Chihuahua: Caratteristiche e Curiosità

Il chihuahua è una razza canina di piccole dimensioni.
Il nome è dovuto alla capitale dell’omonimo Stato messicano in cui sono nati i suoi primi allevamenti.

Nello standard F.C.I della razza sono ammessi e accettati tutti i colori tranne il merle, mentre il peso accettato nelle esposizioni canine varia da 1,5 kg a 3 kg. Tuttavia, molti soggetti superano il peso richiesto dallo standard.

È provvisto di coda portata alta, la testa ha la forma di “mela”, le orecchie ben aperte hanno l’attaccatura all’altezza degli occhi, che sono rotondi e non sporgenti; possiede una dentatura che richiede cure e attenzione. Il chihuahua è in assoluto la razza più piccola al mondo: al contrario di quanto si possa pensare, però, il suo fisico è robusto e ben compatto.
Le sue dimensioni lo rendono particolarmente adatto come cane da compagnia o da salotto, ma è molto attivo. Spesso abbaia per difendersi, come tutti i cani di piccola taglia, ma non risulta aggressivo, estremamente affettuoso con la famiglia

Col passare del tempo, per via del cambiamento dello standard F.C.I , è stato sempre meno selezionato ed è stato escluso dalle expo cinofile, poiché ritenuto poco competitivo rispetto alle altre razze.

Gli occhi ben distanziati, molto espressivi, non sporgenti, perfettamente scuri sono caratteristiche molto apprezzate. Le orecchie, poste in basso rispetto alla testa, sono grandi ed erette, ma la punta deve essere leggermente arrotondata. Il muso è all’insù con la punta del naso in sintonia con il colore del pelo. Il collo è leggermente arcuato, non particolarmente lungo. Il tronco è ben compatto, con un torace largo e definito e un addome retratto. Le zampe posteriori sono un po’ angolate al ginocchio. I cuscinetti dei piedi sono neri e spessi.

Nella varietà a pelo corto il pelo è ben adagiato su tutto il corpo, leggermente più lungo sul collo e sulla coda. È lucido e la sua tessitura è morbida; mentre nella varietà a pelo lungo è liscio o leggermente ondulato.

Al contrario di quanto possa sembrare dalla sua piccola mole, non è un cane debole. È estremamente coraggioso, iperattivo, geloso delle sue cose e fortemente determinato. Presenta la caratteristica di essere vivace e incline al gioco, ma allo stesso tempo sa essere un ottimo cane da compagnia se gli viene concesso di uscire e, con sua grande soddisfazione, di trascorrere all’aperto del tempo con il padrone, verso cui nutre estrema fiducia.
L’indole del cane è certamente molto dolce ed affettuosa; infatti il chihuahua riesce a stabilire un rapporto molto intenso con il padrone. È una razza che gradisce molto la convivenza con altri esemplari di chihuahua, con cui instaura stretti rapporti regolati dalle logiche legate alla vita di branco. Se abituati sin da cuccioli, potranno condividere il proprio territorio anche con uno o più gatti che verranno considerati parte integrante del loro branco e con cui instaureranno ottimi rapporti sia nel gioco che nelle altre attività quotidiane. La maggior parte delle femmine sono delle eccellenti allevatrici di cuccioli e svolgono egregiamente il compito di portare la propria cucciolata al traguardo dello svezzamento.

In Italia il Club Cani Compagnia tutela la razza affinché essa venga allevata nel rispetto e nel mantenimento delle sue caratteristiche fisiche e caratteriali. La razza Chihuahua fa parte della Sezione 4 del Club. Il CCC organizza seminari dove i soci vengono messi a conoscenza delle principali patologie legate alla razza per poterle così prevenire; gli allevatori soci del Club ne seguono le attività e sottopongono i loro soggetti al parere di esperti Giudici e a rigorosi esami clinici veterinari che ne garantiscono la salute, tutelando gli interessi degli appassionati e ammiratori che si avvicinano a questa razza meravigliosa. 

 

 

 

 

Come Trasportare Animali Vivi

Il trasporto delle galline è tutelato da una normativa europea (regolamento CE n°1/2005 del 22 dicembre 2004) che impone particolari accorgimenti per il loro benessere.
Mentre per le galline allevate a fini hobbistici o per compagnia questa normativa non viene applicata ma comunque si possono prendere degli spunti utili su come dovrebbero essere trasportate.
Oltre alla normativa europea è da prendere in considerazione il codice della strada e precisamente il decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, nell’articolo 169 dove viene disciplinato il trasporto di animali sui veicoli a motore: è consentito il trasporto di animali domestici purché siano custoditi in apposite gabbie o contenitori.
Innanzitutto, se si decide di portare gli animali in viaggio devono essere idonei, ed è importante evitare di trasportare animali feriti o malati tranne se lo spostamento è per necessità veterinarie.

Per una gallina il trasporto può essere un’esperienza traumatica: essere maneggiata, spostata, non trovarsi più in un luogo familiare, percepire le vibrazioni e i rumori della strada sono  fattori che possono causare disagi a livello psicologico, ansia e sofferenza, oltre al rischio di lesioni fisiche e anche morte.
Bisogna infatti prestare molta attenzione ai seguenti fattori che contribuiscono alla qualità del viaggio:

–         la temperatura: lo stress da freddo e caldo non devono essere sottovalutati perché portano alla morte l’animale; 

–         il circolo di aria: è essenziale per far respirare gli animali, proteggerli dal caldo e prevenire la morte per asfissia;

–         la durata del viaggio: deve essere il più breve possibile;

–         il tipo di strada: una buona strada produce poche vibrazioni d’asfalto e rumore, quindi sono da preferire quelle tenute bene e dritte come le autostrade;

–         il tipo di guida: il viaggio dove essere il più regolare possibile, lento e dolce.

In estate, è importante evitare di fare viaggi lunghi (oltre le 2 ore) ed evitare di trasportarli nel vano posteriore della macchina perché potrebbero soffrire molto il caldo mentre in inverno, gli animali devono essere protetti dall’acqua e non devono essere esposti a correnti d’aria fredde.
Quando il viaggio è lungo è bene fermarsi ogni ora, fornire un po’ d’acqua per farli riprendere e controllare il loro stato di salute.
Durante il trasporto:

–         gli animali non devono mangiare per evitare che sporchino eccessivamente le loro gabbie;

–         è bene che l’animale sia a digiuno, almeno da un ora, sempre per evitare l’eccessiva produzione di feci;

–         non inserire niente dentro al trasportino dell’animale, né cibo né acqua perché durante il percorso potrebbe urtare questi oggetti e ferirsi;

–         l’animale deve rimanere dentro al suo trasportino o contenitore per evitare che dalla paura svolazzi nell’auto con il rischio di farsi male;

Anche una buona gabbia influisce sulla qualità del viaggio. Le gabbie devono essere:

–         integre, non devono essere danneggiate;

–         il planale non deve essere scivoloso (nel caso lo fosse inserire un telo antiscivolo al suo interno o della paglia);

–         adeguate all’animale: le gabbie non devono essere grandi perché l’animale non deve muoversi al suo interno per non farsi male;

–         preferire contenitori con un’altezza che non consenta agli animali di stare in posizione eretta, in quanto le galline potrebbe cadere e farsi male. L’altezza del contenitore però deve consentire una seduta comoda, con la testa alzata, durante il trasporto.

Quando si decide di comprare delle galline è sempre meglio avere dei trasportini con sé ma in mancanza è il venditore che dovrebbe fornire delle scatole in cartone con dei fori. I fori devono essere in numero sufficiente a consentire un ottima ventilazione e ricambio d’aria perché le galline potrebbero soffocare.

Nello shop Il Verde Mondo tutte le soluzioni!

 

Cavalier King: tutte le caratteristiche della Razza

Il Cavalier King è noto come piccolo cagnolino ideale per avere compagnia.
Il nome completo di questo animale è Cavalier King Charles Spaniel. 

Il suo riconoscimento è avvenuto nel 1928, nonostante i suoi lontani progenitori fossero già presenti all’epoca del regno di Elisabetta I, nel 1500.
Inizialmente venne allevato per la caccia, avendo una vista e un olfatto ben sviluppati, e diventò successivamente un cane da compagnia.
L’appellativo King del nome fa riferimento al fatto di essere stato allevato a corte per moltissimi anni.
I Cavalier king dell’epoca mostrano un corpo affusolato e un muso meno schiacciato rispetto ai Cavalier king di oggi.

Dall‘incrocio tra gli Spaniel giapponesi e quelli inglesi nacque infatti la razza che conosciamo oggi: con il tempo si è diffuso un po’ ovunque, compresa l’Italia dove si distinguono diversi allevamenti certificati.

Il Cavalier king è un cane che si distingue per lo sguardo dolce e affettuoso. Il suo cranio è piatto e viene quasi nascosto dalle due lunghe orecchie pelose, gli occhi sono rotondi e grandi, la fronte è molto corta ed il muso è piatto. Il pelo è di media lunghezza, liscio e mai arricciato.

Può essere di quattro colori: rubino, nero con focature rosse, blenheim (sfondo bianco e macchie castane), tricolore.

Il blenheim è il colore più comune, ma anche gli altri non sono rari. Diversi Cavalier King di colore blenheim hanno una chiazza castana a forma di pollice in cima alla fronte, chiamata losanga.
La coda è medio-lunga e dona un aspetto elegante al corpo che in realtà è di piccole dimensioni. Il peso oscilla tra 5,4 e 8 kg.

Il Cavalier king adora il contatto fisico e la vicinanza del suo padrone. Ha un carattere molto allegro, intraprendente, ama giocare e muoversi e non ama stare fermo troppo a lungo. Infatti la sua indole atletica a volte lo porta a richiedere continuamente movimento in presenza del padrone.

Non è abituato a trascorrere la notte all’esterno, preferisce di gran lunga di riposare al caldo in casa.

E’ un cane molto socievole e abituato a stare in famiglia, anche in presenza di altri animali. Questo suo carattere ha fatto sì che negli anni diventasse tra le razze di cani utilizzate per la pet therapy. Sono sempre più frequenti i casi di Cavalier king impiegati con successo nelle terapie assistite con animali.
Tuttavia questi aspetti gli impediscono di essere considerato come un cane da guardia, dal momento che tende a mostrarsi docile anche con gli estranei.

Il problema di salute più grande di questa razza è la siringomielia: il cranio non è sufficientemente ampio, per cui la base del cervello protrude attraverso il foramen magnum dentro il canale della colonna vertebrale, bloccando il flusso del fluido cerebrospinale e causando paralisi in alcuni esemplari.
I Cavalier possono inoltre soffrire di malattie della vista come le cataratte, molto frequenti anche in cani giovani. Anche le orecchie sono delicate, vanno pulite e controllate regolarmente: attenzione in particolare ai fastidiosissimi forasacchi.
Un altro problema è l’obesità. Si tratta quindi di una razza piuttosto delicata, che ha bisogno di molte cure mediche e di considerevole impegno da parte del proprietario.
Per mantenere il pelo lucido e setoso è bene spazzolarlo una volta al giorno con una spazzola di setole o con un pettine a rastrello, così risulterà libero dai nodi e dalla polvere. Il pelo non va tosato ma pulito e spuntato regolarmente, in particolare quello delle zampe e delle orecchie. I nodi non sono da tagliare: possono essere districati dopo aver applicato per qualche minuto un po’ di balsamo specifico per cani.

Un Cavalier King adulto necessita di una quantità giornaliera di cibo secco di alta qualità moderata: non più di una tazza di cibo secco di alta qualità al giorno, divisa in due pasti. Chiaramente la quantità di cibo varia a seconda di età, dimensione e abitudini del cane. Un Cavalier King molto attivo e con un padrone che lo fa giocare spesso avrà bisogno di quantità differenti rispetto ad uno poco attivo.

 

La nascita dei Pulcini nel Pollaio da Giardino

Dopo il periodo della cova che dura 21 giorni, in cui la gallina dopo aver deposto l’uovo lo cova ininterrottamente e con dedizione, nascono i pulcini: durante tutto questo periodo la chioccia diventa molto aggressiva e protettiva verso i suoi piccoli.

Al ventunesimo giorno il pulcino esce e questo momento richiede molta fatica.
Bisogna stare attenti dopo le 24h di permanenza del pulcino all’interno dell’uovo perché, in questo caso, vuol dire che ci sono problemi nella schiusa.
In genere la chioccia sa già tutto, ma con una gallina alle prime armi è consigliato di aiutarla.

Per la struttura del nido, non ci sono delle regole ben precise in merito e si potrà optare per una sistemazione in base al materiale disponibile.

E’ importante sapere che le galline hanno bisogno di sentirsi protette e tranquille tra il periodo della cova e dell’allevamento dei pulcini e sono quindi da preferire cassette con i bordi alti e protetti da almeno 3 lati.
Vanno bene sia le cassette di plastica che di legno, meglio se con l’aggiunta di truciolo o paglia.
Fondamentale tenere la chioccia con i suoi pulcini separati dal resto del pollaio, questo perché a volte succede che le altre galline presenti nel pollaio attacchino i nuovi nati fino ferirli.

Il pulcino appena uscito dall’uovo ha ancora nel suo corpo i nutrimenti del tuorlo d’uovo e non è un problema se non mangia per i primi 2/3 giorni. In questo momento l’alimentazione del piccolo non è un problema, mentre invece è importante che sia la chioccia a mangiare e bere regolarmente.
Passate le prime 48 ore di vita, il pulcino è pronto per cominciare a nutrirsi autonomamente e dunque, nel caso sia nato all’interno dell’incubatrice, va tolto da questa e messo all’interno di una gabbia o scatola più grande ed è preferibile usare ciotole d’acqua anti annegamento per evitare che il pulcino ci finisca dentro e non riesca più ad uscire.
La scatola dovrà essere posta al riparo dal freddo e dall’eventuale pericolosissimo attacco dei topi. Se pensate che la temperatura esterna non sia abbastanza calda va collocata all’interno della pulcinaia anche una lampada scaldante, che provvederete a collocare inizialmente a circa 40 centimetri dal piano di calpestio dei pulcini, e man mano a spostarla sempre più in alto.

Se i pulcini invece sono venuti alla luce all’interno di una incubatrice, per le prime 48 ore di vita non devono essere tolti della macchina, e questa non deve essere aperta e nessun pulcino deve essere preso in mano.
Durante queste prime ore di vita i pulcini devono essere lasciati nel loro ambiente dentro all’incubatrice aumentando un pochino l’areazione e diminuendo appena la temperatura, per asciugare bene il piumino, riprendersi dal grande sforzo della nascita e assestare il proprio metabolismo.

Esistono anche dei kit per lo svezzamento dei pulcini già pronti, per allestire la “cameretta dei piccoli” e prendervi cura di loro più facilmente, con tutto il necessario per allevarli e farli crescere al meglio durante il primo mese di vita: troverete tutto nel nostro negozio Il Verde Mondo.

 

Bagno di Sabbia: ecco perchè le Nostre Galline amano questo momento!

Il “bagno di sabbia” è un attività naturale delle galline. Si butteranno autonomamente addosso la terra per liberarsi di pidocchi, pollini ed altri parassiti.

I polli che vivono all’aperto hanno tanta terra a disposizione e scelgono quindi da soli il posto dove preferiscono fare questa attività di pulizia.
L’ideale sarebbe installare una tettoia al di sopra del bagno secco o situarlo in una zona riparata per evitare che la sabbia si possa bagnare.

I materiali da utilizzare sono terra, sabbia o la cenere del camino.

Le galline amano rotolarsi nella terra! Prendersi cura di loro vuol dire anche che produrranno uova di buona qualità!

Con “Bagno di sabbia” si indica una particolare attività svolta dalle galline che consiste nel sdraiarsi al suolo e rotolarsi in sabbia, terra, polvere o cenere facendo entrare i granelli tra il piumaggio o il pelo.
Il bagno di sabbia eseguito dai polli è strutturato in diverse fasi che si possono riassumere ed elencare nei seguenti punti:

1)     Ricerca del posto idoneo:
Come primo passo le galline devono trovare un posto adatto alle loro esigenze, tranquillo e con un suolo smosso o facilmente lavorabile.
Individuato il luogo ideale si mettono a raschiare l’area facendo pulizia da sassi ed altri elementi di fastidio;

2)     Le galline come i galli arruffano il piumaggio per prepararlo all’immersione nella polvere. A quel punto si siedono o si sdraiano su di un lato cominciando a sfregarsi sul terreno e aiutandosi con testa, zampe ed ali. Anche il capo viene strofinato nella sabbia per fare in modo che il corpo completo possa beneficiare del trattamento.
Una volta completato il primo lato, la gallina si gira sull’altro e ripete la procedura nuovamente.
Strofinare il piumaggio nel materiale polveroso permette alla terra di penetrare nel folto delle penne e delle piume per andare a rimuovere acari e parassiti, i depositi di cellule morte, piume cadute o cambiate, accumuli oleosi sulla pelle;

3)     L’ultimo step del trattamento prevede il rimettersi in piedi e lo scuotere via di dosso l’eccesso di terra.

In media una gallina fa un bagno di sabbia una volta ogni 2 giorni.
Sembra che le galline preferiscano farlo nell’orario pomeridiano quando la terra esposta al sole si è riscaldata.
Se una gallina è libera di farsi il bagno in tranquillità senza essere disturbata dedica tra i 20 e i 30 minuti per questa attività. Bagni di durata inferiore sono determinati da eventuali elementi di disturbo che la possono far desistere da questo momento di igiene personale e relax molto apprezzato.
Se nel pollaio non è prevista un’area dedicata, il primo requisito è quello di trovare uno spazio sufficientemente ampio per consentire a tutti i componenti del pollaio di entrarci.
E’ sufficiente un pezzo di terreno smosso ma è possibile costruirne uno fatto su misura come vedremo di seguito.
Il principale beneficio di un bagno di terra o di sabbia è il mantenimento della salute del piumaggio e della pelle: questo aspetto è così essenziale per la vita delle galline che i polli spinti dall’istinto tentano di farsi un bagno in qualsiasi posto anche in assenza di un luogo perfetto.

Tra i nemici delle galline troviamo il Pidocchio pollino, l’Acaro rosso e altri parassiti che mettono in pericolo la loro salute. Queste dannose bestioline sono particolarmente attratte da un piumaggio non adeguatamente pulito in quanto l’accumulo di lipidi diventa per loro un cibo allettante.
Il bagno di sabbia diventa così un valido sistema per la rimozione dei parassiti esistenti nel piumaggio.

 

Miniature Horses

I miniature horses sono dei mini cavalli regolamentati da rigidi standard di razza.
Da prima selezionati in Europa nel ‘700, i miniature horses non sono pony, ma mini cavalli. Dal 1900 in poi furono esportati negli Stati Uniti dove grazie alla loro minuscola taglia vennero impiegati per lavorare nei tunnel delle miniere di carbone.

Se dovessimo definire un miniature horse potremmo immaginarlo come un equino in miniatura che però mantiene e conserva la proporzione e l‘eleganza tipica di un cavallo.
L’unico tratto distintivo per riconoscere un mini cavallo è infatti proprio la stazza. Un esemplare riconosciuto deve misurare infatti tra gli 86 e i 97 cm.
Sono meno tozzi dei pony e non possiedono gambe corte e testa grande: mostrano tutte quelle caratteristiche morfologiche che sono in grado di conferire ad un equino come grande agilità e plasticità; le spalle si presentano lunghe e angolate mentre il collo, rimane estremamente allungato e flessibile. 
Le gambe sono lunghe e muscolose, mentre le orecchie tipicamente a punta possiedono una dimensione media e rimangono sempre in una posizione d’allerta.

Riconosciuti per la loro docilità e per il loro carattere socievole possono essere cresciuti e addestrati come animali da compagnia. Se la domesticazione è possibile, occorre però considerare che un mini cavallo conserverà sempre un comportamento da equino, nonché le esigenze nutritive, di spazio, cura e mantenimento tipiche di questo quadrupede.

Tra gli usi più praticati del miniature horse c’è quello dell’animale da servizio. Grazie alla loro taglia poco imponente e il loro carattere docile possono essere addestrati individualmente ad assistere persone disabili, anziane o non vedenti. 

Chiaramente possono essere impiegati per l’ordinaria cavalcatura o per show equini di agility o bellezza. 

Una delle patologie più diffuse in questa specie è l‘obesità dovuta ad una sovralimentazione.
 
Un’altro punto sensibile dei mini horses sono i denti in quanto la specie conserva lo stesso esatto numero di denti dei fratelli equini ma all’interno di una bocca e cavità orale molto più piccola.
Anche gli arti possono essere interessati da deformità e condurre alla compromissione di un’andatura sana nell’animale.

La tenerezza dei cavalli in miniatura ha conquistato il mondo e sono oggi diffusi in quasi tutta l’Italia.

I Benefici del Miele

Tutti noi conosciamo e apprezziamo il miele come prodotto da usare al posto dello zucchero per dolcificare cibi e bevande.
Ma quali sono le proprietà che rendono questo alimento così speciale e non solo un valido sostituto dello zucchero?

Il miele è un prodotto naturale elaborato dalle api a partire dal nettare dei fiori, il quale viene raccolto e successivamente trasformato. Ad oggi, vengono riconosciuti circa 300 tipi differenti di miele, la cui varietà dipende dal nettare dei diversi fiori bottinati dalle api.
È costituito principalmente da carboidrati, ma presenta altri composti come proteine, vitamine, aminoacidi, minerali e acidi organici.
Il miele grezzo puro, inoltre, contiene anche polifenoli, flavonoidi, alcaloidi, glicosidi e composti volatili: insomma, è un super alimento le cui componenti sono state indicate da vari studi per avere effetti antiossidanti, antimicrobici, antinfiammatori, antiproliferativi ed antitumorali.

Le proprietà medicinali del miele sono conosciute fin dall’antichità. L’utilizzo dei prodotti delle api per curare le malattie viene attestato già da pitture rupestri risalenti a 8000 anni fa. Numerosi documenti come le iscrizioni sumeriche, i papiri egizi, le scritture indù, il Corano, la Bibbia, gli scritti di Ippocrate e di Aristotele illustrano come il miele sia sempre stato usato dall’uomo come farmaco.
Attualmente, sono molti i riferimenti alle proprietà benefiche del miele per la nostra salute e molti sono gli studi ad esse dedicate. Ovviamente, per poter godere di tutti i vantaggi che ci fornisce il miele bisogna preferire quello grezzo, ovvero non sottoposto a lavorazioni industriali. Esse, infatti, lo privano di molte delle sue utili sostanze nutritive, impoverendone la qualità e riducendo la sua efficacia.
Il miele naturale è molto ricco di antiossidanti. Questi svolgono un’azione molto importante, intercettando i radicali liberi prima che possano generare danni e causare malattie. Inoltre, sono efficaci nel rallentare il processo di invecchiamento che coinvolge il nostro organismo. Le proprietà antiossidanti del miele sono legate al suo colore: più un miele è scuro, più il suo valore antiossidante è significativo.

Molti studi hanno dimostrato che il miele, grazie alle sue proprietà intrinseche e alla presenza di perossido di idrogeno, contrasta la proliferazione batterica. È stato riportato che esso esercita un effetto inibitore su circa 60 specie di batteri, compresi quelli aerobici e anaerobici, gram-positivi e gram-negativi.

Grazie alla presenza di composti fenolici e flavonoidi, il miele ha anche proprietà antinfiammatorie che favoriscono la guarigione dei tessuti danneggiati. Inoltre, esso induce una risposta stimolante del sistema immunitario. In particolar modo, è stato osservato che uno zucchero presente nel miele, il nigeroligosaccaride, ha effetti positivi sul potenziamento delle nostre difese immunitarie.

Il miele è un mix naturale di zuccheri, principalmente fruttosio e glucosio, e di altre importanti sostanze, quali proteine, minerali e vitamine. Questo lo rende un dolcificante più sano dello zucchero normale. Alcuni studi hanno dimostrato che è una consistente fonte di carboidrati, utile per gli atleti prima, durante e dopo allenamenti per aumentare la resistenza. Il veloce assorbimento del miele permette agli zuccheri di essere utilizzati immediatamente per fornire energie e supportare i diversi bisogni energetici. Esso ha anche un effetto energetico maggiore rispetto al normale zucchero e questa peculiarità è legata alla sua caratteristica composizione.

Gatto Siberiano

Il gatto siberiano è una razza di gatto che risultata dalla selezione naturale fra il gatto selvatico dei boschi ed il gatto domestico portato nella Russia Siberiana da alcuni coloni nel loro peregrinare, avvenuta intorno all’anno 1050.
Gli esemplari di questa razza sono caratterizzati dal pelo semi-lungo e da dimensioni massicce, ma compatte.
Una particolarità di questa razza consiste nella sua totale o quasi incapacità di produzione della proteina Fel D1. Questa proteina, prodotta dalle ghiandole sebacee e presente in concentrazioni molto elevate nella saliva dei gatti, è la principale responsabile delle reazioni allergiche degli esseri umani: non è il pelo, come spesso erroneamente si crede, a scatenare le reazioni allergiche, ma principalmente questa proteina che il gatto deposita sul proprio mantello durante le consuete operazioni di pulizia dello stesso pelo.

Ricercatori russi e tedeschi pensano che il gatto siberiano sia stato uno dei primi gatti a pelo lungo, e che sia il progenitore di razze oggi selezionate.
Il primo standard del gatto siberiano fu stilato nel 1991 e nel 1992 viene riconosciuta per la prima volta come razza dalla federazione internazionale WCF (Word Cat Federation).

Il siberiano è un gatto forte, estremamente agile: il gatto maschio ha una muscolatura vigorosa, è pronto e potente, grande cacciatore, amante dell’acqua e della vita all’aria aperta; la gatta femmina è normalmente più leggera, più casalinga ma entrambi sono amanti del gioco e dei giocattoli.

La sua espressione facciale è dolce, il portamento fiero; ha un carattere affettuoso, sempre molto presente, sceglie lui il “Padrone”, al quale legarsi, abitualmente una persona della famiglia in cui vive ed alla quale riserva una cura speciale. Soffre la solitudine e per questo apprezza sempre la compagnia di una persona.

È un gatto di taglia grande e robusta, ha il dorso lungo con schiena arcuata, che appare orizzontale quando si muove.
Il torace è arrotondato, con fasci di muscoli vigorosi convessi sulla vita che si sviluppano con l’età. Il ventre è rotondo e compatto. Le zampe sono rotonde, massicce e molto potenti, le posteriori quando sono tenute stese, sono leggermente più lunghe delle anteriori. I piedi sono grandi e rotondi, con abbondanti ciuffi di pelo tra le dita per non sprofondare nella neve.
Il muso è moderatamente lungo e dai contorni tondeggianti. La testa è ben proporzionata rispetto al corpo, un po’ arrotondata, larga e piatta nella parte alta. La fronte è leggermente curvata.
Il mento ben sviluppato non deve essere sporgente. Il collo è massiccio e ben muscoloso.
Gli occhi sono grandi, leggermente ovali e arrotondati sul lato inferiore, situati leggermente in obliquo e ben piazzati lontani uno dall’altro, di colore dal verde all’ambra dorata, assumono tonalità diverse, ma devono in ogni caso essere uguali tra loro. Le orecchie sono di media grandezza e ben distanziate, larghe alla base con punte arrotondate, presentano peli corti sul retro e lunghi all’interno. Il naso, largo fra gli occhi che si restringe verso la sua estremità, mostra una leggera curvatura.
I peli sono relativamente lunghi in tutte le stagioni. Il mantello è lungo o semi-lungo, abbondante, fitto e impermeabile, con folto sottopelo idrorepellente; sulle spalle e sulla parte bassa del torace è spesso meno lungo. La criniera è abbondante intorno alla testa. Il sottopelo nei gatti adulti col freddo è più folto, mentre si dirada nelle stagioni calde; lungo sotto il ventre, nel collare, sul petto e sulla coda.

Il gatto Siberiano impiega circa cinque anni per raggiungere il suo completo sviluppo muscolare. Si consiglia, infatti, di non portarlo in mostra prima che l’esemplare abbia raggiunto tale età; tuttavia è opportuno portarlo di tanto in tanto alle esposizioni per abituarlo.

 

I Labrador

Si pensa che questo cane abbia avuto origine sulla costa di Terranova, dove i pescatori utilizzavano cani simili per recuperare le reti e i pesci persi nel freddo mare del nord.
Il Labrador infatti è un eccellente cane d’acqua con un mantello composto da un fitto sottopelo unito a una coda corta e tozza che gli permette di essere un abile nuotatore e di resistere alle temperature più rigide.
Non è una razza molto antica: il suo club di razza è stato costituito nel 1916 mentre per il colore giallo si deve ringraziare il “Yellow Labrador Club” fondato nel 1925.

Il Labrador è sicuramente un cane molto docile e socievole, adatto per la convivenza con bambini, dotato di un’intelligenza straordinaria che lo rende al tempo stesso premuroso con i bambini e più irruento e giocoso con gli adulti.
Il suo vero desiderio è quello di fare qualcosa per il suo padrone e di meritarsi così un premio o una carezza. Non è un cane aggressivo, ed è un pessimo cane da guardia, si limiterà infatti solo ad abbaiare in caso di estranei!

Per questa razza l’addestramento è estremamente semplice, occorre semplicemente essere decisi, dare messaggi unidirezionali, e soprattutto non essere con lui troppo duri o ricorrere ad azioni violente che potrebbero danneggiare il suo carattere per sempre.

Sono cani di taglia media muscolosi. I maschi hanno un’altezza di 57/60 cm e un peso compreso tra i 31 e i 42 kg mentre le femmine sono di norma di pochi centimetri più basse e pesano dai 25 ai 34 kg. Le principali caratteristiche di questa razza sono la testa larga, solida e appuntita, con tartufo ampio e dentatura a forbice; gli occhi marroni o nocciola; le orecchie sono triangolari, con attaccatura un po’ arretrata, il collo vigoroso, di media lunghezza; coda di media lunghezza, grossa alla base e sottile verso la punta
Il pelo è duro, liscio, lanoso, con sottopelo impermeabile, di colore nero, giallo o marrone, sempre unicolore. Cuccioli di diversi colori possono far parte della stessa cucciolata: la tinta del pelo dipende da tre fattori genetici, i quali possono anche combinarsi e dar vita a varie sfumature.

La dentatura del labrador ha una chiusura regolare con entrambe le mascelle della stessa lunghezza.

I colori più diffusi sono il giallo/crema, il marrone e il nero. Esiste anche il color rosso volpe molto bello e poco conosciuto in Italia, che in realtà è sempre un giallo ma con la colorazione più antica come era all’inizio.
Nel colore nero e marrone solitamente è presente una piccola macchia chiara nella parte anteriore del petto.

Il padrone di un labrador deve essere una persona che ha molto tempo da dedicargli in quanto questa razza ha un bisogno vitale di compagnia.
Chi desidera averlo come compagno di vita deve avere tempo per educarlo e dargli quello che lui vuole da noi: non solo dei grandi spazi… ma il nostro tempo!

 

Le Chiocce

Per definizione, la chioccia è una gallina che cova le uova e alleva i pulcini.
Fare la chioccia è per una gallina è un lavoro molto impegnativo, lungo in totale anche 3/4 mesi.
Supponendo che il gallo presente nel pollaio sia un esemplare adulto, sano e in forze, e che l’accoppiamento sia andato a buon fine, una gallina può deporre uova fecondate già dopo appena 24 ore e anche addirittura fino a un mese di distanza dall’ultimo rapporto.

Per una gallina, essere chioccia significa covare le uova in attesa della loro schiusa e quindi diventare “mamma” e allevare i pulcini.
In realtà non tutte le galline sono predisposte a diventare chiocce, per vari motivi (razza, età, salute, ambiente, ecc.), ma c’è una regola generale che dice che figlie di buone chiocce dovrebbero essere a loro volta buone chiocce.
Se una gallina non è predisposta alla cova non deve essere forzata: così come esistono tecniche per indurre forzatamente la 
muta, ne esistono anche per cercare di forzare una gallina a diventare chioccia.

Uno dei fattori principali che influenza la naturale predisposizione di una gallina a diventare chioccia è la razza di appartenenza.
Ci sono razze avicole come ad esempio la Cocincina, la Brahma, la Moroseta, la Plymouth Rock, la Mugellese, la Phoenix, la Francesina e in generale tutte le galline nane, in cui l’istinto alla cova è veramente notevole, mentre nella Livorno, nell’
Ancona, nella Padovana, nella Polverara, e in generale nelle ibride ovaiole che si acquistano al consorzio, tale attitudine è veramente fievolissima, se non del tutto assente.
In generale anche le razze rustiche nane non selezionate per la produzione di uova, hanno una buona predisposizione alla cova.

Le galline cominciano a deporre uova attorno al 6° mese di età e possono sentire il “richiamo della cova” già dopo aver deposto una decina di uova circa.
Non è difficile riconoscere una gallina che si è fatta chioccia ed ha cominciato la cova in quanto, a differenza del suo comportamento abituale, non si alza mai dal nido.

Al contrario, una chioccia che non sta covando bene la si può riconoscere dal fatto che non copre bene tutte le uova, che alcune le lascia raffreddare, che si alza spesso e che se ci avviciniamo abbandona il nido.

Inoltre può capitare che la chioccia, stando così ferma nel nido e non effettuando gli usuali bagni di sabbia e cenere, sia assalita dai parassiti cutanei, al punto tale da desistere dalla cova o, addirittura, da portarla a termine a costo della propria vita.
Come risaputo, la cova delle uova è un periodo molto stressante per la gallina e quelle con più “esperienza” sanno gestirsi meglio infatti si alzano da sole per mangiare e defecare e girano le uova con le zampe mentre ci sono accovacciate sopra. Tutte azioni fondamentali per ottenere un’alta percentuale di schiusa e una bella nidiata di pulcini, e che le galline che sono chiocce per la prima volta molto spesso non sanno eseguire correttamente.

Dunque, durante il delicato periodo della cova, è bene che intervenga anche l’allevatore a dare il proprio aiuto, ad esempio spostando la chioccia in una gabbia protetta con apposito nido, o comunque in un luogo appartato solo per lei, in quanto le altre galline del pollaio, nella stragrande maggioranza dei casi, vogliono andare a deporre nel suo nido, dunque disturbandola, facendola alzare, e mettendo a serio rischio di raffreddamento e rottura la sue uova.
La chioccia va spostata di notte: prima vanno spostate delicatamente le uova che riusciamo a prenderle dal di sotto e messe all’interno del nuovo nido; poi andrà presa la “mamma” e poggiata con cura sopra le uova spostate, e infine dovremo riuscire a metterle sotto anche le ultime uova, prima irraggiungibili in quanto troppo nascoste dal suo corpo.