Uova e Alimentazione

Pensando ai numerosi allevatori che utilizzano le uova fresche prodotte giornalmente dalle proprie galline, crediamo sia necessario mettere chiarezza sui benefici garantiti da un corretto utilizzo di uova nell’alimentazione di tutti i giorni.

Per anni, i medici hanno insistito con la necessità di limitare i cibi ricchi in colesterolo e le uova sono state incluse nella lista e rappresentano per molti, un vero e proprio cibo tabù perché sono viste come una temibile fonte di grassi e colesterolo.
Dopo svariati dibattiti, oggi sappiamo bene quanto importante sia un apporto corretto di grassi e proprio per questo le uova meritano di essere riabilitate come cibo che apporta nutrienti fondamentali per il nostro organismo.
Cosa contengono le uova? La loro principale qualità è il contenuto di proteine nobili dall’alto valore biologico, complete cioè degli aminoacidi essenziali che vengono impiegati dal nostro corpo per il mantenimento e la costruzione delle strutture cellulari.

Le proteine non sono tutte uguali. Alcune di esse hanno una composizione di aminoacidi che le rende più facilmente utilizzabili dal nostro organismo. In termini tecnici si dice che queste proteine hanno un valore biologico più elevato. Le proteine contenute nell’uovo sono in effetti di ottima qualità e hanno un valore biologico tra i più alti.
E per quanto riguarda il colesterolo? L’uovo ne è di certo ricco ma le lecitine contenute nel tuorlo favoriscono l’attività delle HDL cioè del colesterolo “buono”. Bisogna anche considerare che il colesterolo che si misura nel sangue non è direttamente collegato a quello che si trova negli alimenti come le uova ma viene formato dal fegato anche a partire da zuccheri e cereali raffinati. Inoltre, un singolo uovo in media contiene circa due grammi di grassi, una quantità di certo limitata rispetto ad altre fonti di proteine animali.
L’uovo contiene anche ferro, fosforo e calcio in buone quantità oltre che la vitamina K2, utile per rafforzare le ossa, e le 
vitamine del gruppo B, tra cui soprattutto la vitamina B12 o cianocobalamina che è molto importante nel metabolismo di carboidrati, grassi e proteine. Un uovo in media contiene 70-80 calorie. Assumere con regolarità uova significa quindi introdurre un alimento relativamente ipocalorico ma ricco di nutrienti importanti tra cui proteine di ottima qualità, grassi sani e vitamine fondamentali per la nostra salute.

Molti si chiedono quante uova si possono assumere nella settimana. In realtà non esiste una risposta univoca perché dipende dal tipo di alimentazione complessiva e dalla quantità totale di proteine assunte nella giornata. Se si segue una nutrizione corretta sicuramente fino ad 1 uovo al giorno non crea alcun problema nella maggior parte delle persone.
I Benefici delle Uova: esse contengono proteine animali di alta qualità, che aiutano a rinforzare la massa magra e le ossa, permettendo non solo una miglior definizione, ma anche e soprattutto svolgendo un’attività preventiva rispetto ai mali dell’invecchiamento, che colpiscono la fase motoria. Sono ricche di luteina e zeaxantina che svolgono un’azione efficace nell’impedire malattie come la degenerazione maculare associata a condizioni particolari o all’invecchiamento.
E’ altrettanto importante scegliere uova che provengono da galline allevate a terra in modo naturale (uova biologiche) e magari arricchite di omega 3.
Con un peso medio di circa 50 grammi, l’uovo di gallina può essere distinto in tre parti: il guscio esterno, costituito soprattutto da calcio, sottile, fragile e poroso, quindi capace di consentire gli scambi gassosi con l’ambiente; l’
albume o bianco d’uovo, più interno, è separato dal guscio da una doppia membrana, di cui una aderisce perfettamente ad esso mentre la seconda è più aderente all’albume; infine, più internamente, troviamo il tuorlo, separato dall’albume da un’altra membrana che alle estremità forma due specie di cordoni, chiamati calaze, che gli consentono di rimanere perfettamente al centro dell’uovo. Questi cordoni vanno poi a collegarsi alla membrana più interna che separa l’albume dal guscio.
Successivamente alla deposizione, con l’abbassamento della temperatura (che passa da quella corporea della gallina a quella ambientale), il volume del bianco d’uovo diminuisce; ciò fa sì che le due membrane che lo separano dal guscio si stacchino in corrispondenza del fondo, dando origine ad una piccola intercapedine divisoria che viene definita camera d’aria. A causa delle perdite d’acqua, l’ampiezza di questo spazio, che è generalmente di 3mm, aumenta di dimensione con il passare dei giorni ed è quindi un indice molto utilizzato per valutare la freschezza dell’uovo.

 

Come gestire il Pollaio nei mesi Invernali

Gli allevatori, in inverno, devono affrontare dei problemi che gelo e freddo comportano nella gestione degli animali. 
Polli sani e robusti non temono di razzolare anche sotto la neve, ma devono comunque disporre di un pollaio asciutto e ben attrezzato.
Ecco di seguito alcuni accorgimenti da adottare per garantire uno spazio confortevole alle 
nostre galline:
– un buon ricovero senza spifferi è sicuramente una delle soluzioni per combattere il freddo. Privo di spifferi non significa senza una buona areazione: deve essere infatti evitato il ristagno d’aria. Usando una buona lettiera in truciolo depolverato, il fondo del pollaio sarà isolato dal freddo e insieme alle deiezioni degli animali formerà una lettiera che terrà lontano il gelo dalle zampe degli animali;
– anche acqua e cibo sono due priorità: potete integrare nella miscela di granaglie, sorgo e avena ed aggiungere eventualmente ortiche secche tritate e semi di canapa. E’ consigliabile di modificare il regime proteico della dieta dei polli per qualche tempo, fino a che il freddo non darà loro un po’ di tregua. L’acqua è importantissima: togliete quotidianamente il ghiaccio dagli abbeveratoi, e se usate vasche aperte lasciate galleggiare in superficie una palla o una bottiglia di plastica vuota, aiuteranno a rompere lo strato di ghiaccio superficiale;
– è buona abitudine aumentare anche il numero di posatoi nel recinto e nel pascolo. Una delle parti del corpo del polli che rischiano maggiormente di soffrire il freddo sono i piedi e i tarsi. Se metterete a loro disposizione molti posatoi, essi potranno appollaiarsi e in quella posizione i piedi resteranno protetti e riscaldati dal corpo stesso dell’animale;
– anche le uova congelano, e se lasciate la sera nei nidi potrebbero presentarsi crepate e congelate, assolutamente inutilizzabili per la cova: è quindi opportuno togliere dal pollaio le nuove uova giornaliere, mettendole al riparo.
Una volta sistemato il pollaio d’inverno per bene, date modo ai polli di entrare e uscire a proprio piacimento. Molti polli preferiscono passare tutto il giorno fuori anche con la neve, e per animali sani e robusti non vi è nessun pericolo;
– prestate molta attenzione a creste, bargigli e zampe. Nei polli queste parti del corpo sono nude e quindi più esposte a soffrire danni da congelamento. Se avete razze con orecchioni, bargigli e creste molto sviluppate, per evitare che si congelino e che poi rimangano sull’animale vistose cicatrici, spalmate una pomata a base di glicerina sulle zone interessate;
– la neve che si scioglie e le piogge invernali possono trasformare il pollaio d’inverno in un pantano. Cercate il più possibile di evitarlo, specie nei recinti, perché tenere i piedi nel fango freddo è fonte di sofferenza per i nostri animali. Meglio piuttosto una copertura di ghiaia grossolana non appuntita, o in caso di grosse pozzanghere una copertura con abbondante paglia o fieno;
– per aiutare ulteriormente i nostri animali si consiglia di inserire nel pascolo alcuni “oggetti” con bancali, ceppi e grossi rami che siano sollevati da terra e più alti della neve in modo da fungere da “rifugio” non ghiacciato per dare sollievo alle zampe;
– altro aspetto del pollaio da valutare in inverno è l’altezza: l’aria calda, come è risaputo, tende a salire verso l’alto e quindi un pollaio con un soffitto molto alto disperderà molto più calore rispetto ad uno con il tetto basso, che invece favorisce maggiormente il ristagno di aria calda ad “altezza galline”.
Quindi, se avete un pollaio molto alto potreste valutare di intervenire per tempo abbassando “artificialmente” il soffitto con delle tavole di compensato, da rimuovere poi una volta passata la stagione fredda.

In generale le galline sono animali resistenti che si adattano molto bene al clima sia estivo che invernale. Le penne presenti nel loro corpo le aiutano a mantenere il calore corporeo: quando è a riposo, la temperatura corporea di una gallina va a 40–43°C e il battito cardiaco è intorno ai 400 battiti al minuto.
Potete capire se una gallina ha freddo, semplicemente guardandola: avrà le penne arruffate e sarà appollaiata lontano da terra probabilmente con una zampa sollevata. La cresta e i bargigli potrebbero essere più pallidi del solito.
Non bisognerebbe mai lasciare le galline bagnate fradice. E’ più pericoloso delle temperature esterne o della neve e in casi estremi può portare all’ipotermia. Una gallina in questo stato mostra sintomi quali rigidezza ed è fredda al tatto, gli occhi spalancati oppure chiusi. Se trovate una delle galline in queste condizioni, portatela subito in casa e avvolgetela con un asciugamano caldo. Una volta che si sarà rimessa, lasciatela riposare in una scatola in un ambiente caldo per alcune ore.
Le galline sanno regolare la loro temperatura e il loro comportamento a seconda delle condizioni in cui vivono. E’ la combinazione di bagnato e freddo che può essere fatale: per questo motivo garantire un pollaio asciutto è di vitale importanza.
Le giovani galline sono più suscettibili al freddo rispetto alle galline adulte. Se una gallina giovane però ha già il piumaggio completo, sarà resistente tanto quanto le galline adulte. I pulcini, invece, vanno tenuti sotto un’apposita lampada riscaldante.

 

 

I 5 Sensi delle Galline

I 5 sensi dei polli sono molto differenti dai nostri: la vista è sicuramente più sviluppata, mentre il tatto e l’olfatto lo sono di meno; un senso molto avanzato è l’udito, riescono infatti a percepire e rilavare presenze anche a lunghe distanze. Per quanto riguarda invece il gusto, dispongono di bottoni gustativi, non sviluppati come nell’uomo, ma comunque in grado di distinguere il dolce dal salato e l’acido dall’amaro.
Le galline hanno un palato molto raffinato e quando assaggiano qualcosa di nuovo usano la lingua esattamente come noi, se poi è di cattivo sapore scrollano il capo e si puliscono il becco.
La vista per le galline è molto importante per riconoscere il cibo, distinguere amici e nemici, identificare segnali sociali e per l’ordine di beccata. Infatti la parte del cervello che controlla il senso della vista è ben sviluppata.
Tecnicamente le galline captano uno spettro visivo più ampio del nostro, da 400 a 700 nanometri, più l’ultravioletto. Avere i coni sensibili all’ultravioletto permette alle galline di trovare più facilmente gli insetti e i frutti di bosco. La chioccia inoltre li usa per capire quale dei pulcini è più in salute, osservando le piume che riflettono i raggi UV, e quindi gli dedica più energie. Le galline vedono sia le tonalità di grigio che i colori, ma meglio quelli brillanti come il rosso e l’arancio. Questo probabilmente è dovuto ad un adattamento alla foresta, dove questi colori spiccano di più sullo sfondo verde.
Le galline usano la vista per riconoscere gli stati d’animo delle compagne come ad esempio paura o sottomissione e per valutare il colore e la dimensione della cresta delle altre da cui trarre informazioni sullo stato sociale.
La percezione della profondità è invece fondamentale per valutare l’ambiente in modo tridimensionale, per saltare sui trespoli e catturare insetti volanti.
La visione notturna è scarsa, motivo per il quale le galline si ritirano con l’imbrunire.
Le galline dispongono di un terzo occhio, una membrana trasparente che compare con movimento orizzontale dal fronte verso il retro dell’occhio. Questa membrana trasparente serve a proteggere l’occhio, specie quando fanno i bagni di sabbia.
Anche il senso dell’udito delle galline è molto sviluppato. I suoni percepiti dai polli sono tra i 15 e i 10000 Hz. Oltre a questo riescono a percepire le vibrazioni del suolo e quelle trasmesse via aria attraverso degli organi di senso che si trovano nelle zampe e anche sulla pelle. Questo senso li aiuta a difendersi dai predatori, soprattutto se si trovano al buio. L’organo dell’udito non si vede perché il condotto auricolare è coperto dal piumaggio, mentre il lobo auricolare, posto sotto il condotto, è visibile.
L’orecchio medio è separato da quello esterno da una membrana che vibra alle onde sonore e le trasmette all’orecchio interno che poi invia il segnale al cervello.
La particolarità delle galline è che sono in grado di rigenerare le cellule dell’orecchio interno, e in questo modo sono in grado di non perdere mai la capacità di sentire, neanche in vecchiaia.
Il pulcino è in grado di sentire la mamma già al dodicesimo giorno, ancora dentro l’uovo, poi, una volta nato, sente e risponde ai versi tipici che fa la chioccia quando gli insegna ad identificare il cibo.
Il senso dell’olfatto è sviluppato in maniera minore. I polli usano principalmente il naso per cercare il cibo e per riconoscere altri animali della propria specie. Possono anche annusare alte concentrazioni di varie sostanze e l’odore forte può anche causargli dolore.
Per quanto riguarda il tatto si definisce “Becco-tatto”: infatti il tatto i polli lo utilizzano attraverso il proprio becco. Riescono a distinguere il duro dal morbido, il caldo dal freddo. La punta del becco è la parte in assoluto più sensibile rispetto al resto dell’apparato.

 

Araucana: la Gallina dalle uova Blu

L’araucana, chiamata nei luoghi d’origine “Mapuche”, è una particolare razza di gallina originaria del Cile estremamente affascinante per le sue forme e il suo piumaggio.

La razza araucana è robusta, resistente e grande razzolatrice, quindi necessita di spazio e soprattutto di pascolo verde.

È famosa per via delle sue uova, non tanto per la grandezza, ma perché questa gallina produce delle uova di una colorazione verde acqua tenue tendente al celeste.
Questa colorazione deriva dalla presenza del pigmento biliverdina nel guscio e tale colorazione è doppiamente caratteristica in quanto non è solo una colorazione esterna del guscio ma è presente anche al suo interno.
Le uova più tendenti al blu o più tendenti al verde turchese sono diverse perché diversa è la colorazione di base del guscio:

uova blu = gene O + sfondo bianco di origine poligenica;

uova verdi turchese = gene O + sfondo marrone di origine poligenica

L’individuazione della razza risale al XIX secolo, nella regione Araucana del Cile, dove tutt’oggi vive l’antica popolazione indigena dei Mapuche.
l nome è stato ereditato dai suoi primi allevatori, gli araucani, provenienti dal Cile.
Una caratteristica che le contraddistingue è il volto ricoperto di piume, utile per potersi proteggere dal freddo presente nella zona climatica cilena.
Il suo portamento sembra conservare questa ricchezza storica e lascia trasparire le difficoltà di sopravvivere in un habitat difficile come quello delle Ande.
La gallina Araucana è riconoscibile per l’assenza della coda, per la cresta a pisello, per i ciuffi, per i favoriti e per la barbetta.
Nei vari paesi del mondo, sono caratterizzate da standard molto diversi tra loro, addirittura sono riconosciute come Araucana anche varianti con la coda, con sola la barba o con soli i ciuffi auricolari o con cresta semplice; la caratteristica costante e comune a tutte queste varianti è l’uovo blu o verde turchese.

La gallina araucana ha grande attitudine alla cova, è considerata una buona chioccia, e una discreta ovaiola deponendo circa 180 uova all’anno, dal peso di circa 50 grammi.
Il guscio delle uova è denso e colorato in modo uniforme e questo rende più difficile la speratura durante la cova.
Il periodo di deposizione sembrerebbe molto legato alla stagione, limitato cioè alla primavera e all’estate.

Il carattere di questa razza è docile e rustico ed affettuoso, forse solo per la tipologia con ciuffi.

Sembra una razza selvatica, schiva e con ritmi molto legati alla natura per quanto riguarda deposizione e cova. Inoltre ha bisogno di tanto spazio, di razzolare tra l’erba e ha un’attitudine al volo.

 

I Versi delle Galline e il loro Significato

Le galline parlano sempre fra loro. Tutti quei coccodé e schiamazzi significano qualcosa.
Come interpretarli?
Il classico Chicchirichì, significa molte cose: che è sorto un nuovo giorno, che è ora di alzarsi e andare a becchettare e razzolare, che un pericolo è vicino o che semplicemente hanno fame o sete.

Il verso della gallina, così come quello del gallo e dei pulcini, accompagna l’essere umano sin dalla notte dei tempi, ed è dunque quasi qualcosa di ancestrale che ci appartiene “biologicamente”.

I polli come tutti gli altri animali hanno un sistema di comunicazione con i loro simili molto complesso e sono stati identificati circa trenta suoni diversi.
Ecco di seguito i principali versi che possono emettere i vostri polli con la relativa interpretazione:

  • Chiocciare: questo verso viene emesso dalla gallina quando vuole qualcosa o ha bisogno di qualcosa, per esempio il pollo chioccia appena prima di deporre l’uovo, quando è in attesa di cibo o quando sta aspettando freneticamente che apriate la porta del pollaio. Se il vostro animale chioccia in continuazione questo potrebbe significare che l’esemplare sia frustrato;
  • Fare coccodè: questo verso viene generalmente emesso nel momento in cui l’animale vuole comunicare un allarme e ritiene che possa persistere un pericolo vicino al pollaio. A volte i coccodè possono essere emessi dalla gallina che ha appena finito di deporre l’uovo.
  • Tubare: questo verso viene generalmente emesso dai polli poco prima di addormentarsi sopra al posatoio, lo fanno se pensano di sentire o vedere qualcosa.
  • Verso di dolore: questo verso è simile ad un grido di allarme, ma è meno forte ed intenso. Generalmente questo è un verso unico.
  • Verso di paura: questo verso è forte e vigoroso, inoltre potrebbe protrarsi per tutto il periodo in cui l’animale si sente in pericolo. Potrebbe verificarsi anche nel momento in cui sollevate l’animale malamente da terra.
  • Grida di allarme: questo verso può avere varie forme ed intensità. Dipende da dove arriva il pericolo, se aria o terra, e dalla gravità stessa del pericolo. Una volpe, ad esempio, verrà segnalata diversamente da una poiana.

Questi sono i versi più importanti e più usati generalmente dai polli.
Il canto dei galli è invece collegato ad altri motivi, quali il corteggiamento delle galline, una battaglia con un altro gallo, una disputa per determinare la predominanza sul pollaio o una difesa per il proprio territorio, e per indicare la propria presenza ad altri esemplari.

 

 

Olive Egger: la Gallina dalle Uova Verde Oliva

La Olive Egger è una razza avicola ibrida ottenuta dall’incrocio tra Marans, che depongono uova dal guscio marrone, e Araucana, che depongono uova di colore azzurro.
Come si deduce dal nome, queste galline, sono le uniche a deporre uova dalla tonalità del verde oliva, motivo per il quale molti allevatori ambiscono ad inserire questa razza nel proprio pollaio: poter disporre di un assortimento vario e colorato di uova, è un’ulteriore fonte di interesse e di divertimento per i futuri acquirenti, che possono vedere dal vivo tutte queste insolite colorazioni.
Le Olive Egger sono una razza recente di galline ovaiole e soprattutto già di tendenza nel mondo avicolo.

Hanno una corporatura molto robusta e sono buone galline ovaiole. Indicativamente producono circa 180-200 uova all’anno.
In generale, sono di indole amichevole e tranquilla e sono socievoli anche con altre razze.

Benché il piumaggio delle galline Olive Egger possa essere vario, questo non influisce e non è correlato in alcun modo alla colorazione del guscio delle uova, che è il risultato di diverse combinazioni genetiche che vanno ad incidere su enzimi e pigmenti che determinano il colore del carbonato di calcio, cristallizzato sotto forma di calcite, che costituisce il guscio.
I fattori che determinano la tonalità di colore del guscio sono molteplici come ad esempio il tempo di permanenza dell’uovo nell’ovidotto, che potrebbe appunto non essere sempre lo stesso per ogni singola gallina e dunque potrebbe succedere che la stessa gallina deponga in diversi momenti dell’anno uova verdi ma di tonalità differenti.

Questa variazione della colorazione non influisce in nessun modo sulle proprietà nutritive dell’uovo e viceversa l’alimentazione non influisce sul colore che risulterà nell’uovo deposto.

Lo strato esterno del guscio è di colore marrone, dovuto al pigmento, mentre lo strato interno è tendente al blu-verde brillante. A causa di questa stratificazione di colori si produce poi la particolare tonalità “verde oliva” nelle sue diverse varianti.

La colorazione blu e verde dei gusci dipende in entrambi i casi dal gene autosomico dominante O (O – olive), con questa differenza:

  • nelle uova blu: il gene “O” si combina con lo sfondo bianco;
  • nelle uova verdi: il gene “O” si combina con lo sfondo marrone.

 Solitamente l’ibridazione è realizzata incrociando galline di razza Araucana con il gallo Marans.
Da questa prima ibridazione di razze vengono ottenuti esemplari di Olive Eggers di prima generazione (F1) che solitamente depongono uova color verde oliva di tonalità tenue. Molti avicoltori, non soddisfatti dell’intensità di questa colorazione, procedono poi ad incrociare queste Olive Eggers di prima generazione con il gallo Marans, arrivando così ad Olive Eggers di seconda generazione (F2), in grado di deporre uova dal guscio color verde oliva scuro.

Allevamento Biologico

Negli ultimi 10 anni il concetto di “Biologico” si sta diffondendo sempre più tra gli allevatori.
Secondo il nostro vocabolario, per Biologico si intende Attinente alla biologia o agli esseri viventi. Di tecnica agricola o di allevamento del bestiame, che esclude o limita l’uso di sostanze chimiche nei fertilizzanti e nei mangimi; naturale”

A livello economico-commerciale un allevamento biologico è sicuramente più difficoltoso in quanto presenta costi più elevati e richiede strutture specifiche per l’inserimento degli animali.

Che cosa si intende per allevamento Biologico?

E’ l’Unione Europea a regolamentare i principi base per avviare il progetto Bio.
La linea guida principale è la seguente: “per essere considerato biologico, un allevamento deve mettere gli animali il più possibile nelle condizioni in cui vivrebbero in natura”.            
E’ proprio da questo principio che si possono delineare le caratteristiche principali dell’allevamento Biologico:

·        Rispetto dei normali tempi di sviluppo dell’animale:

purtroppo a livello commerciale bisogna sottostare alle rigide richieste del mercato, specialmente per le tempistiche. Nei grandi allevamenti intensivi, infatti, si tenta in tutti i modi di forzare quelli che sono i ritmi naturali degli animali come ad esempio eccedendo con le dosi di cibo per velocizzare la crescita dei capi giovani. Nell’allevamento biologico non deve esserci fretta e ogni animale deve crescere e svilupparsi secondo i suoi ritmi;

·        Trasporto ridotto al minimo:

lo spostamento degli animali deve essere ridotto al minimo indispensabile, per evitare di causare loro traumi ed affaticarli;

·        L’alimentazione:

i mangimi dovranno essere essi stessi biologici, ossia prodotti senza l’impiego di concimi chimici e pesticidi. Ogni alimento, inoltre, dovrà essere libero da OGM e, di conseguenza, la soia (esposta maggiormente a rischio OGM) dovrà essere sostituita con sorgo, favino e glutine di mais;

·        Lo spazio a disposizione:

se un pollo viene allevato esclusivamente in gabbia, la sua natura non verrà in alcun modo rispettata. Lo spazio destinato ai volatili è un elemento fondamentale, sia per quanto riguarda la superficie disponibile per capo, sia per la qualità dello spazio/terreno.
Nel caso del biologico, la legge esistente in materia impone uno spazio maggiore a disposizione degli animali, anche rispetto al normale allevamento a terra. Lo spazio per singolo esemplare, deve essere abbastanza esteso da permettere agli animali di muoversi. Fondamentale sarà anche la qualità del terreno, tale da consentire ai polli di pascolare senza problemi e di procurarsi anche qualcosa da mangiare;

 

·        Uso limitato degli antibiotici:

Se un pollo proveniente da un semplice allevamento all’aperto si ammala verrà curato mediante la somministrazione di antibiotici. In un allevamento biologico, invece, è possibile ricorrere agli antibiotici soltanto per un numero limitato di volte durante l’anno e sempre sotto stretto controllo del veterinario.

 

 

 

 

 

 

 

Gallina Sussex: L’Ovaiola per Eccellenza

La razza Sussex ha una lunga e famosa storia. Secondo alcuni le origini della razza, risalgono alla contea dell’Inghilterra sud-orientale denominata appunto “Sussex”, ma questa ipotesi è controversa e infatti, secondo altri, le origini effettive sarebbero da individuare in realtà nel distretto del “Kent”.
Queste controversie nascono dal fatto che agli inizi del diciannovesimo secolo erano note tre pseudo-razze, tutte con caratteristiche simili, che venivano denominate Sussex, Kent e Surrey, dal nome delle contee in cui venivano rispettivamente allevate.
Con il passare degli anni al nome delle razze venne aggiunto l’aggettivo Old, che significa vecchio, e quando iniziarono le prime mostre avicole, nella metà dell’800, iniziarono a delinearsi diverse razze: la Kent e la Surrey si unirono nella Dorking, mentre la Old-Sussex assunse delle proprie precise caratteristiche e divenne poi riconosciuta come unica razza solo alla fine del secolo.

Le galline di razza Sussex di fatto vengono considerate delle vere e proprie “star” del mondo avicolo principalmente per l’elevato numero di uova deposte all’anno, che sono circa 260.
E’ fuori dubbio che il piumaggio in colorazione “millefiori” le rende uniche e possiamo affermare che la loro presenza impreziosisce senza dubbio il pollaio.

Sono note, oltre che per l’aspetto ornamentale, soprattutto per il loro carattere molto docile, curioso e mansueto che le rende animali perfetti da allevare anche in un pollaio domestico familiare realizzato in un giardino di città.
 
Gli allevatori che possiedono tra le altre anche questa razza, affermano che spesso vengono accolti alla mattina dagli esemplari Sussex per un saluto, che vengono avvicinati al pollaio in seguito ad alcuni gorgheggi come segnale di ricerca di attenzioni da parte loro.
Sono molto amichevoli e interagiscono bene con gli esseri umani e soprattutto con i bambini.

Vivono a proprio agio nei climi freddi infatti in Nord America sono molto diffuse; ma nonostante ciò preferiscono e sopportano meglio le stagioni più calde.

La Sussex è una razza molto adatta alla vita ruspante all’aperto, ma essendo una gallina dal temperamento mite, si adatta anche a vivere in un giardino.
Si presenta con una corporatura ampia e piuttosto robusta, ma con un portamento slanciato e sostenuto, che la rende comunque aggraziata. La testa è mediamente larga e lunga, dotata di una cresta semplice, di medie dimensioni, a 5 punte, dritta in entrambi i sessi;
gli occhi sono larghi, prominenti, rotondi e con iride rosso scura. Gli orecchioni sono larghi, ovali e rossi; i bargigli sono lunghi e rosso accesi. Il becco forte è mediamente lungo e ricurvo.

Di seguito tutte le specifiche e le caratteristiche delle varietà riconosciute per la razza Sussex dallo standard italiano, come risultano nell’elenco della FIAV:

1 – FORMA

Tronco: Rettangolare, orizzontale, lungo, profondo e molto largo.
Testa: Piccola, fronte larga.
Becco: Di media grandezza, leggermente ricurvo.
Occhi: Grandi.
Cresta: Semplice, piccola, diritta, quattro o cinque denti, di tessitura fine, rossa.
Bargigli: Rotondi, lisci, di tessitura fine, rossi.
Faccia: Liscia, senza piume, rossa.
Orecchioni: Piccoli, aderenti, lisci, rossi.
Collo: Non troppo lungo, con mantellina abbondante.
Spalle: Larghe, piatte.
Dorso: Largo, piatto e orizzontale, con groppa piena.
Ali: Mediamente lunghe, ben chiuse, portate alte e ben aderenti al corpo.
Coda: Abbastanza corta, impiantata larga, portata leggermente alta, falciformi larghe e arcuate, timoniere ben ricoperte.
Petto: Profondo e largo, con allineamento quasi perpendicolare.
Zampe: Gambe di media lunghezza, evidenti; tarsi di lunghezza media, fini, senza piume, quattro dita.
Ventre: Profondo e largo, specialmente nella parte posteriore che è ben sviluppata.
Pelle: Morbida, bianca.

2 – PESI

GALLO : Kg. 3,0-4,0
GALLINA : Kg. 2,5-3,0
Difetti gravi: Presenza di cuscini.
Gallo: peso inferiore a kg. 2,7
Gallina: peso inferiore a kg. 2,2

3 – PIUMAGGIO

Conformazione: Penne larghe ed arrotondate, soffice ma senza cuscini. Piumino non troppo denso.

4 – COLORAZIONI

Bianca Columbia Nero
Fulva Columbia Nero
Rossa Columbia Nero
Collo Ora Scura
Rossa Millefiori
Nera Orlata Argento

Le Nostre Galline possono convivere con altri Animali?

Le Nostre galline possono convivere e condividere i loro spazi e le loro giornate con altri animali domestici?  
Certo che sì, nonostante ogni individuo abbia un carattere e una personalità diversi, delle abitudini differenti e degli stili di vita non sempre concilianti, le galline possono indubbiamente convivere con altri animali domestici quali cani, gatti e conigli.

Come detto, tuttavia, il risultato della convivenza non è scontato, e potrebbe dipendere da diversi fattori.

Vediamo ora insieme il rapporto delle galline con le specie più comuni:

·         Gatto e galline: il rapporto tra felino e volatili è tendenzialmente buono, tale da consentire l’instaurazione di una pacifica convivenza. Se incuriosito, soprattutto all’inizio, il gatto tenderà ad avvicinarsi; ma abituatosi alla loro presenza, tenderà ad ignorarle, o, al massimo, a scacciarle nell’ipotesi di mancato rispetto delle distanze di sicurezza! Non dimentichiamo però che il felino è di natura un ottimo predatore, dunque per i primi momenti è sempre consigliato di verificare se effettivamente la convivenza è possibile;

·         Coniglio e galline: si tratta in questo caso di una convivenza pacifica che non dovrebbe creare problemi. In questo caso la parte debole della relazione è costituita dal coniglio: le galline potrebbero beccarlo, ma a differenza dei gatti e dei cani, esso non ha particolari armi da difesa e quindi oltre che a farle fuggire non arrecherà alcuni problemi alle nostre cocche;

·         Altri Volatili e galline: la categoria dei volatili da cortile, di cui fanno parte anche le galline, è piuttosto ampia. Tacchini, oche, fagiani, anatre, papere, possono tranquillamente convivere purché ognuno abbia i propri spazi necessari;

·         Cane e galline: a differenza degli altri animali domestici è più difficile creare un rapporto pacifico tra i nostri amici a 4 zampe e le nostre galline.. Infatti laddove sorgano dei problemi, le galline potrebbero essere attaccate e perfino uccise dal cane. La vista dei volatili potrebbe accendere lo spirito predatore dei cani. E’ dunque opportuno accertarsi che ciò non accada;

 Essendo diverse le specie con le quali le galline possono convivere, è bene aver presente  
come iniziare questa nuova avventura!

La miglior arma per instaurare la miglior convivenza possibile è avere come obiettivo principale la crescita insieme degli animali. Così facendo si abitueranno l’uno alla presenza dell’altro, percependola come naturale e non forzata.

Un altro aspetto di notevole importanza è la Gradualità: se si è deciso di inserire le galline in un ambiente già abitato da altri animali, è opportuno fare in modo che questi si conoscano gradualmente. Questo può aver luogo se, ad esempio, vengono predisposti degli ambienti separati che consentono agli animali di vedersi ed annusarsi. Successivamente, dopo aver appurato che gli animali sono pronti per iniziare una convivenza, è possibile unire tutti gli spazi creando un unico ambiente in cui vivere.

Purtroppo in alcuni casi quest’intenzione potrebbe non andare a buon fine e gli animali potrebbero non riuscire ad instaurare una pacifica convivenza dividendo lo stesso spazio.

In queste circostanze, rispetta la natura degli animali! La migliore cosa da fare è predisporre degli spazi separati, in modo tale che non possano venire in contatto tra di loro.

La Cocincina Nana

La cocincina nana è una delle razze avicole più antiche che esistano. La sua importazione in Occidente risale infatti alla seconda metà dell’Ottocento.
La storia narra che furono i conquistatori francesi ed inglesi che, entrando nel Palazzo d’Estate di Pechino, si appropriarono di questi polli nani molto curiosi, e li portarono in Inghilterra.
I soggetti in questione erano di un colore giallognolo nel gallo e ancor più chiaro nelle femmine. Per circa vent’anni, furono allevati in stretta consanguineità da diverse persone causando una progressiva diminuzione della fertilità fino ad arrivare alla sterilità.
Giunti a questa situazione due allevatori inglesi, Cape e Smith, presero a cuore le sorti di questa razza che venne così incrociata con altre razze.
Tale pratica comportò però la perdita delle caratteristiche originali quali la rotondità , la calzatura e la conformazione del piumaggio.
La situazione attuale vede un’enorme diffusione della razza in tutto il mondo e un nascere sempre progressivo di nuove colorazioni, per questo ad oggi non si possono conoscere con precisione quante e quali colorazioni esistono.
In Italia questa razza Ornamentale è riconosciuta dalla Federazione Italiana delle Associazioni Avicole.
Senza dubbio la cocincina nana è una delle razze più conosciute, allevate ed amate da chi ha la passione per l’avicoltura ornamentale; a testimonianza di questo è anche la presenza di tantissimi Club nazionali dedicategli.

Caratteristiche:

La razza della gallina cocincina vede una suddivisione netta che vede la specie divisa in: nana e gigante.
Il manto è il segno distintivo di questa gallina. La presenza di piumino infantile rende il piumaggio abbondante e morbido, facendo della cocincina una delle specie maggiormente apprezzate a livello estetico. Grazie al loro piumaggio sono estremamente resistenti ai climi più rigidi, il manto infatti copre anche le loro zampe. Le uova si contraddistinguono dal colore rossiccio.
Quando parliamo di cocincina gigante, parliamo di un pollo maestoso che può raggiungere i 5,5 kg di peso mentre la gallina si ferma a 4,5 kg.
A rendere la cocincina una razza armoniosa esteticamente è il groppone che è alto quasi quanto la testa. In natura conosciamo la bianca, la fulva, la blu, l’argento orlata nero e sparviero. Le medesime caratteristiche appartengono alla cocincina nana, se non per il fatto che il suo peso può arrivare a malapena a un chilo.

Temperamento:

Quando la razza venne importata in Europa fu apprezzata non solo per le caratteristiche fisiche ma anche per il temperamento. Questa gallina infatti è estremamente mite e docile. Vive bene in spazi confinanti ed è ben disposta alla cova. L’unica difficoltà è il peso e la facilità ad ingrassare. Ecco perché potrebbero, durante la cova, uccidere i pulcini.

Alimentazione:

Essendo una razza massiccia e tendenzialmente obesa, è necessario prestare attenzione all’alimentazione perché questa risulti adeguata ed equilibrata. Bisognerà quindi riservare alla cocincina degli alimenti che permettano l’assunzione di vitamine e minerali con un occhio di riguardo alla presenza di calcio.

Alloggio:

Questa razza asiatica ornamentale si adatta senza problemi agli spazi dedicati e non necessita di steccati alti. La stazza del corpo infatti non permette loro di saltare o volare. All’interno del pollaio andrà posto un bagno di sabbia e cenere, necessari per proteggerle da acari e pidocchi. Ed è importante che l’alloggio sia sempre ripulito dagli escrementi; una pulizia di riguardo va anche fatta quotidianamente ad abbeveratoi e mangiatoie.

Igiene e cura:

L’igiene della cocincina riguarda soprattutto l’alloggio. Se questo è ben tenuto ed ha una manutenzione quotidiana si eviterà la diffusione di acari e batteri. E’ importante inoltre evitare anche che si formi fanghiglia perché le loro zampe non sarebbero adatte a camminarci. Importante anche che il folto piumaggio, sia sempre asciutto e pulito e mai umido.

Addestramento:

La gallina cocincina è una razza docile che asseconderà ogni richiesta con massima fiducia. Anche la convivenza di più esemplari non sarà un problema, questa specie infatti ben tollera la presenza di altri animali e starà per conto proprio. Questo renderà il lavoro dell’allevatore estremamente leggero.

Accoppiamento:

Questa specie ha una crescita molto lenta e possiamo considerare un esemplare adulto intorno all’anno di età. Bisogna innanzitutto dire che per ogni gallo sono necessarie 8/10 galline. L’accoppiamento può avvenire già a partire dai 6 mesi, quando la gallina ha il primo ciclo e il gallo è inesperto.

Malattie e cure:

Oltre ad un’adeguata pulizia che prevenga la diffusione spontanea di batteri, è importante controllare spesso l’igiene del piumaggio della cocincina e l’alimentazione. La morte più frequente è dovuta proprio ad un eccessivo peso assunto dalla specie. Per prevenire ciò è bene lasciare ampio spazio alla gallina in modo che possa correre durante la giornata ed evitare così di ingrassare troppo facilmente. La vita media si aggira in un lasso di tempo che va dai 5 ai 10 anni.