschi, come carotine, mele, pere, banana, fragole, sedano e lattuga e uova sode.
In libertà il criceto russo che vive nella steppa si alimenta anche con alcuni piccoli insetti come: grilli, cavallette, ragnetti.
Fondamentale per loro avere sempre a disposizione acqua fresca nel beverino. È consigliabile utilizzare recipienti per alimenti in metallo perché quelli in plastica con il tempo si danneggiano e il roditore può finire con ingoiarne qualche pezzetto.

 

La Gallina Nana Chabo

Il termine “Chabo” in giapponese significa “nano” e proprio per questo motivo è stato associato a questa razza ornamentale dal portamento aristocratico, riconoscibile non solo per le piccole dimensioni ma anche per le zampe molto corte.
Questa caratteristica è dovuta alla presenza nel DNA della razza Chabo dei geni dell’acondroplasia, capaci di determinare negli animali uno spiccato accorciamento delle zampe.

È anche denominata e conosciuta come Nagasaki, denominazione di fatto in disuso, riferita al porto di Nagasaki da cui partì per arrivare in Europa.
La razza Chabo discende da razze dell’Indocina importate in Giappone nel XVI-XVII secolo. Ha sempre avuto scopi ornamentali e nell’antichità impreziosiva con la propria presenza i giardini delle famiglie nobili.
Oggi la razza Chabo è una razza con tantissime varietà e dotata di svariati tipi di colorazioni di piumaggio; in tal senso le caratteristiche principali che la caratterizzano non sono colorazioni e tipologia di piumaggio, ma la forma e portamento.
In Giappone si distinguono diverse varietà: Higo Chabo, caratterizzata da una cresta molto grande, Taikan Chabo, di dimensioni un po’ più grosse della standard, Daruma Chabo, con la coda corta e Okina Chabo, caratterizzata dalla sola colorazione bianca e dalla barba trilobata.

Nel caso di allevamento di avicoli di razza Chabo, è fondamentale prestare particolare cura all’igiene e la cura del pollaio che le ospita, mettendole in condizioni sia di godere di spazio sufficiente per potersi muovere liberamente, sia di non avere problemi di umidità al piumaggio: le loro zampette corte e non molto potenti potrebbero risentirne e avere grossi problemi di salute.

Le galline di razza Chabo hanno un’indole tranquilla e socievole e sono quindi perfette galline ornamentali per giardini e cortili anche non troppo grandi; sono in tal senso ottimi animali domestici da compagnia.
È una razza avicola molto delicata, soprattutto alle basse temperature, e quindi per allevarla è importante prestare molta attenzione alle sue esigenze fisiologiche.

Depongono poche uova in un anno, circa 150, ma sono ottime covatrici, cosa questa che accomuna un po’ tutte le razze nane di gallina.

La Chabo è riconosciuta in tre tipologie di piumaggio: liscio, arricciato e serico. Per tutte queste tre tipologie le caratteristiche morfologiche e di posizione sono le stesse.

Il Gatto Balinese: Un Fantastico Compagno di Vita

Il gatto Balinese appartiene alla famiglia del gatto Siamese e si mostra un docile compagno di vita, il cui nome nasce dall’associazione tra i movimenti sinuosi del gatto con le donne danzatrici di Bali.

Le sue origini prendono vita nel 1920, ma il riconoscimento ufficiale avvenne solo nel 1961. L’intento era quello introdurre una nuova varietà di gatti siamesi a pelo lungo: iniziarono dunque gli accoppiamenti con i gatti angora, ma i primi tentativi fallirono, perché i gatti continuavano a mantenere il pelo corto, essendo questo un tratto dominante.
La varietà venne fuori solo in seguito, nel 1950, e qualche anno dopo venne presentata ad una mostra felina per la prima volta, destando l’interesse di molti.

Il gatto Balinese si presente come un animale molto aggraziato ed elegante, magro, proporzionato e longilineo. È di taglia media, con gambe lunghe, sottili e zampette minute. 
La maschera scura gli riempie buona parte del viso, caratterizzato dalla forma triangolare. Gli occhi sono a mandorla e di colore blu intenso mentre le orecchie sono molto grandi e a punta. La coda è folta e lunga e al termine presenta un pennacchio.
Il mantello è morbido e soffice con sottopelo non abbondante: tra i colori più diffusi ci sono crema, avorio e tigrato, con i point su zampe, coda e orecchie, di diverse tonalità in abbinamento.

Il carattere di questo gatto è simile a quello dei siamesi. Vive bene in appartamento, adattandosi alla quotidianità dei suoi padroni. Se vivete in ambienti umidi e freddi, potrebbe risentirne. Socializza con tutti i familiari, soprattutto con i bambini, con cui trascorre molto tempo a giocare. Si mostra molto affettuoso e ama farsi coccolare dal suo padrone, ma, nonostante ciò, potrebbe mostrarsi possessivo e geloso per condividere gli stessi spazi con altri animali. La convivenza, infatti, potrebbe rivelarsi non pacifica.
Tende a miagolare con un suono molto delicato e grazioso ogni volta che deve segnalare i suoi bisogni.
L’ideale sarebbe concedergli un giardino dove poter scorrazzare in autonomia, avendo bisogno di muoversi e di scaricarsi. Tollera bene anche la solitudine, ovviamente senza esagerare.

Il pelo del gatto balinese è molto folto e per questo motivo richiede una frequente spazzolatura in particolare durante il periodo della muta quando l’ideale sarebbe spazzolarlo quattro volte a settimana, per minimizzare il rischio che il vostro gatto balinese ingerisca il suo pelo leccandosi e rischiando così attacchi di vomito.

Boston Terrier: Il Cane del Massachusetts

Il Boston terrier è un cane di compagnia di piccole dimensioni molto apprezzato dagli americani, tanto da essere stata onorato nel 1979 come cane ufficiale dello stato dal governo del Massachusetts.

Le sue origini provengono dal 1800 quando inizialmente l’obiettivo era quello di creare dei cani da combattimento e per questo motivo vennero incrociati tra loro il Bulldog inglese e cani terrier di piccola taglia.
Poi negli anni successivi cominciarono a delinearsi le caratteristiche principali del Boston Terrier, anche se approssimativamente.
Anche il nome Boston Terrier non venne assegnato subito, ma solo dopo diversi anni.
Nel 1889, una trentina di proprietari di Boston Bull Terriers formarono l’American Bull Terrier Club e li chiamarono Round Heads o Bull Terriers. Nell’ultimo decennio del 1800, tuttavia, si affermò il nome di Boston Terrier, in onore della città d’origine della razza.
Solo nel 1893 venne riconosciuto da parte dell’American Kennel Club e successivamente vennero definiti altri dettagli che portarono a delle modifiche degli standard.
Nel 1979 fu poi designato come cane ufficiale dello Stato del Massachusetts. Ma la sua popolarità negli Stati Uniti si vede anche dal fatto di essere la mascotte di innumerevoli college e delle loro squadre sportive.

Il Boston terrier appartiene alla famiglia dei molossoidi e ne esistono tre diverse tipologie, che differiscono tra loro per il peso:

–         la categoria dei leggeri, con un peso inferiore ai 6,75 kg;

–         la categoria dei medi che va dai 6,25 kg ai 9 kg;

–         la categoria dei pesanti, con peso superiore ai 9 kg, ma mai oltre gli 11 kg.

Il pelo è liscio, lucido e corto. Il colore è striato, nero, foca, con delle macchie bianche.
Il suo fisico è muscoloso e dall’aspetto quadrato, evidenziato dalla caratteristica mascella. Appare un po’ tozzo e sproporzionato, con il tronco molto corto.

L’altezza oscilla dai 38 ai 43 cm. Per le sue dimensioni, è fondamentale che segua un’alimentazione molto equilibrata, evitando assolutamente che prenda peso oltre i limiti consentiti.
La coda è corta, le orecchie a punta. Gli occhi sono scuri e in genere molto grandi innanzi ad una testa molto piccola.

Nonostante il suo aspetto e le sue origini, gli allevatori negli anni sono riusciti a rieducare la razza, rendendolo oggi un buon cane da compagnia, ideale per le famiglie, molto intelligente.
Il Boston terrier è sempre attento a tutto quello che accade intorno a lui e all’ambiente in cui vive, se aggredito riesce a difendere bene sé stesso e i suoi padroni.

Ama stare insieme al padrone e ai bambini, ma non disdegna neanche i suoi momenti di solitudine. Si presta a coccole e giochi, rendendosi davvero amabile.
Non ha bisogno di grandi spazi e ha poche pretese; quindi, si adatta anche alla vita in appartamento, dal momento che non perde neanche troppi peli e richiede poche cure.
Le sue caratteristiche temperamentali lo rendono anche un cane particolarmente adatto a chi è alle prime esperienze con gli animali.

Il Pappagallo Amazzone

Il pappagallo amazzone è uno tra i tanti pappagalli colorati che riescono ad affascinare chiunque li veda. Viene definito uno dei più bei pappagalli del pianeta grazie al suo aspetto e alle caratteristiche che lo contraddistinguono.

Gli esemplari di questa razza sono di media taglia e provengono dal Sudamerica, dall’America Centrale e dagli stati che sono bagnati dal Mar dei Caraibi.
A distinguerli dagli altri pappagalli è la loro colorazione verde che copre quasi tutto il loro corpo lasciando spazio a macchie e chiazze di vari colori come bianco, verde, rosso e giallo.
Come uccello si può definire di struttura compatta e robusta, massiccio e molto forte.

Come carattere, il pappagallo amazzone è un tipo piuttosto socievole con i propri simili, non è un animale solitario e tende a vivere in branchi o per lo meno in gruppi familiari.
Preso singolarmente o assieme ad altri, si dimostra un uccello molto attivo ed intelligente che tende ad approcciarsi amichevolmente con gli esseri umani verso cui non ha pregiudizi di sorta ed è predisposto ad instaurare un rapporto di rispetto reciproco.
Non è automatico che una coppia di pappagalli di questa razza si riproduca, messa in una gabbia a convivere, è infatti molto importante per prima cosa controllare che la coppia sia matura ed affiatata. Per capire se i membri della coppia sono pronti per la riproduzione va guardata l’età sapendo che in media quella della maturità sessuale è intorno ai 5 anni.
Oltre a ciò c’è un fattore ambientale a cui fare caso perché i nostri pappagalli amazzoni non si riproducono dove capita, anzi prediligono i tronchi di alberi cavi e dunque se allevati in gabbia è bene cercare di riprodurre questa atmosfera di cavità fornendo loro un nido a cassetta con un po’ di polvere di torba umida nel fondo.
Il nido, per essere comodo deve avere un fondo di almeno 30X30, alto 50 centimetri, con un foro di entrata di diametro minimo di 10cm.
Una volta avvenuto l’accoppiamento, la femmina depone 3-4 uova di media e le cova per un tempo di circa 4 settimane, i piccoli nascono senza piume e la mamma pappagallo li accudisce fino a quando non appura che se la possono cavare da soli e può definirli autosufficienti in tutto e per tutto.

Ci sono molte varietà di pappagallo amazzone al mondo che si differenziano per il colore della fronte, ma non solo. Non tutte le oltre trenta specie di amazzoni sono propense ad essere tenute in cattività e a costruire un buon rapporto con noi umani: tra quelle più amichevoli ci sono il pappagallo amazzone con fronte blu, quello con fronte gialla e quello con fronte rossa.
Altri pappagalli amazzoni maggiormente predisposti come animali da compagnia sono Amazzone fronte azzurra, Amazzone a fronte bianca, Amazzone dell’Amazzonia e Amazzone delle Barbados.

Questo pappagallo, soprattutto nelle specie che si mostrano amichevoli e propense ad instaurare un rapporto con noi, si rivela un uccello dal carattere aperto e vivace, anzi, a volte esagera in questo suo essere vivace ed inizia a pretendere di essere al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni. È dunque necessario trovare un equilibrio tra ogni pappagallo e il proprio padrone.

Se non ha la nostra attenzione al 100%, l’amazzone passa il suo tempo a curare la sua gabbia usando il becco forte, quando è invece nel proprio ambiente naturale, si prende cura del proprio albero preferito sminuzzandone i rametti per poi usarli per allargare il proprio nido.