Articolo scritto il 4 Aprile 2022 da Animalissimo Staff

I Fenicotteri Rosa

Il fenicottero rosa o fenicottero maggiore è la specie più grande e diffusa della famiglia dei fenicotteri.
Questa specie è diffusa in Africa, nel subcontinente indiano, nel Medio Oriente e nell’Europa meridionale. 
I suoi parenti più stretti sono il fenicottero rosso e il fenicottero cileno, che in precedenza erano considerati conspecifici con il fenicottero rosa, ma ora sono considerati specie separate. Il fenicottero rosa è la più grande specie vivente di fenicottero, con un’altezza media di 110-150 centimetri, un’apertura alare di 240 centimetri e un peso di 2-4 kg. I maschi sono un po’ più grandi delle femmine e, in alcuni casi possono raggiungere anche i 187 centimetri d’altezza ed un peso di 4,5 kg.

Il piumaggio di questi uccelli è principalmente bianco-rosato, mentre sulle ali le penne copritrici sono rosse, mentre le penne remiganti primarie e secondarie sono nere. Il becco è rosa con una macchia nera sulla punta, le zampe ed i piedi palmati sono rosa-fucsia. Anche la pelle del volto è rosa con le iridi gialle.
Contrariamente agli adulti, i pulcini nascono ricoperti da una soffice peluria grigia e anche gli adulti che allattano i pulcini perdono vivacità divenendo più pallidi, ma mantenendo le zampe rosa brillante. Questa colorazione deriva dai pigmenti carotenoidi negli organismi che vivono nei loro ambienti d’alimentazione.

Uno dei comportamenti più particolari dei fenicotteri rosa è il riposare su di una zampa sola, nascondendo l’altra sotto il corpo. Secondo alcune teorie stare su una zampa sola consente agli uccelli di conservare più calore corporeo, dato che trascorrono una quantità significativa di tempo all’interno di acque fredde. Ma pensandoci bene, questo comportamento si verifica anche in acque calde e si osserva anche in esemplari che stanno a terra. Nasce dunque una teoria alternativa che sostiene che stare in piedi su una zampa riduce il dispendio energetico per produrre lo sforzo muscolare di stare in piedi e bilanciarsi.

La durata della vita media in natura è di 30-40 anni.
I fenicotteri sono considerati uccelli molto rumorosi con i loro versi e vocalizzi che vanno da grugniti o ringhi ad un richiamo gracchiante e sonoro, simile a quello delle oche.
Le vocalizzazioni giocano un ruolo importante nel riconoscimento genitore-pulcino, nei rituali di corteggiamento e nel tenere insieme le grandi colonie. Come le altre specie di fenicotteri, il fenicottero rosa è un uccello filtratore che si nutre prevalentemente di gamberi salamoia e alghe blu-verdi, nonché di larve di insetto, piccoli insetti, molluschi e crostacei, rendendoli onnivori. Quando cerca il cibo nelle acque fangose, l’animale solleva il fango con i larghi piedi palmati, per poi risucchiare l’acqua attraverso il becco che si presenta appositamente adattato per separare questi microrganismi dal fango e dal limo, posizionando il becco a pelo dell’acqua. Questi uccelli si nutrono a testa bassa, e la mascella è mobile non essendo fissata rigidamente al cranio.
I fenicotteri rosa sono uccelli gregari, le cui colonie possono arrivare a contare anche migliaia di individui. Si ritiene che queste grandi colonie servano a tre scopi: proteggersi dai predatori, massimizzare l’assunzione di cibo e utilizzare siti di nidificazione in modo più efficiente.
Prima dell’accoppiamento, le colonie si dividono in gruppi di riproduzione di circa 15-50 uccelli. In questi gruppi, sia i maschi che le femmine eseguono un’esibizione rituale sincronizzata. Durante queste esibizioni, tutti gli individui si muovono all’unisono, allungando il collo verso l’alto, muovendo costantemente la testa a destra e a sinistra, emettendo talvolta dei richiami e sbattendo le ali. 

I fenicotteri rosa sono una specie monogama, sebbene nelle colonie più grandi a volte possano cambiare compagno, forse per via della scelta più ampia. Solitamente, è la femmina a scegliere il luogo dove costruire il nido e la copulazione si verifica durante la costruzione del nido, che a volte viene interrotta da un’altra coppia che cerca di rubare il luogo di nidificazione.
Le femmine depongono un singolo uovo per covata e dopo la schiusa, entrambi i genitori si occupano del pulcino: questo grazie alla possibilità di nutrire i piccoli con il loro latte dal gozzo, prodotto in ghiandole che rivestono l’intero tratto digerente superiore.
L’ormone prolattina stimola la produzione di questo latte, che, per via dell’alimentazione degli adulti, è di colore rosso e che contiene grassi, proteine, globuli rossi e bianchi. 
Per i primi sei giorni dopo la schiusa, gli adulti e i pulcini rimangono nei siti di nidificazione e all’età di circa 7-12 giorni, i pulcini iniziano a uscire dal nido esplorando l’ambiente circostante.
A due settimane di vita i pulcini si riuniscono in piccoli gruppi chiamati “micro colonie” in cui i loro genitori cominciano a lasciarli da soli sempre più a lungo. Successivamente questo gruppo diventa sempre più grande fino a contenere migliaia di pulcini.

In Italia questa specie nidifica regolarmente in Emilia Romagna, Puglia, Sardegna e Sicilia.

 

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