Il Coniglio Nano

Il coniglio nano è il terzo animale domestico più presente nelle nostre case dopo cane e gatto. La sua socievolezza e la grande simpatia lo rendono un perfetto animale da compagnia!
Il coniglio nano appartiene all’ordine dei Logomorfi. La durata della sua vita è attorno ai 4-7 anni. La sua forma è raccolta e arrotondata e il pelo presenta varie colorazioni e lunghezze a seconda della razza. Tra le razze più importanti troviamo la “testa di leone” caratterizzata da pelo lungo attorno al collo e sulla parte ventrale del corpo e “l’ariete” con le sue tipiche lunghe orecchie pendenti. Gli occhi sono vispi e tondi, normalmente rossi se la pelliccia è bianca.

Attorno ai 5 mese il coniglio nano si può ritenere sessualmente attivo e da quel momento si può accoppiare per tutto l’anno.

I coniglietti sono morbidi, soffici, docili e davvero adorabili, sono piccoli e richiedono poco spazio, non sono rumorosi e possono tranquillamente riposare in una comoda gabbietta durante la notte.
I conigli, inoltre, con un po’ di pazienza e tanta buona volontà possono essere addestrati come i gatti a sporcare e fare i bisognini in una lettiera. Sono animali molto intelligenti e capiscono velocemente ciò che devono fare e ciò che invece è vietato. I coniglietti sono estremamente docili, adorano le coccole e le carezze da parte della famiglia. Sono curiosi e appena prendono confidenza con la nuova casa, si adattano molto facilmente alle persone con cui vivono e al nuovo ambiente.
La gabbia è indispensabile quando si ha un coniglietto, nonostante il nostro amico peloso debba vivere il più possibile libero. L’uso della gabbia è consigliabile in quanto dovrà essere il suo ambiente sicuro durante le ore in cui noi siamo assenti, oppure di notte. La gabbia deve essere spaziosa e accogliente, con il fondo possibilmente in plastica, facilmente lavabile e disinfettabile.
Il beverino, in plastica con il beccuccio di acciaio è pratico e igienico. La sfera presente nel beccuccio permette l’uscita dell’acqua solo a contatto con la lingua dell’animale.
La casetta rifugio è un elemento indispensabile nella gabbia di un coniglio. L’animale la userà sia per salirci sopra, sia come rifugio e nascondiglio quando sarà necessario.
La ciotola andrà posta all’interno della gabbia del coniglietto e servirà per dare il cibo quotidianamente.
La lettiera per il fondo della gabbia, è consigliabile cambiarla da una a due volte la settimana. Ne esistono di vari tipi, in scaglie, in pellet, tutolo di mais oppure naturale in erba compressa.

Sono animali curiosi, simpatici ma anche molto timidi. Si possono tenere più femmine, due maschi è molto difficile a causa dei conflitti che si possono verificare, un maschio ed una femmina possono stare ma bisogna tenere conto dei possibili accoppiamenti. Avendo gli incisivi a crescita continua, il coniglio nano ha bisogno di mantenerli regolati rosicchiando qua e là. Attenzione quindi a cavi elettrici, mobili, piante. Se tamburella con le zampe posteriori è una sorta di segnale d’allarme di solito seguito da una fuga. Le orecchie appiattite all’indietro sono segno di paura o di una possibile aggressione mentre le leccatine sono una manifestazione d’affetto.

Per quanto riguarda l’alimentazione il coniglio nano è prevalentemente erbivoro. Esistono in commercio delle apposite confezioni di fieno a cui si può aggiungere un cucchiaio al giorno di sementi miste. In ogni caso si può completare la dieta aggiungendo ogni tanto della frutta e della verdura (mela, lattuga, pera, carota, trifoglio, ecc). L’importante è che quest’ultime non vengano somministrate in abbondanza, fredde o bagnate. Vanno evitati dolci, caramelle, biscotti che sono dannosi per l’animaletto. In commercio si trovano anche dei cubetti di sali minerali che si possono inserire nella gabbia. Una volta alla settimana è bene sciogliere nell’acqua un polivitaminico. Il coniglio nano tende facilmente ad ingrassare quindi l’unica cosa in cui si può eccedere è il fieno. Sarà possibile ogni tanto notare il nostro coniglietto mangiare le proprie feci. Questo è un meccanismo necessario per la sua sopravvivenza visto che queste sono ricche di batteri intestinali in grado di permettere la digestione della cellulosa.

 

Il Rottweiler

Con tutta probabilità i progenitori di questa razza canina furono i molossi o mastini degli antichi Romani, cani aggressivi da guardia e da combattimento, che si diffusero in tutta l’Europa al seguito delle legioni romane durante le campagne di conquista e che, grazie agli incroci con cani locali, hanno dato origine a moltissime razze.
La razza, come è conosciuta oggi, è stata selezionata nel XIX secolo nella città tedesca di Rottweil, a partire da cani di tipo Bullenbeisser, utilizzati per compiti di custodia e conduzione delle mandrie e guardia ai magazzini delle carni macellate.
In Europa la razza divenne popolare nei primi anni del XX secolo per merito di appassionati allevatori di Stoccarda, mentre negli Stati Uniti rischiò l’estinzione poco dopo l’introduzione.
Quando i romani valicarono le Alpi attraverso il San Gottardo, alcuni coloni si stanziarono poco più a nord in una fertile campagna e fondarono un villaggio che prese il nome di Rottweil.
In questa località i loro cani si incrociarono con i locali cani da pastore dando vita a cani di taglia media con un carattere meno aggressivo, tenace ed affettuoso.

I rottweiler sono di colore nero focato con pelo corto e duro. Il peso varia da circa 50 kg del maschio a circa 42 kg della femmina.
Questo cane viene descritto come equilibrato, protettivo e determinato, addestrabile, coraggioso, indipendente e fedele al padrone al quale ricambia gli affetti e le cure che gli vengono offerte.
In ogni caso, l’istinto alla difesa del territorio è, in questo cane, molto forte, e la sua reazione contro quelle che esso percepisce come minacce territoriali può essere fatale.
Questa razza era tra quelle elencate nella Lista delle razze canine pericolose, attualmente non più in vigore dopo l’ordinanza Martini del 2009 dove non si fa più riferimento all’aggressività del cane in base alla razza d’appartenenza.

Il Rottweiler è un cane principalmente da guardia e difesa personale ed in quanto tale, è indispensabile che stia vicino al padrone che lo deve educare facendolo socializzare, già da cucciolo, con altri cani, persone, anziani, bambini ed altri animali: più esperienze varie e positive avrà vissuto da giovane e più sarà equilibrato da adulto.

Anche se perfettamente in grado di svolgere attività da guardia, si consiglia di non abbandonarlo a se stesso relegandolo in un giardino, recinto o appartamento per troppe ore della giornata ed evitare di tenerlo legato alla catena. Lasciato crescere in balia di sé stesso, il cane rischierebbe di diventare eccessivamente aggressivo e incontrollabile anche con le persone che non minacciano la sua proprietà.

Dato il carattere, è consigliabile impostare il rapporto con garbo, coerenza e disciplina; determinazione, ma senza violenza o soprusi, soprattutto in fase di addestramento. Avendo ben presente cosa si vuole ottenere da un addestramento, senza improvvisare e utilizzando istruttori o scuole cinofile di provata esperienza.

Sebbene sia un cane che può tollerare il freddo e in inverno dormire all’aperto in una cuccia coibentata, ha comunque necessità di uno stretto rapporto con il padrone infatti si adatta facilmente anche alla vita in casa.

L’alimentazione di questi cani deve essere ben curata e ben gestita dal padrone.
Il cucciolo dallo svezzamento sino ad un anno d’età ha bisogno di tre pasti al giorno. I tre pasti servono per non far appesantire l’animale e far gravare sulle ossa il peso del cibo sullo stomaco, poiché la digestione del cane avviene in 6-8 ore.
In età adulta il pasto viene consumato due volte al giorno. Alcuni consigliano di suddividere in due pasti la dose giornaliera per tutta la vita del cane e modificandone quantità ed apporto energetico in funzione dell’attività svolta e/o l’età.

La razza così come tutte le razze molossidi possono essere soggette alla torsione di stomaco, una patologia grave che può portare alla morte l’animale se non si interviene rapidamente. E’ quindi raccomandabile non far giocare o far svolgere un’attività fisica pesante al cane dopo che ha mangiato.

 

 

Anelli per Galline

Con il termine “INANELLAMENTO” si intende l’operazione di porre al tarso dei nostri esemplari un anello di riconoscimento inamovibile.
Questa operazione serve principalmente per poter identificare il soggetto in quanto per verrà assegnato un numero di identificazione individuale.
L’anello viene fornito dalla Federazione che tramite le varie Associazioni li distribuisce ai Soci.
In ogni anello, di colore diverso ogni anno, è indicato il diametro, l’anno di nascita, il simbolo della nazione e il numero progressivo dell’anello che identificherà il soggetto. Tramite questi dati è sempre possibile risalire all’allevatore che ha inanellato il volatile.
La presenza dell’anello ufficiale del giusto diametro è un requisito indispensabile per poter presentare un avicolo ad una mostra.
I diametri riconosciuti in Italia sono i seguenti: mm. 27, mm.,24, mm. 22, mm. 20, mm. 18, mm. 16, mm. 15, mm. 13, mm. 11, mm. 9.
In genere per oche, anatre, tacchini e faraone il diametro dell’anello per le singole razze è uguale sia per il maschio che per la femmina; nei polli invece in genere il gallo richiede un diametro superiore rispetto alla gallina.
L’anello viene inserito al tarso dell’animale ad un’età variabile fra i 2 e i 3 mesi. Se si inanellano troppo presto l’anello verrà perso in breve tempo, se si aspetta troppo tempo, l’anello non entrerà più.
C’è da considerare che mentre per alcune razze il riconoscimento del sesso è facilissimo fin dalla tenera età, per altre, può risultare difficile individuare a 2 mesi i maschi dalle femmine. In questo caso non rimane che il doppio inanellamento: si inserisce sia l’anello da femmina che quello da maschio e quando sarà possibile riconoscere in modo definitivo il sesso del soggetto si taglierà l’anello di troppo.
L’anello può essere inserito indifferentemente nella zampa destra o sinistra; sarebbe buona norma, anche se non specificatamente richiesto, inserire l’anello con i numeri all’insù, cioè capovolto, perché quando l’allevatore o il giudice prende in mano il soggetto e controlla l’anello, lo guarda dall’alto in basso e quindi è più facile la lettura dei numeri.
Un tempo veniva richiesto che l’anello nei galli fosse posizionato al di sopra dello sperone pena la squalifica del soggetto, oggi questa regola che obbligava l’allevatore ad un grosso lavoro man mano che lo sperone cresceva, non esiste più e quindi è tutto più semplice.
L’anello varia di colore ogni anno e quindi anche senza prendere in mano l’animale è possibile individuarne l’anno di nascita. Il colore dell’anello viene stabilito in ambito Europeo ed è uguale per tutti i paesi.
L’anello non è naturalmente una garanzia di purezza e qualità del soggetto ma è essenziale per riconoscere l’avicolo.
Anche nel campo ornitologico si usa questo tipo di riconoscimento per canarini, pappagalli ecc. Nel loro caso però l’operazione è un po’ più semplice in quanto questi uccelli si inanellano tutti intorno ai 7 giorni di vita e maschi e femmine, nell’ambito della stessa razza, hanno lo stesso diametro di anello.
L’anello è importante per partecipare alle mostre ma soprattutto per l’allevatore che vuole operare una attenta e scrupolosa selezione.
Quando si portano i nostri futuri campioni alle esposizioni è importantissimo l’annotazione dell’anello sulla “scheda ingabbio”, cosi si facilita il lavoro del Comitato Organizzatore; importante è il numero di anello quando si mandano i nostri animali all’ingabbio tramite convogliatori che non conoscono i singoli soggetti e quindi solo tramite il numero di anello possono sapere in che categoria ingabbiarli, quali sono in vendita e quali no, limitando al massimo eventuali errori.
In esposizione è permesso solamente l’anello ufficiale FIAV e, nelle mostre dove è previsto l’ingabbio anche a soggetti stranieri, l’anello ufficiale delle federazioni.
Ogni razza ha il proprio anello ufficiale determinato nello Standard Italiano. Anelli diversi da quelli ufficiali determinano la non valutazione del soggetto, comportano una squalifica e provvedimenti disciplinari da parte della Federazione.
Gli anelli per avicoli de Il Verde Mondo, servono per anellare gli animali di quegli avicoltori che non vogliono partecipare a campionati o gare, ma desiderano comunque intraprendere un percorso di selezione, oppure dividere i propri animali per sesso, incubata, linea di sangue o razza.
Questi anelli per avicoli possono essere aperti e chiusi facilmente attraverso una zip e possono essere quindi riutilizzati. Nei nostri anelli avrete la possibilità di scrivere le informazioni che vi interessano con un semplice pennarello indelebile, come data di nascita, sesso o linea di sangue, non essendo pre-numerati.

Raffreddore nei Pulcini

È molto importante sapere cosa fare nel caso in cui i nostri pulcini abbiano il raffreddore. Nonostante per noi umani sia una patologia non grave, pei i piccoli appena nati, il raffreddore, se trascurato, può diventare cronico e causare la morte prematura.
I rimedi utilizzati per i polli sono validi anche per i pulcini, bisogna però adeguare le dosi di conseguenza.
Insieme ai farmaci che può prescrivere un veterinario nel caso di forme più gravi, si può ricorrere ad alcuni rimedi naturali, come la somministrazione di aglio, aceto o vino diluiti nell’acqua, o ad elementi con proprietà balsamiche, come per esempio uno sciroppo di menta e malva che si può preparare facilmente in casa.
Questi rimedi, insieme a qualche integratore vitaminico, possono essere efficaci in caso di forme lievi. È bene ricordare però che le proprietà antielmintiche di aglio, cipolla, semi di zucca ed altri rimedi naturali non sono tali da garantire una copertura totale agli animali ma sono un buon coadiuvante.
Nel caso in cui il raffreddore sia permanente, si può somministrare un prodotto specifico come Tetra Spir (in vendita nel sito IlVerdeMondo), una polvere solubile da sciogliere in acqua (circa 1 cucchiaino da caffè per 1 litro d’acqua) da far bere ai pulcini per almeno 5 giorni consecutivi. È importante che il trattamento venga portato a termine, anche nel caso in cui si manifestino segni di miglioramento dopo 2-3 giorni.
I suoi principi attivi, la tetraciclina 20% e la spiramicina 10%, rendono questo prodotto un antibiotico ad ampio spettro d’azione, efficace contro malattie intestinali e respiratorie, ma che deve essere assunto per tutta la durata necessaria affinché l’infezione sia sconfitta.
Il primo intervento da fare, è sempre quello di cercare di isolare i pulcini infetti da quelli sani, dal momento che il contagio si può diffondere attraverso la condivisione del cibo, dell’acqua e della lettiera. Occorre invece favorire l’aerazione e, se possibile, anche il soleggiamento del ricovero.
Per evitare che i nostri pulcini si ammalino possiamo utilizzare alcuni integratori come forma di prevenzione. Vediamone alcuni:

·        Trachispirina C è un coadiuvante alimentare naturale che, unito al mangime, fornisce un’integrazione complementare in grado di rafforzare l’equilibrio fisiologico, abbassando le probabilità che possa verificarsi la contrazione di infezioni batteriche polmonari;

·        ZooFood, un mangime complementare totalmente naturale, ottimo anche per il trattamento del raffreddore, da utilizzare almeno una settimana al mese ogni mese.

Se il pulcino starnutisce può essere un semplice raffreddore dovuto a sbalzi di temperatura, ma può anche essere sintomo di una malattia più grave. Per questo se sopraggiungono altri sintomi come dissenteria, inappetenza o perdite di sangue, bisogna subito rivolgersi ad un veterinario.
Un raffreddore può essere sintomo di una laringotracheite infettiva che, in forma grave e acuta, è caratterizzata da raffreddore, tumefazione della testa e difficoltà respiratorie.
Se notiamo anche il manifestarsi di rantolo, secrezioni nasali o tosse con emissione di sangue o muco, dobbiamo isolare immediatamente l’animale e chiamare il veterinario. L’eccessiva produzione di muco all’interno della trachea e nella regione della laringe può provocare la morte per soffocamento.

 

Gallina di Polverara

Le origini della gallina di Polverara derivano dall’est europeo infatti nel 1300, l’astronomo e filosofo Giovanni Dondi dell’Orologio ha portato dalla Polonia dei meravigliosi polli ciuffati. Questi, col tempo fuoriusciti dalla tenuta di Padova ed accoppiatisi con i polli allevati nei villaggi vicini, hanno dato origine a questa pregiata razza avicola.

E’ stata scoperta recentemente la prima raffigurazione conosciuta di una gallina ciuffata nel padovano: si tratta di un affresco risalente al 1397 e presente nell’oratorio di San Michele Arcangelo a Padova. Nei secoli successivi, i polli ciuffati vennero allevati soprattutto nella zona di Polverara, diventando famosi per la loro bellezza e grossezza da divenire oggetto di dono al sultano Maometto II, colui che prese Costantinopoli.
I polli di Polverara erano allevati all’aperto, dormivano sugli alberi la notte e si nutrivano nelle campagne, liberi.
La razza entrò in crisi verso l’inizio del Novecento ed un secondo tracollo, più grave, si ebbe negli ultimi 50 anni, con la perdita di molti allevamenti amatoriali e l’ibridazione con polli di tipo meramente commerciale. Pressoché estinta nel 2000, la gallina di Polverara si salvò grazie all’opera di Bruno Rossetto, che per cinquant’anni continuò ad allevare questi avicoli.

Oggi grazie all’opera pionieristica e all’interesse del Comune di Polverara la razza vanta alcune migliaia di esemplari, distribuiti in 5 grandi allevamenti e tra numerosi altri avicoltori amatoriali. La Polverara è anche una delle razze oggetto del progetto CO.VA., che si occupa di varietà avicole venete minacciate.

La gallina di Polverara ha una grande attitudine a produrre uova ed è provvista di una cresta ridotta che prende la forma di una coppia di cornetti disposti a “V” davanti al ciuffo. In alcuni esemplari un terzo cornetto più piccolo sovrasta le narici.

Presente oggi con due varietà di colore, la nera e la bianca, ufficialmente riconosciute dalla FIAV, in passato erano note altre colorazioni, come la camoscio o la dorata.
La carne è scura e dal sapore delicato. Il suo peso varia da 2,8/3 chilogrammi per i maschi ai 2 chilogrammi per le femmine.

La Gallina di Polverara, nota in passato anche col nome di Padovana, o semplicemente Polverara, è una delle più antiche razze avicole italiane.
La Gallina di Polverara è caratterizzata da un ciuffo di penne sul capo, simili al cimiero di un elmo antico, e da una piccola cresta a cornetti.
Sono animali intelligenti e nervosi, col carattere indipendente e un po’ selvaggio, tipico delle razze di tipologia mediterranea.
La Gallina di Polverara non è una razza particolarmente incline alla cova: spesso solo una gallina su dieci presenta questo istinto. Quelle che però si fanno chioccia risultano essere ottime madri e balie.

La Gallina di Polverara è una buona produttrice di uova dal guscio bianco, del peso di circa 40-45 gr. La media di deposizione nel primo anno è di 120/150 uova.

Le livree diffuse e riconosciute nella Gallina di Polverara sono la nera e la bianca. 
Normalmente la livrea bianca è dovuta al gene I del bianco dominante. Se si accoppiano tra loro soggetti bianchi e neri si ottengono tutti capi bianchi con poche macchie nere; se questi soggetti vengono accoppiati tra loro si ottengono ¼ di soggetti neri, ¼ di soggetti bianchi e ½ di soggetti bianchi con macchie nere.
La presenza di razze ciuffate in Europa è accertata da diversi ritrovamenti, tra cui alcuni archeologici particolarmente rilevanti, come alcune statue di galline ciuffate risalenti al I o II secolo d.C. o come il teschio di un gallo dotato di ernia cerebrale rinvenuto nel Gloucestershire e risalente al IV secolo d. C.

 

Come eliminare i Topi dal Pollaio

Ci sono molti rimedi popolari e tecniche per sbarazzarsi dei ratti nel pollaio.
Questi esseri, trovano nel pollaio il loro habitat perfetto, dotato di cibo fresco e di un’area calda adatta alle loro esigenze.
Dopo esserci accorti che il pollaio è infestato da topi, dobbiamo intervenire rapidamente, considerando che questi animaletti sono molto furbi, e dinanzi alle esche e ad altri strumenti che ci permetterebbero di allontanarli, si fanno sospettosi e diffidenti, riuscendo con molta facilità a raggirarli.

I ratti che occupano il pollaio sono infatti portatori di malattie e possono facilmente contaminare acqua e cibo con le loro feci e le loro urine. Inoltre, possono rompere le uova e possono uccidere i pulcini ma anche gli esemplari adulti.

Il motivo principale per cui i topi sono attratti dal pollaio è che sono desiderosi di nutrirsi dei residui di cibo che sono largamente presenti in questa struttura.
Di qui, il primo rimedio anti-topo è far sì che il pollaio domestico sia il più pulito possibile, somministrando le giuste dosi alimentari in maniera tale da contenere il rischio che vi siano degli avanzi facilmente disponibili.
In secondo luogo, è sempre opportuno utilizzare delle mangiatoie anti-topo, ovvero dei beccatoi e altri dispositivi che non siano facilmente accessibili ai roditori. Un altro accorgimento importante è quello di valutare di porre la mangiatoia sopra un piano più elevato, che risulterà essere facilmente accessibile alle nostre galline, in quanto volatili, ma impossibile da raggiungere per i topi.

Nel mercato esistono tanti prodotti efficaci per evitare o risolvere le infestazioni del pollaio da parte dei ratti, a base di gel, esche e altro ancora. Importante posizionarli nei luoghi di maggiore transito da parte dei topi e di cambiare tali soluzioni frequentemente, visto e considerato che i topi potrebbero abituarsi alla loro presenza e, di conseguenza, sapere come evitare guai peggiori.

Ecco di seguito un elenco di diverse tipologie di precauzioni naturali e non, da poter utilizzare in caso di attacco:

·        Olio di menta: è un deterrente naturale, il suo odore è talmente forte che i topi non vorranno avvicinarsi. La sua fragranza aiuta a smascherare l’odore di cibo vicino alle mangiatorie del pollaio;

·        Ultrasuoni e segnali acustici: sono dispositivi elettronici che emettono ultrasuoni o segnali acustici fastidiosi per i ratti. Questi accessori funzionano solo lungo una direzione, quindi in questo caso sarà necessario conoscere il percorso che abitualmente fanno i topi. I dispositivi ad ultrasuoni vanno bene per brevi periodi perché poi i topi si abituano;

·        Deterrenti biologici: il loro scopo non è quello di uccidere ma di allontanare i topi dal pollaio o da altre zone. Non sono molto efficaci se è presente una grave infestazione ma si possono comunque rilevare utili per prevenirla;

·        Adottare un gatto, che potrebbe sicuramente aiutarci ad eliminare i topi soprattutto se è abituato a vivere all’aperto;

·        Repellente per topi: il prodotto è costituito da bustine di sostanze naturali con un profumo sgradevole per i topi ma non per gli umani. Questi repellenti funzionano meglio se posizionati in zone chiuse come per esempio dove viene conservato il cibo per i polli, all’aperto invece la loro efficacia è minore perché il profumo si disperderebbe nell’aria.

Come si conservano le Uova Fresche

Le uova sono un cibo fondamentale per l’alimentazione poiché ricche di elementi nutritivi essenziali. Tra questi si trovano proteine di alto valore biologico, fosforo, calcio, ferro, zinco e vitamine del gruppo B. Ma come si conservano e le uova per non correre rischi?
Considerando il regolamento europeo 589 del 2008 è raccomandato di conservare le uova al fresco dopo l’acquisto e di immagazzinare e trasportare le uova ad una temperatura costante.
Importante anche non refrigerarle prima della vendita al consumatore finale.
Queste indicazioni derivano dalla possibilità che si generi una condensa sul guscio in seguito agli sbalzi termici causando un’umidità che potrebbe facilitare lo sviluppo di germi patogeni, tra cui soprattutto la temibile Salmonella: ecco perché troviamo le uova a temperatura ambiente sugli scaffali del supermercato.
A casa è bene conservare le uova in frigo, lasciandole nella loro confezione riponendole sui ripiani centrali, piuttosto che nel portauova dello sportello e ponendole con l’estremità rotonda verso l’alto e l’estremità appuntita rivolta verso il basso.
Ciò serve per evitare di contaminare il frigorifero con i microrganismi presenti sul guscio ma anche per tenere sotto controllo lo sviluppo microbico nel prodotto.
L’operazione di lavare le uova prima di conservarle non è corretta. Così facendo infatti si elimina la cuticola protettiva del guscio e si favorisce la penetrazione dei microrganismi all’interno. Se il guscio è pulito non è necessario lavarlo mentre se è sporco basta utilizzare della carta assorbente inumidita. Dopo la data di scadenza riportata sulla confezione, ovvero oltre il 28° giorno dalla deposizione, le uova non vanno più utilizzate.

Le uova di gallina fresche di fattoria sono notevolmente diverse dalle uova commerciali.
Il più delle volte, le uova fresche hanno un sapore, una consistenza e un guscio più spessi, il tutto a causa della maggiore qualità di cura e nutrizione che i piccoli polli da fattoria e da cortile ricevono. Inoltre le uova fresche non vengono lavorate allo stesso modo delle uova commerciali e ciò significa che si possono lavare e conservare in modo diverso rispetto alle uova acquistate in negozio.
Le uova fresche appena deposte possono essere conservate in sicurezza a temperatura ambiente per diversi giorni o anche per un paio di settimane.  
In generale, è consigliabile di aspettare per lavare le uova fresche fino a poco prima di usarle a meno che non siano sporche di deiezioni o di fango. In questo caso, è bene lavare le uova sporche ma poi conservale in frigorifero. In caso contrario evitare di lavare le uova subito dopo averle raccolte ne prolungherà la durata e la freschezza.
Per evitare che le uova si sporchino, è bene mantenere sempre puliti i nidi delle galline fornendo loro appositi posatoi sopra l’altezza dei nidi dove poter trascorrere la notte senza sporcare in maniera significativa il luogo di deposizione. Raccogliere le uova ogni giorno, o anche un paio di volte al giorno, assicura che siano sempre fresche e pulite.
Se i polli tendono a deporre le uova in posti casuali, aiutandoli ed addestrandoli con delle uova finte all’interno delle cassette nido, faremo in modo che si abituino a covare sempre nello stesso spazio a loro dedicato.
Quando le uova invecchiano, la loro struttura proteica si degrada. Questo fa sì che gli albumi più vecchi diventino più liquidi e i tuorli siano meno rotondi e alti. Le uova conservate a temperatura ambiente si degradano più rapidamente di quelle conservate in frigorifero.
Conservare le uova fresche in frigorifero ne aumenta notevolmente la durata. Le uova lavate perderanno umidità e qualità prima, ma potrebbero comunque essere consumate in sicurezza entro lo stesso lasso di tempo. Poiché le uova lavate sono più porose, è meglio conservarle in un contenitore chiuso all’interno del frigorifero per ridurre la perdita di umidità e anche l’assorbimento di cattivi odori o batteri. Una volta che le uova sono refrigerate, devono essere conservate in frigorifero, lavate o meno. 
Se non si è sicuri che le uova siano fresche, si può fare il test del galleggiante: basterà riempire un bicchiere o una ciotola con acqua fredda e posizionare delicatamente le uova in questione all’interno. Le uova più fresche si poseranno sul fondo del bicchiere mentre le uova che hanno poche settimane resteranno sul fondo ma “si alzeranno” leggermente. Più in alto galleggia l’uovo, più è vecchio. 

 

 

Come eliminare le Mosche dal Pollaio

Mosche e moscerini sono tra gli ospiti più fastidiosi e pericolosi che potrebbero annidarsi ne nostro pollaio. Se presenti in gran numero, riducono la produttività dei polli e attraverso numerosi morsi con potenti enzimi emolitici, portano all’indebolimento e talvolta alla morte degli animali.
Solitamente le mosche sono presenti dall’inizio della primavera al tardo autunno, mattina e sera, e con grandi invasioni volano nel pollaio e nel cortile per tutto il giorno, deponendo le uova in luoghi ombreggiati con elevata umidità.
Se gli spazi dedicati agli animali si trovano accanto a una trave, un ruscello o un qualsiasi altro specchio d’acqua, è quasi impossibile evitare che li attacchino.
La fonte principale che potrebbe attirare le mosche è la vecchia spazzatura, sotto la quale viene sempre immagazzinata l’umidità dei rifiuti alimentari.
Mosche e moscerini sono portatori di malattie pericolose; possono infettare gli uccelli con leucocitosi, lebbra, tularemia, oncocercosi e antrace, molto difficili da curare che causano spesso la morte prematura di esemplari giovani ed adulti.
I metodi e i mezzi di controllo sono selezionati in base al numero di insetti. In numeri ridotti, è consigliato usare dei semplici repellenti o trappole speciali preparate secondo ricette popolari. I trattamenti chimici vengono effettuati solo nei casi in cui si verifichi un’infestazione con un elevato numero di insetti.
In qualsiasi caso, prima di utilizzare qualsiasi rimedio, è necessario rimuovere la fonte del problema, e mantenere tutti gli spazi puliti ed igienizzati.
Per rendere il pollaio meno esposto a possibili attacchi di mosche, è bene piantare piante di cui non gradiscono l’odore come ad esempio camomilla, assenzio, tanaceto, basilico, aglio, menta e citronella.
Altri rimedi molto efficaci sono:

·        La bottiglia di plastica, tagliata e riempita per un terzo con una soluzione composta da detersivo per piatti, zucchero e aceto di mele. Il tappo viene rimosso dalla parte tagliata della bottiglia e l’imbuto viene posizionato con il collo verso il basso in un contenitore con un’esca. La mosca in questo modo volerà all’interno e non sarà più in grado di uscire;

·        Vetro o pellicola trasparente, sulla parte superiore di un bicchiere o di un contenitore che contiene delle sostanze dolci che attirano questi insetti. Con un coltello o delle forbici, vengono fatti piccoli fori sulla superficie e in questo modo la mosca verrà intrappolata all’interno e morirà annegata;

·        Pepe Nero, insieme a 4 cucchiai di zucchero, in un bicchiere d’acqua lasciati a riposare per un paio di ore. Successivamente versando la soluzione in piccoli contenitori, dopo 2/3 giorni saranno eliminate tutte le mosche presenti;

·        Olii essenziali, estratti da piante come chiodi di garofano, lavanda, eucalipto, citronella e menta, versati in tappi di sughero delle bottiglie e poi posizionati in luoghi inaccessibili agli uccelli;

·        Nastri adesivi speciali, appesi nel pollaio, dove c’è molta luce creati
con carta da forno, tagliata in nastri larghi 2 cm;

·        Speciali lampade insetticide: il loro lavoro si basa sul fatto che gli insetti volano nella luce, cadendo sulla griglia metallica interna e morendo a causa della scarica di una corrente elettrica.

Oltre ai rimedi appena elencati, sicuramente la principale misura preventiva è una pulizia regolare ed accurata di tutte le parti interne ed esterne del pollaio e dell’area circostante.
E’ consigliabile cambiare cibo e acqua in modo repentino (circa 2 volte al giorno), lavare i contenitori e pulire tutte le zone circa una volta alla settimana.
Gli escrementi e l’umidità sotto la lettiera sono le condizioni ideali per tutti i tipi di insetti. La pulizia deve essere dunque mantenuta in tutto il pollaio, posizionando possibilmente in un luogo più lontano possibile i bidoni della spazzatura.

 

Perchè avere un Pollaio da Giardino?

“Il giardino è una canzone d’amore, un duetto tra un essere umano e Madre Natura.”
Chi ha la possibilità di avere un giardino nella propria abitazione, spesso si chiede come poterlo abbellire ed allestire.
Spesso, in generale, non si prende in considerazione la possibilità di far fruttare ancora meglio lo spazio disponibile attraverso l’inserimento di un pollaio da giardino in modo da donare alle galline un luogo accogliente, dove covare uova fresche.

Perché comprare un pollaio da giardino?
Negli ultimi anni si è discusso spesso sugli allevamenti intensivi soprattutto in seguito alla crescente sensibilizzazione verso il benessere degli animali, visto che le galline presenti in questi grandi allevamenti sono di solito posizionate in spazi molto ristretti.

Comprando un pollaio per galline, si avrà la garanzia di offrire alle galline un luogo adatto a loro, migliorando il loro benessere e la loro salute.
Inoltre, gli animali in questo modo avranno meno stress e saranno sicuramente meno esposti al rischio di ammalarsi, contagiando anche il resto del gruppo.

La possibilità di pascolare in un posto comodo e tutt’altro che ristretto, rende la nutrizione del pollame più ricca e completa, eliminando anche i rischi di zuffe al momento del pasto, causate dalle gerarchie e dall’affollamento tipici degli allevamenti intensivi al chiuso. 

Anche l’aspetto economico è importante: le galline ovaiole hanno un prezzo che varia dai 5 ai 50 euro per le razze più pregiate, ma in ogni caso si tratta di un proficuo investimento poiché si avranno in cambio tante uova fresche di un ottimo sapore: le uova di galline in salute hanno infatti un contenuto maggiore in vitamina A, E e acidi grassi omega 3.  

Per garantire il miglior mantenimento delle galline, occorre optare per un pollaio di qualità di un materiale ignifugo e antistatico, così da essere sicuri della mancata presenza di termiti, parassiti ed acari.
È consigliabile anche scegliere dei modelli che possiedono uno scompartimento apposito per le uova, così da poterle estrarre senza recare disturbo agli animali.

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Di seguito alcuni tra i buoni motivi per avere un pollaio da giardino:

1)     Grazie al piccolo pollaio domestico che avrete realizzato nel vostro giardino a pochi metri di distanza dalla vostra abitazione, con 4/5 buone ovaiole avrete la disponibilità di uova fresche e genuine per tutto l’anno. L’uovo è un vero e proprio super-alimento, ricchissimo di proprietà benefiche per il nostro organismo;

2)     Le galline allevate nel giardino, cercando di soddisfare al meglio tutte le loro necessità etologiche, saranno certamente “galline felici”che vivranno libere in un contesto idoneo per loro. Dotandoci di un piccolo pollaio familiare daremo dunque il nostro contributo alla lotta contro i grandi allevamenti intensivi, in favore di un approvvigionamento di uova più rispettoso della natura e della vita delle galline;

3)     Oltre a donarci le loro preziose uova, 4/5 galline in giardino aiutano anche a smaltire una parte dei rifiuti umidi alimentari che produciamo; ovviamente la fornitura di “avanzi di cibo” deve avvenire con la consapevolezza di quella che deve essere una corretta alimentazione per galline ovaiole e di quelli che sono gli alimenti velenosi per le galline che dobbiamo guardarci bene dal somministrare loro.
Inoltre, la dieta quotidiana delle galline include insetti, ragni, larve, formiche, zecche e quindi contribuiscono a tenere sotto controllo, intorno casa, la popolazione di questi animaletti, spesso poco desiderati;

4)     Dalle deiezioni delle galline, che solitamente vengono a raccogliersi in un apposito scompartimento all’interno del pollaio, è possibile con un opportuno procedimento, realizzare uno dei migliori concimi bio naturali, ovvero la 
pollina, da poter usare per fornire nutrienti ed energia alle vostre piante e ai vostri ortaggi;

5)     Anche grazie ai versi del pollaio, vi sarà facile capire quando nel vostro giardino si sta materializzando un pericolo o una minaccia per le vostre galline; infatti, quando queste si sentono in qualche modo in pericolo o c’è qualcosa che le turba, emettono un “grido” particolare molto forte, una sorta di “allarme naturale”, che dunque vi allerterà immediatamente dandovi la possibilità di intervenire prontamente per risolvere la situazione;

6)     Minore Inquinamento in quanto non dovrete più affidarvi alla grande distribuzione per l’acquisto di uova. Questo significa che non consumerete più imballaggi in plastica o in cartone per le uova;                  

7)     Migliore rapporto tra Nauta e Uomo, insegnerete ai Vostri figli come allevare degli animali, in questo modo li responsabilizzerete e li farete vivere a più stretto contatto con la natura;

8)     Maggiore Risparmio e Colture Biologiche nel caso in cui abbiate un piccolo orto potrete ottenere fertilizzante biologico e potrete dare agli animali gli scarti delle vostre coltivazioni.

Istituendo un pollaio da giardino significa che:

  • Più di un migliaio di galline sono state liberate;
  • Più di un migliaio di scatole porta uova in plastica non sono state prodotte;
  • Più di un migliaio di persone è riuscito ad ottenere l’autosufficienza per la produzione di uova;
  • Più di un migliaio di persone si ciba con prodotti biologici ed ha quindi ottenuto un miglioramento della propria dieta alimentare;
  • Più di un migliaio di persone vivono giornalmente a contatto con la natura e con gli animali;
  • Più di un migliaio di persone sta risparmiando per l’alimentazione.

Adesso spetta a Te fare in modo che questi piccoli numeri aumentino!

 

Galline e Cibo: Regole per una perfetta Alimentazione

Per avere delle galline sane e in forma è necessario garantire loro un’alimentazione corretta e completa di tutte le sostanze nutritive necessarie.

Quali avanzi da cucina si possono somministrare alle galline?

  • Pane
  • Pasta
  • Riso
  • Minestre

 
Per gli ingredienti più duri come pane raffermo, pancarrè e bruschette, si possono inzuppare 
con acqua per formare un pastone morbido.
Anche la distribuzione di avanzi di verdure e frutta è molto gradita dalle galline.
Gli avanzi del vostro cibo non sono però sufficienti per alimentare in maniera corretta gli animali infatti l’alimentazione delle galline può consistere anche in mangimi preconfezionati.

Ecco di seguito alcuni consigli da considerare:

  • è possibile mescolare il mangime con del pane secco avanzato dal pranzo messo a bagno nell’acqua;
  • gli scarti del cibo da poter dare alle galline sono anche: le foglie di cavolfiori, verze, colza e altre verdure o ortaggi purché siano cotte;
  • se è possibile, mettere a disposizione delle galline, un pascolo ricco di vegetazione;
  • per praticità, è possibile acquistare miscele preconfezionate, ottime sono quelle di granoturco, mais, sorgo, girasole e grano;
  • nei periodi invernali, le porzioni di cibo e acqua devono essere più abbondanti.

 
Polli e galline sono animali con un comportamento ben strutturato. Per questo è importante assicurare la giusta alimentazione
ma anche una corretta illuminazione, pulizia e igiene.
La presenza di un gallo stimola la produzione delle uova che altrimenti potrebbe essere ridotta ma la produzione di uova è influenzata anche dalle ore di luce di cui dispongono le galline, dunque se possibile è bene allestire un sistema per l’integrazione luminosa. In questo caso, la luce dovrà essere accesa solo di mattino per garantire che il tramonto sia naturale. Per stimolare al massimo la deposizione di uova, sono necessarie 14 ore di luce.

Quando le galline ovaiole diminuiscono la deposizione, per loro inizia il periodo di riposo quindi è sufficiente distribuire solo 80 grammi di granaglie per capo al giorno, per due mesi, e al termine riprendere la somministrazione della miscela suggerita in precedenza, e nello specifico da 50% di mangime, 35% di mais, 8% di crusca di frumento, 7% di gusci d’ostrica.