Rimedi e Cure Naturali per la Salute delle Galline

Pensando ai rimedi naturali per galline sicuramente al primo posto troviamo l’igiene del pollaio. Questo, infatti, è il primo dei rimedi naturali più efficaci, in quanto in condizioni di scarsa pulizia si causerebbe il proliferare di parassiti e malattie di ogni genere, difficili da debellare. Per questo motivo è opportuno e fondamentale curare al massimo questo aspetto del vostro 
pollaio, in particolar modo gestendo al meglio il ricovero notturno e la lettiera.

Un altro accorgimento importante è quello di mantenere il giusto numero di animali per metro quadro e lasciare le galline libere di uscire e di usufruire del pascolo: nel prato infatti potranno trovare molte erbe naturali che fungeranno per loro da 
rimedi naturali ad alcuni comuni disturbi.
Anche rimuovere molto spesso le deiezioni dal pollaio e dal recinto è una buona abitudine per evitare la formazione di batteri e parassiti che finirebbero per attaccare gli animali.

In generale, i rimedi naturali o “ricette della nonna”, non sono da intendere come dei medicinali veri e propri, ma come integratori e coadiuvanti nella cura di alcune malattie che possono affliggere i nostri animali.
In molti casi, è fondamentale l’utilizzo di prodotti e trattamenti specifici e occorre sempre affidarsi ad un veterinario esperto, che potrà aiutarvi indicandovi il farmaco migliore per i vostri animali. Anche i servizi veterinari delle ASL di competenza e gli istituti Zooprofilattici sono importanti risorse a cui potersi rivolgere per capire quali tipologie di parassiti e malattie affliggono i nostri pollai.
Detto ciò, elenchiamo ora alcuni tra i rimedi naturali più diffusi che si possono
usare nella vita di tutti i giorni. Alcuni di questi ci aiuteranno a mantenere gli animali in un migliore stato di salute, altri invece ci daranno una mano a combattere i parassiti più comuni:

Aglio e cipolla

aglio e cipolla sono noti per le loro proprietà antielmintiche e quindi molto usati per tentare di prevenire vermi intestinali di vario genere negli avicoli, soprattutto ascaridi. Oltre a ciò, presentano anche proprietà antibiotiche e anti-mucolitiche. Entrambi presentano al loro interno buone dosi di zolfo e di vitamina B12 e possono essere tritati finemente e aggiunti al mangime; potete anche usare l’aglio in polvere da mescolare al pastone di crusca. Potete infine fare un decotto d’aglio da aggiungere all’acqua di bevanda, irrorando gli spicchi a pezzi con una tazza di acqua bollente, coprendo e lasciando raffreddare. Una volta filtrato, il decotto si somministra agli animali;

Origano

l’origano è un’erba aromatica nota per avere delle proprietà antibiotiche e può essere aggiunto sia fresco sia sotto forma di decotto da aggiungere all’acqua di bevanda. Il decotto si può preparare versando su un cucchiaino di fiori secchi di origano una tazza di acqua bollente, chiudendo il contenitore e filtrando il tutto. L’infuso può essere aggiunto all’acqua di bevanda e coadiuverà la terapia farmacologica in caso di problemi respiratori batterici;

Semi di zucca

i semi di zucca hanno proprietà antielmintiche e, se triturati e aggiunti al mangime degli animali, possano aiutare a prevenire lievi infestazioni di parassiti intestinali, grazie alla presenza al loro interno di una sostanza. In verità non esistono prove certe della loro effettiva efficacia in questo senso, mentre sappiamo che sono ricchi di vitamina E e che quindi possono apportarla alla dieta dei nostri polli in caso di bisogno;

Ortica

l’ortica non serve principalmente per curare gli animali ma ha un proprio valore come integratore alimentare e come promotore di una buona deposizione delle uova, anche nei mesi freddi. Essa, infatti, è ricca di potassio, manganese, vitamine e minerali. Potrete raccogliere gli steli di ortica in primavera, tritarli finemente e offrirli crudi o appena scottati agli animali; in alternativa, potete raccogliere le piante in estate, quando vanno a seme, e dopo averle lasciate seccare al sole potrete aggiungerle sbriciolate al pastone di crusca;

Timo

il timo ha proprietà antisettiche e antibatteriche. Potete somministrarlo fresco, mescolato al mangime, oppure farne una tisana da somministrare ogni due mesi ai vostri polli. Viene indicato come integratore alimentare e pare possa coadiuvare eventuali cure alle malattie respiratorie;

Olio di Neem

l’olio di Neem è considerato un comune rimedio naturale per il pollaio nella lotta agli acari. Se ne prepara un’emulsione mescolandone quattro cucchiai per ogni litro d’acqua, e in seguito spruzzandolo su pareti e posatoi per cercare di contrastare gli acari rossi.

Aceto di mele

l’aceto di mele è un classico rimedio casalingo e un ottimo integratore alimentare per i nostri polli, da aggiungere all’acqua dell’abbeveratoio. Potete aggiungere un cucchiaio per litro d’acqua per gli avicoli adulti, uno ogni 5 litri d’acqua per i pulcini.
L’aceto di mele, è ricco di potassio, zolfo e altri minerali naturali importanti. Inoltre, permette di abbassare il pH dell’acqua, rendendola quindi acida. Ciò aiuta a mantenere bassa la carica batterica nell’acqua stessa e rallenta fortemente la formazione di alghe. È stato provato che l’aggiunta di aceto nell’acqua aiuta i polli a contrastare microrganismi coma Pseudomonas e Candida, rendendo il tratto digerente un luogo meno accogliente per essi. Oltre a questo, pare avere un effetto preventivo nei confronti della coccidiosi, per cui, pur non potendosi sostituire ai farmaci, vale la pena aggiungerlo sempre all’acqua dei pulcini;

Questi sono tra i principali e più diffusi rimedi naturali per mantenere le nostre cocche in salute. Ribadiamo nuovamente che non sostituiscono in nessun modo i farmaci in quanto ad efficacia, e che va sempre consultato un veterinario esperto per garantire il miglior benessere dei nostri animali e una pronta guarigione senza lunghe sofferenze.

La Gallina Sumatra

Origini:

Il pollo di razza Sumatra è giunto in America e in Europa verso la metà del XIX secolo attirando l’attenzione degli allevatori come pollo combattente in primis, poi, grazie alla sua bellezza, come pollo da esposizione.

Prende il nome dall’omonima isola Sumatra dell’Asia Sud-Orientale, dove si dice che sia una vera e propria specie selvatica autoctona o che derivi dall’incrocio di specie selvatiche ormai estinte, o addirittura dall’incrocio tra un pollo e un fagiano.
Effettivamente sono stati azzardati nel corso degli anni molti tentativi di ricostruzione della razza, ma tutti si sono rivelati fallimentari.

Aspetto Fisico:

Si presenta come un esemplare leggero ed elegante, dal folto piumaggio nero caratterizzato da una forte iridescenza verde e da una coda molto lunga.

Americani e tedeschi hanno adottato differenti indirizzi selettivi: i primi si sono concentrati sulla produzione di piumino molto morbido e di una coda dotata di falciformi molto lunghe; i secondi invece su quella di un piumaggio più duro e corto, tipico dei combattenti. Quest’ultima sembra essere la tipologia di selezione indicata, in quanto la razza fa parte dei combattenti e viene anche soprannominata Combattente di Sumatra.

La loro testa è piccola e con fronte larga, dotata di una forte arcata sopraccigliare tipica delle razze asiatiche e soprattutto dei combattenti. La faccia, oltre ad avere peluria, ha una pigmentazione molto scura, quasi nera. Gli occhi sono grandi e prominenti, di colore rosso scuro; la cresta: a pisello è invece piccola e ben fissata al cranio.
Gli orecchioni sono scuri come la faccia e molto piccoli; il becco è corto e forte, di colore nero. Presentano una coda molto lunga e larga, portata orizzontalmente, senza che tocchi per terra.

Colorazioni:

La colorazione originale e che rende la razza tipica è la Nera, dotata di un’iridescenza verde particolarmente forte che raramente si riscontra negli altri polli neri. Successivamente sono state selezionate altre varietà, come la Rosso/Nera, creata in Germania tramite accoppiamenti con la Yokohama, la Selvatica e la Blu.

Per mantenere la brillantezza del piumaggio e i forti riflessi metallici è consigliata una dieta composta da semi oleosi, frutta e verdura.

Temperamento:

La Sumatra è una razza che è rimasta molto vicina allo stato naturale dei polli selvatici, per cui ne condivide alcune caratteristiche. I galli tendono ad essere molto aggressivi tra di loro; dunque, è sconsigliato allevarli in recinti e voliere, mentre è preferibile lasciarli liberi di girovagare in spazi aperti. Nonostante questo, sono molto docili e affettuosi col proprietario, quindi sono molto adatti per chi desidera allevare polli da compagnia e ornamentali. Essendo rimasti vicini allo stato naturale, le galline di questa razza non depongono uova, se non quelle poche in primavera che bastano per la riproduzione. Tuttavia, il guscio delle uova è sorprendentemente bianco, a differenza delle altre razze asiatiche che depongono uova dal guscio colorati o molto scuri. Un buon mantenimento del piumaggio è ottenuto grazie a una dieta proteica e a posatoi per la notte posizionati molto in alto, in modo che non si danneggino le lunghe penne della coda

La Gallina Combattente Malese

Origini e storia:

La Combattente Malese è originaria del Siam e della Malesia, e si diffuse in primo luogo in Giappone, India e Australia, e poi da qui in tutto il resto del mondo.
In Europa arrivò intorno al 1830 grazie al colonnello Sykes, destando tra tutti gli allevatori ed appassionati di avicoltura molto stupore ed interesse.

Grazie alla sua struttura fisica così particolare e diversa rispetto alle altre galline conosciute, mise in dubbio che tutte derivassero dall’unico antenato comune Gallus Gallus, come fino ad allora si era ritenuto.
Ma Darwin, per vari motivi, rimase invece convinto della sua teoria ed assegnò la responsabilità della singolare fisionomia della Combattente Malese ad una seria di incroci e selezioni di razze successive.

Aspetto Fisico e corretta Alimentazione:

Gli esemplari di Combattente Malese possono raggiungere i 70/80 centimetri di altezza, con una muscolatura ben sviluppata e possente.
Il corpo è compatto e muscoloso, largo nella vista frontale e che va restringendosi verso il posteriore, con spalle prominenti e molto sporgenti.
Ha le ali troppo corte per sollevare un corpo così pesante, mentre le zampe sono invece lunghe e possenti, capaci di sviluppare un’eccellente rapporto tra scatto e forza, adattissime a razzolare anche i terreni più duri. Dita ben allargate e lunghe e dotate di unghie affilate.
La testa è abbastanza larga, con fronte prominente; ha un’ampia apertura sia del becco che della gola, caratteristica, questa, che permette agli avicoli di questa razza di ingoiare porzioni di cibo anche abbastanza grandi e piccoli animaletti interi.
La cresta è piccola e larga a cuscinetto, di colore rosso brillante; i bargigli sono molto piccoli.

La gallina di razza Combattente Malese non rientra tra le migliori ovaiole, producendo infatti in media tra 70 e 120 uova l’anno.

Sono animali definiti “a crescita lenta” in quanto sono dotati di un’ossatura grossa che richiede tempo per svilupparsi e il loro massimo splendore si ha attorno a 2/3 anni di età.
Per crescere bene e in salute necessitano assolutamente di ampio pascolo d’erba e di razzolare in libertà stando esposti alla luce del sole per sintetizzare la vitamina D utile alla formazione dello scheletro.

L’alimentazione deve essere molto energetica, sostenuta nel tempo anche con un po’ di carne cruda di tanto in tanto.

Temperamento e curiosità:

Al di là dell’aspetto che “incute timore”, soprattutto a causa dello sguardo torvo dato agli occhi per via della inusuale conformazione del cranio, gli esemplari di Combattente Malese sono generalmente molto tranquilli e docili con l’uomo, dimostrando anche un particolare attaccamento verso chi si prende cura di loro.

Bisogna invece fare molta attenzione quando si vuole inserire un esemplare di Combattente Malese in un pollaio all’interno di un nuovo gruppo: è necessario farlo con tutte le cautele del caso e molto lentamente, onde evitare scontri e combattimenti che per altri esemplari potrebbero mettersi anche molto male.
Esiste anche la Combattente Malese nana, che è una razza a sé con un proprio standard e che è stata selezionata in Inghilterra alla fine del 1800 incrociando il Combattente Malese, l’Assel e combattenti nani.

 

L’Uropigio nelle Galline: Che cos’è e a Cosa serve?

L’uropigio è una ghiandola che permette alle galline di mantenere il piumaggio impermeabile.
Di frequente ci capita di vederle pungersi con il becco le piume di tutto il corpo ed è proprio in questa azione che stanno distribuendo questa sostanza cerosa ed isolante prelevata dall’uropigio sul manto.

Grazie a questa azione, la pioggia e l’acqua in generale, scivolerà via sul piumaggio senza inzuppare l’animale, con il grande vantaggio per le galline di restare più asciutte, ed evitare quindi molte malattie da raffreddamento.

L’uropigio è situato alla base della coda, in posizione dorsale, ed è proprio da tale collocazione che prende etimologicamente nome.
Secondo la tradizione fu l’imperatore Federico II, nel suo trattato del XIII secolo sulla falconeria, a parlare per primo della funzione della ghiandola uropigea degli uccelli. Egli credeva che non solo servisse a lubrificare il piumaggio, ma che fornisse anche un veleno, il quale veniva introdotto dagli artigli di falchi e gufi nelle loro prede, in modo da portarle ad una morte più rapida.
L’uropigio è una voluminosa ghiandola tubulare a secrezione esterna, dalla consistenza dermatica e situata, come abbiamo visto, nella parte estrema della colonna vertebrale di alcuni animali, e in particolare il coccige degli uccelli, che sostiene la coda.

La ghiandola dell’uropigio, quando stimolata dalla frizione del becco, elabora un secreto sebaceo che, dopo la confluenza del condotto ghiandolare di destra e di sinistra, sfocia all’esterno attraverso un unico dotto escretore terminale, il quale si apre in un rilievo della cute che prende il nome di papilla.
Le molecole che costituiscono questa sostanza si incastrano l’una all’altra, formando così un sottilissimo strato continuo, che va a ben ricoprire e isolare le penne.
L’uropigio è assente in uccelli che vivono in zone della terra molto aride e desertiche, e al contrario è invece molto sviluppato in uccelli acquatici e anatidi come ad esempio anatre e oche. In altri volatili ha dimensioni molto ridotte e spesso la funzione protettiva viene assolta dal pulviscolo che si forma quando le parti terminali delle penne si scompongono in finissime particelle di cheratina.

La sostanza secreta dall’uropigio, dunque, oltre a proteggere l’animale dall’umidità, assolve anche ad altri compiti, come quello di fungere da antibatterico e antimicotico, e di preservare la salubrità e la flessibilità delle penne.

Anche il classico odore delle nostre galline sembra essere dovuto proprio a tale sostanza e pare possa assumere un ruolo importante anche nella comunicazione olfattiva tra gli animali di un gruppo.

 

Le Malattie più diffuse tra le Galline

Il numero delle malattie che potrebbero colpire le nostre galline ovaiole è molto elevato. Per questo motivo in questo articolo analizzeremo le patologie più ricorrenti di cui esse potrebbero soffrire, soffermandoci anche su sintomi e rimedi ad hoc.
 
Tra i sintomi più diffusi, campanello d’allarme per segnalare le malattie delle galline troviamo: inappetenza ed anoressia, tosse, secrezioni da occhi e naso, respirazione rumorosa, diminuzione della deposizione delle uova, diarrea, alterazioni della pelle e del piumaggio, assenza di attività fisica e difficoltà articolari.

Un altro caso tipico è vedere galline che hanno perso le piume. In questo specifico caso, le causa potrebbero essere molteplici come una cattiva alimentazione, beccate di altre galline, muta fisiologica, stress o altre malattie più specifiche.

I sintomi delle varie malattie che colpiscono le galline sono molto simili e quindi non specifici. Per questo è importante rivolgersi ad un veterinario esperto per la diagnosi e per isolare il prima possibile eventuali soggetti malati, considerando che queste malattie spesso sono molto contagiose e potrebbero infettare gran parte del gruppo.

Tra le malattie più conosciute e diffuse troviamo:

·        Malattia di Marek:

particolarmente diffusa tra i pulcini, comprende varie patologie virali molto contagiose che provocano tumori e paralisi. Vi è un vaccino ma non sempre risulta efficace, per cui si ritiene che la miglior prevenzione sia la pulizia e le condizioni di vita adeguate. È una malattia che non ha cure, per cui i piccoli possono sopravvivere solo se riescono a continuare a mangiare e a bere, preservando un minimo il sistema immunitario;

·        Coccidiosi:

è la principale causa di morte tra gli animali. Si tratta di una malattia parassitaria del tratto digestivo molto contagiosa. Uno dei principali sintomi è la presenza di sangue nelle feci. Un altro problema che coinvolge l’apparato digerente è l’ostruzione che può impedire la defecazione. Questa malattia è dovuta a stress o sbalzi di temperatura. Se il pulcino soffre di questa malattia, bisogna cambiare la sua dieta e pulire la cloaca;

·        Malattie ereditarie:

potrebbero svilupparsi anche malattie che colpiscono il becco. Sono deformità genetiche che peggiorano con il passare del tempo. Possono difficoltare l’alimentazione dell’animale, per cui bisogna controllare che l’animale continui a mangiare, offrirgli cibo morbido, sollevare la mangiatoia ed avere altri accorgimenti.
Le alterazioni possono anche comparire nelle zampe. Per esempio, possono essere storte verso l’esterno e il pulcino non riesce né ad alzarsi né a rimanere in piedi. Queste alterazioni possono essere causate da un errore nella temperatura dell’incubatrice oppure da un deficit di vitamine. Un terreno non scivoloso e un bendaggio per mantenere le zampe unite sono parte del trattamento;

·        Malattie respiratorie:

i sintomi abituali di queste patologie sono secrezioni dal naso e dagli occhi, starnuti e tosse. È imprescindibile mantenere una buona igiene.
Va considerato che i pulcini sono più delicati e qualsiasi malattia può colpirli in maniera grave;

·        Malattie oculari nelle galline:

gli occhi delle galline possono infiammarsi ed irritarsi se vivono con un alto livello di ammoniaca. Questo può danneggiare anche i seni nasali e la trachea, e, se la situazione non si risolve, l’animale può rimanere cieco. L’ammoniaca è causata dall’unione dell’acido urico dello sterco degli uccelli con acqua. Ciò forma un ambiente propizio per la crescita del batterio che l’ammoniaca produce;

·        Vaiolo aviario nelle galline:

tra le malattie delle galline che colpiscono le zampe, il vaiolo è una delle più comuni. I sintomi di questa malattia si manifestano attraverso delle vesciche sulla barba, sulle zampe. Sporadicamente il vaiolo può colpire la bocca e la gola, pregiudicando la respirazione e provocando la morte;

·        Acari nelle galline:

i parassiti esterni, come gli acari, possono passare inosservati e provocare così danni gravi, come la diminuzione delle uova deposte, il rallentamento della crescita, l’anemia, l’indebolimento del sistema immunitario, il dimagrimento, le piume sporche a cause degli escrementi del parassita e anche la morte. Gli acari possono anche compromettere la capacità di riprodursi delle galline, visto che tendono a raggrupparsi nella zona genitale.
Inoltre, visto che alcuni acari possono anche vivere nell’ambiente, pulire e curare lo spazio in cui vivono le galline è parte del trattamento e aiuta anche a prevenirli. Questi parassiti vengono trattati con acaricidi che si trovano in diversi formati;

·        Gotta viscerale nelle galline:

si tratta di un tipo di artrite che colpisce le zampe denominata gotta, che è causata da una insufficienza renale grave. Avviene per un accumulo di urato nelle articolazioni e infiamma quelle dei garretti e dei piedi, provocando zoppia e difficoltà nei movimenti. Di solito colpisce entrambe le zampe.
Gli arti si deformano e compaiono delle piaghe, cosa che può far confondere questa malattia con un problema di acari. Può essere dovuta ad un problema genetico o a una dieta con troppe proteine. È più frequente nelle galline a partire dai quattro mesi di età. Non c’è una cura ma si possono implementare degli accorgimenti per rendere la vita dell’animale più comoda, far sì che beva di più e modificare la dieta includendo frutta e verdura;

·        Pidocchi nelle galline:

le infestazioni da parassiti esterni sono tra quelle malattie delle galline che non sono facili da identificare ma che possono pregiudicare la deposizione delle uova. L’animale colpito dimagrisce, si gratta e si becca la pelle e presenta varie zone senza piume e decolorate. Si possono notare osservando regolarmente il corpo della gallina. I pidocchi delle galline, al contrario degli acari, possono vivere solo sopra l’ospite e sono meno resistenti ai trattamenti.

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Oltre a questo forniamo assistenza e consulenze specifiche per aiutarvi al meglio nella somministrazione della cura adatta per le malattie sopra indicate.

 

Disponibili pulcinotti di Araucana alla Fattoria Il Verde Mondo

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I pulcinotti hanno 40/50gg giorni e sono visibili nelle foto in annuncio o presso la Fattoria Il Verde Mondo; su richiesta possiamo organizzare una spedizione o un ritiro diretto presso la Fattoria previo accordo. L’eventuale consegna avverrà all’uscita dell’autostrada più vicina ed il costo sarà calcolato in base alla distanza ed al numeri di animali.

Disponibili pulcinotti Mugellese alla Fattoria Il Verde Mondo

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Disponibili pulcinotti di Marans Nero Ramato alla Fattoria Il Verde Mondo

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Disponibili pulcinotti Moroseta Bianca Silkie alla Fattoria Il Verde Mondo.

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Disponibili pulcinotti Livornese collo oro alla Fattoria Il Verde Mondo.

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